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Archive for Novembre 2008

Un messaggio al mondo

+000030302008bSun, 16 Nov 2008 15:49:50 +0000UTC 18, 2007 claudio88 1 commento

Premessa 1: Se siete di quelli cui non piace leggere parolacce, i toni accesi, gli idealisti e qualcos’altro che ora non mi viene, potete anche non leggere qui sotto.

Premessa 2: Questo è un mio sfogo, per cui non m’importa nulla se alcune cose saranno sbagliate o non avranno senso. Verso la fine, però, acquista più pace.

Dunque, a volte bisogna guardare il mondo in faccia, prendere fiato, individuare gli elementi marci e urlare:

Politici, industriali, terroristi e signori della guerra, ANDATE A FARE IN CULO!

Ne ho abbastanza di non poter guardare un telegiornale senza deprimermi; ne ho abbastanza di guerre, morti, carestie, diritti umani violati e atti disumani perpetuati da vermi che indossano bei abiti e vivono succhiando la vita altri; ne ho abbastanza di politici che parlano tanto per dare un senso alla loro carica, che dovrebbero baciare il fango delle scarpe di coloro che li hanno votati e che se ne stanno a casa o non fanno un cazzo; ne ho abbastanza dei terroristi che per seguire ideali di merda uccidono vite e vanno in giro a vantarsene (fottiti Bin Laden e che vada a puttane Hamas); ne ho abbastanza di sentire i capi di stato accusare un paese di avere armi di distruzione di massa e di attentare alla sicurezza mondiale quando sono loro stessi ad avere un testata nucleare sotto il cuscino; ne ho abbastanza di signori della guerra, di dittatori e di presunti uomini che conducono guerre senza fine; ne ho abbastanza di industriali che non si sa chi, non si come, non si quando e non si sa perché  riescono a mettere mani in tutto, ogni tanto si scopre che appoggiano le guerre, che disbocano foreste, che cacciano popoli dalle loro terre e che non sono tanto diversi da com’erano prima che tutti i loro atti venissero scoperti.

In parole povere, visto che si potrebbe continuare ancora per un bel po’: NE HO ABBASTANZA DI QUESTO MONDO!

E non mi si venga a dire che questo sfogo è esagerato, che non posso fare di tutta l’erba un fascio e che è così che va il mondo!

Questo post non è esagerato, ma troppo buono: non si può non urlare il proprio disgusto quando il mondo stesso grida inascoltato.

Questo non è fare di tutta l’erba un fascio: è prendere atto che per ogni politico buono, al mondo ce ne sono dieci che non lo sono; che per ogni cosa buona ci sono dieci persone pronte a distruggerla.

Questo post non è irrazionale, irreale o idealista: è così che stanno le cose.

Il punto è che non dovrebbe essere così| Si possono spiegare tutte queste cose che non vanno, se ne possono trovare le motivazioni e si può dire che la storia va avanti da così tanto tempo che ormai è normale.

Non è normale, dannazione! Tutto questo è incredibilmente irrazionale nella sua normalità. A volte certa gente è equiparata agli animali, ma questo è un complimento. Gli animali vivono, mangiano, si riproducono e poi muoiono: questo è normale e razionale. L’evoluzione è spinta dalla necessità che porta a soddisfare i bisogni, ma che cazzo di necessità c’è nella guerra? Qualcuno mi spieghi per quale fottuto motivo tutto ciò che si tenta di raggiungere con la guerra non può essere raggiunto con la pace. Qualcuno mi spieghi perché non si può vivere in un mondo felice!

Perché la guerra è il metodo più facile e veloce, si potrebbe dire. Ma cosa c’è di veloce in guerre che si protraggono da anni e in negoziati di pace resi inconcludenti dall’ottusità delle parti? Cosa c’è di facile in guerre che distruggono popoli, che fanno soffrire le persone? A che cazzo serve tutto questo? Non voglio ideali, non voglio la storia, non voglio le leggi economiche, non voglio discorsi politici: voglio la necessità, il procedimento razionale che porta a dire “Non c’è altro modo”.

Bisogna dire basta a tutto ciò. Bisogna dire che tutto questo non porta a nulla, che ci sono mezzi pacifici che consentono di risolvere tutti i problemi senza fare soffrire nessuno, che si possono cambiare le cose.

Non c’è buonismo nella pace; non ci sono ideali e non c’è irrazionalità.

C’è il senso del trovare un accordo che soddisfi le parti senza spese, senza sangue e senza sofferenza.

C’è la semplicità del sedersi a un tavolo e discutere con solo l’ausilio degli interpreti, della presenza dei giornalisti e l’ausilio di una penna per ratificare la pace.

