
Se la mia ex prof di lettere passasse da queste parti probabilmente resterrebbe sorpresa dallo scoprire che uno dei suoi scapestrati studenti si ricorda di un piccolo uomo chiamato Lucrezio.
Infatti, oggi stavo leggendo un passo della versione integrale de ”Il viaggio a Occidente” di Wu Cheng’En che mi sono ricordato di un altro passo simile nei contenuti. Il passo de ” Il viaggio a occidente è il seguente:
Finirà questa caccia a cose vane?In piedi all’alba, ti corichi a notteE libero non sei. Trotti sul muloE sogni un palafreno. Sei un ministro,Ti sogni duca o re. Ammucchi denaroDimenticando il timore di Yama.Voglion lasciare gloria e soldi ai figli,Ma nessuno si ferma per riflettere.
Un bel passo, vero? La lettura di questo mi ha ricordato il seguente passo tratto dal secondo libro de ” De rerum natura”:
… volgere lo sguardo laggiù, verso gli altri,
e vederli errare qua e là e cercare, andando alla ventura,
la via della vita, gareggiare d’ingegno, rivaleggiare di nobiltà,
adoprarsi notte e giorno con soverchiante fatica
per assurgere a somma ricchezza e impadronirsi del potere.
La comunanza dei contenuti è lampante e la verità intrinseca è così profonda che mi sono ricordato di tutti i trip mentali che mi sono sempre fatto riguardo le fatiche immani (alzarmi ogni giorno è una sofferenza) che devo fare e a quelle che tutti gli uomini devono fare (ma che sono meno importanti).
Se ci si fermasse a riflettere su questo fatto alcuni riderebbero della nostra sciocchezza, altri s’intristirebbero per la nostra condizione di continui lavoratori, mentre altri ancora mi manderebbero volentieri a quel paese affermando che il lavoro è neccessario ecc. Personalmente trovo che tutti i tre punti di vista siano allo stesso tempo sia accettabili che deprecabili (soprattutto quello pessimista).
Le considerazioni, le riflessioni e tutte le pappardelle varie sono così tante che metterle tutte in posto sarebbe un lavoro interminabile e lunghissimo, per cui preferisco dividere il tutto nei vari momenti in cui decido di rompere le scatole al mondo (più di quanto non faccia già).