Un tempo c’erano i bulli, ragazzi senza cervello che consci di non valere nulla tentavano di dimostrarlo a tutti i costi.
Ci sono ancora, ci mancherebbe, ma negli ultimi anni sono comparse forme nuove di aggregazione quali le baby-gang.
Se il termine è stupido e può far sorridere, la realtà è, ahimè, assai triste.
Accanto alle bande fatte da adulti ci sono ora quelle di ragazzini tra i 12 e i 18 che hanno lo scopo di infettare una società che non li vuole.
Se la legge ha una predilezione per i criminali, che vengono premiati e difesi se un povero onesto cittadino agisce contro di loro, verso i membri delle baby-gang la cosa sfiora la mormobosità.
Nei loro confronti, infatti, non si fa praticamente nulla perché sono minorenni e nelle cosidette società civili vige la regola secondo la quale finché si è minorenni si è puri e innocenti, quando è propio in questa età che si formano i deviati e dovrebbero essere individuati i futuri rifiuti della società.
“Rifiuto” è una parola grossa? E’ incivile e immorale trattarli in questo modo? In verità è stupido e ilarmente ottimistico trattarli in modo diverso. La società si basa sull’ordine e lo stato si basa sulla società, quindi esso ha come fine primario il rispetto dell’ordine esterno e interno e la concessione di benefici e risorse agli individui.
Ma se la società cerca l’ordine, chi lo mina è un parassità, un deviato, che va eliminato perché dannoso.
Quando uno prende l’influenza che fa? Si scusa col virus per non essere un ospite di prima scelta? No, prende la medicina e prende il virus a calci.
Allora si capisce che le baby-gang si meritano sanzioni ben più severe di quelle adulte per i seguenti motivi:
1. Danneggiano la società.
2. Nei loro confronti le persone sono più deboli perché ci fanno problemi ad agire contro di loro, anche se per difesa, e questi rifiuti lo sanno.
3. Se i giovani sono il nostro futuro (se lo sono loro, ringrazio di avere 19 anni e poter fare il mio di futuro) questi vanno corretti per evitare che danneggino la società ancor più di quanto già non facciano.
4. Esistono. Già l’uomo è un parassità per il mondo, un parassità per il parassità è contro natura.
Quanto ancora si vuole che i negozianti si vedano incapaci di difendere i loro interessi nei confronti di un ragazzino armato di taglierino? Quanto ancora si vuole che la legge non tuteli perché essi sono minorenni?
Ricordo che adesso sono minorenni, ma prima o poi cresceranno (di aspetto, s’intende) e allora non ci saranno più problemi ad agire contro di loro, ma nel frattempo non si può tollerare che facciano quello che vogliono.
Bisogna rieducarli con maniere forti, che vadano al di là della predica inutile. Lì si mandi in carcere per un bel pò d’anni o li si faccia lavorare per ripagare la società.
Tigana Dice:
on +000029292008bTue, 12 Feb 2008 23:51:14 +0000UTC 18, 2007 at 14:36
Mi trovi perfettamente d’accordo.
Certo non ritengo che nel caso di un minorenne occorra chiudere la cella e buttare la chiave, ma senza dubbio bisogna avere il pugno di ferro.
Mi sembra che in molti casi siano però gli adulti a giustificare atteggiamenti che -per quanto nn prettamente illegali- non andrebbero incoraggiati e nemmeno sottovalutati, d’altra parte invece si notano ragazzini che, alla faccia dell’innocenza, sanno benissimo quello che fanno…