E’ irrazionale tutto ciò? E’ impensabile, difficile, costoso, idealista e buonista? Se tutto ciò è sbagliato, vuol dire che io non sono normale, che questo non è un mondo a cui posso appartenere.

Un mondo in cui si preferiscono la guerra, il dolore e le difficoltà alla pace, alla felicità e alla facilità dei rapporti non è il mondo in cui voglio vivere.

Ora, può sembrare un paradosso, ma tutto questo post è scaturito dalla visione di un filmato su youtube del film Aladdin. Non sto scherzando. Ieri notte guardavo alcune canzoni presenti nei film della Disney in francese (stupende, per giunta) e ho scoperto che c’è gente che si è messa a modificare tali canzoni in modo che si susseguano pezzi di testo in lingua diverse: se prima i personaggi cantano in francese, poi cantano in inglese, italiano, giapponese ecc.

Ne ho guardati alcuni e sono rimasto affascinato. Non tanto dal lavoro fatto dagli utenti, ma dal come le canzoni fossere orecchiabili anche senza una lingua unica. Sono rimasto meravigliato di come tante lingue che credevo così lontane da me siano in realtà stupende. Il cinese, il giapponese e il francese insieme sono quanto di più strano e divertente abbia mai ascoltato; l’inglese, l’arabo e l’ebraico sono calde e avvolgenti; le lingue nordiche e slave mi fanno pensare al freddo, ma  sanno riscaldare.

E’ stato come ascoltare una lingua unica dalla mille sfaccettature, capace di creare emozioni anche senza capire le parole. In pochi minuti è stato come vedere un mondo intero unito in un’unica canzone ed è stato bellissimo. Dopo questa gioia mi sono intristito al pensiero di come in realtà l’umanità sia divisa senza sapere che sono proprio le differenze culturali e linguistiche a renderla meravigliosa.

Gli occidentali e gli arabi si odiano; gli italiani ce l’hanno con gli immigrati; gli orientali sono visti con un sorriso maligno al pensiero delle loro lingue così diverse da quelle che meglio conosciamo, dalla loro brevità e acutezza e dal loro accento.

Che schifo. Io vorrei essere in grado di parlare tutte queste lingue, che tutti noi fossimo in grado di parlarle, di capire e farci capire per poi festeggiare. Vorrei avere amici in ogni paese e andare con tutti loro prima a ballare, poi in pizzeria a bere e mangiare e infine al mare, dove potersi fare un bagno di notte e riscaldarsi di fronte a un falò mentre ognuno canta una stessa canzone nella sua lingua.

Sarebbe un sogno… anzi, sarebbe possibile. Non c’è nulla che impedisca di essere amici di tutti e fare quello che ho scritto sopra. Ci sono solo due limiti: la lingua e gli uomini.

Le lingue sono così tante che non si può impararle tutte in un vita, ma si può comunicare tramite una di esse elevata al rango internazionale (sia l’inglese o una lingua internazionale).

Gli uomini sono divisi, ma proprio grazie alla loro diversità possono essere amici. Sta tutto a loro.

Sono ancora più motivato a proseguire i miei studi e imparare le lingue al contempo; italiano, inglese, francese, giappone e quello che verrà.  Non voglio essere italiano, voglio essere cittadino del mondo, voglio essere umano.

Il mio metodo per studiare le lingue

+000030302008bMon, 10 Nov 2008 16:02:09 +0000UTC 18, 2007 claudio88 4 commenti

I miei studi vanno, ma non come vorrei.

A Dicembre darò gli esami di storia contemporanea (tre libri) e sociologia generale (un prof di merda) e il tempo che posso dedicare allo svago si è ridotto.

Ad essere penalizzato è il francese perché richiede più tempo e attenzione. Comunque, in questi giorni ho continuato a cercare su internet, bla bla bla, metodi di studio, bla bla bla, risorse gratuite, bla bla bla ecc.

http://how-to-learn-any-language.com/e/index.html

In questo sito si può trovare una descrizione sintetica di diverse lingue, con gradi difficoltà, caratteristiche, risorse utili e un forum molto frequentato in cui ci si scambia consigli sul come studiare. Consiglio soprattutto la sezione Language learning log in cui gli utenti aprono topic sui propri studi, aggiornandoli man mano che fanno progressi, discutendo con gli altri su come migliorarsi. CI sono anche topic sulle risorse da usare e su quelle da trovare in rete (il tutto legalmente). In parole povere: è da visitare!

