(Levi risponde alle critiche)
Sulla famigerata legge Levi-Prodi se ne sono sentite, e dette, di tutti i colori in questi giorni, soprattutto grazie al post polemico di Beppe Grillo.
Ora sembra che le acque si siano calmate, ma facciamo un piccolo passo indietro.
Il 70% del putiferio è stato creato da un articolo della legge Levi-Prodi (leggibile da chiunque sul sito di Pallazzo Chigi).
Lo riporto come sono nella legge, senza tagli, per evitare errori:
Art. 2 (Definizione del prodotto editoriale)
1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
In base a questo articolo i blog sono considerati attività editoriali e quindi devono iscriversi al ROC.
Tutta la legge è stata saluta da Beppe Grillo come una catena alla libertà degli italiani e sono state firmate petizioni da migliaia di persone.
Se prima il ministro delle comunicazioni aveva affermato di non aver letto la legge e che doveva subire delle modifiche, l’onorevoli Levi ha, giusto ieri, proposto una modifica all’art.7, aggiungendo un comma che (parole di Levi presi dal sito de “La Repubblica”): “esclude dall’obbligo di iscrizione al registro degli operatori di comunicazione i siti personali o a uso collettivo che non costituiscono frutto di organizzazione industriale del lavoro. Non volevamo inserire in un testo di legge la parola blog – ha aggiunto Levi – ma e’ chiaro che il riferimento e’ quello.”
Tutto risolto? Tutto a posto? Tutto rosa e fiori? Magari…
Prestate attenzione alla parte sorpa in grossetto: sono esclusi i siti personali o a uso collettivo.
La Stampa invece riporta: sono esclusi dall’obbligo di iscrivere al Roc i soggetti che accedono o operano su internet per prodotti o siti ad uso personale e non ad uso collettivo.
Notata la differenza? Francamente non ho capito chi dice la verità, solo che in generale i blog non devono iscriversi.
Tale modifica resta un pò vaga in ambedue le versione perchè non è chiaro (almeno non lo è a me) cosa s’intende con uso collettivo e personale.
Forse si farebbe prima a stilare un elendo di chi deve iscriversi anzichè trovare una definizione generica, ma non sono nella posizione di dare consigli a un ministro.
Chiudo con un pò di link:
http://www.governo.it/GovernoInforma/Comunicati/dettaglio.asp?d=36855&pg=1%2C2072%2C4282%2C5067&pg_c=1 (qui trovate la lettera che l’educato Levi ha scritto al maleducato Grillo dopo il suo post offensivo)
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=3347&ID_sezione=38&sezione=News (qui c’è l’articolo de La Stampa sulle dichiarazioni di Levi)
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2635338.html?ref=hpsbdx2 (qui c’è un altro articolo sulle dichiarazioni di Levi)
Edit: Anche il giornalista Bernhard Warner ha parlato della legge, sputtanando l’Italia e i suoi governanti sul Times. Il suo articolo è stato pubblicato ieri, dopo che già molti politici si erano affermati a proposito, rassicurando i bloggers e chiarendo tutte questioni sollevate. Tale articolo invece si sofferma a dove è rimasto Giuseppe Grillo sul suo di Blog.
P.S Francamente spero che la cosa finisca qui, o al più presto. Mi sono rotto di queste notizie fuorvianti che non so dove sbattere la testa. Preferisco sbatterla sui miei racconti, libri, manga e riflessioni varie.