Andando con ordine, lo studio della lingua deve essere preceduto dalla preparazione. Il detto “Chi ben comincia è a metà dell’opera” non è una schiocchezza entrata nella nostra cultura, bensì spiega chiaramente cosa bisogna fare prima di inziare qualsiasi progetto: prepararsi.

Le fasi della preparazione allo studio (come in qualsiasi cosa) con relativa spiegazione sono:

1.Passione.

Ci vuole passione nel fare le cose. Se non siete appassionati, non combinerete nulla e avrete sprecato il vostro tempo. Perché la scuola è una tortura? Perché costringe i ragazzi a studiare (non imparare) senza che lo loro lo vogliano e senza spiegargli il perché debbano farlo. Da piccolo chiesi perché dovevo studiare e mi risposero: Tutti hanno un lavoro; il tuo è studiare. Io risposi: E perché non mi pagate?

Dopo questo i miei passarono a darmi soldi per ogni buon voto preso (solo alle elementari) e a scuola cominciai ad andare decisamente meglio. Consiglio a tutti i genitori: premiate i vostri figli quando fanno una cosa, anche se non riescono. Gli serve un obbiettivo da raggiungere che li spinga a fare anche cose che non gli piacciano.

A parte i ricordi dell’infanzia, se non si ha la passione per una lingua, i risultati saranno mediocri, ci si stancherà presto e si mollerà tutto.

2. L’oggetto.

Va bene, l’oggetto dello studio dovrebbe andare prima di tutto, ma è solo dopo che si ha la passione di iniziare qualcosa che si può dire cosa veramente si stia cercando di fare.

Non si può dire “Giorno x mi sono alzato e ho deciso di studiare la lingua Y”, bensì “Ho il desiderio di studiare la lingua Y, non vedo l’ora di scoprire cos’è in realtà e programmare i miei studi”.

Ma cos’è una lingua? A parte interi settori di saggi legati all’argomento, una lingua è un popolo.

Se penso alla lingua giapponese, penso a un dato luogo geografico, a un popolo, a una cultura, a delle donne stupende ecc. Studiando una lingua è come se si facessero piccoli passi per entrare in un altra cultura, integrarsi con altre persone.

3. Ricerca del materiale

Per lo sport il materiale è l’oggetto, nelle lingue si va dal manuale, ai film, ai fumetti, ai libri, alla tv, alle donne ecc. Quante più cose abbiamo, che ci saranno utili nello studio, e più ci avvicineremo all’obbiettivo. Ci si deve preparare prima, così da poterci concentrare successivamente solo sullo studio. Quando si costruisce una casa, tutti sappiamo che si deve partire dalle fondamenta (il classico esempio) ma prima ancora ci vogliono i mezzi per costruirle.

4. Il metodo

Ci sono tanti metodi per studiare e per ricordarsi le cose. Nel link che ho messo sopra se ne possono trovare diversi. Quello che i metodi di studio non dicono è che poi vanno modificati secondo le proprie esigenze. Ognuno di noi impara coi suoi ritmi, ha gusti ed esigenze. Occorre scegliere il modo di agire e poi adattarlo a noi stessi. Il metodo di studio non deve essere una forzatura, ma un tracciato da seguire che può essere cambiato e perfino abbandonato se il caso occorre.

Queste sono le tappe, i punti, le basi, quello che volete.

Per quanto mi riguarda, il francese devo lasciarlo per un po’. Non è che non voglia studiarlo (un meridionale che parla francese è un come un pappone sofisticato e io adoro esserlo), ma al momento non ho tempo. La materia per Dicembre è lunga, seguo le lezioni all’università e studio anche l’inglese. Anziché dedicare al francese solo mezz’ora (se va bene) ho deciso di posticipare lo studio a Gennaio. In questo mese, avrò dato gli esami di Dicembre (sperando di passarli) e quelli successivi li preparerò separatamente per Gennaio e Febbraio. Ho comunque fatto le mie ricerche, trovato discussioni sullo studio del francese (vedi forum di sopra), siti con podcast, metariale audio e letterario e siti di tv.

Per il giapponese lo studio è una tortura. Se riesco ogni tanto a ritagliarmi un po’ di tempo lo passo a studiare circa dieci kanji. Non è molto, ma lo studio vero e proprio potrò farlo solo tra molto e quindi faccio piccoli passi in avanti. Quel poco che faccio mi mantiene in contatto con la lingua dei miei sogni. Perché è una tortura? Perchè vorrei dedicarmici a tempo pieno, ascoltare solo giapponese, vedere la tv giapponese ecc. Tutto è rinviato, compresi gli anime che ero solito guardare, ma quando mi metterò a studiarlo, il desiderio di apprendere sarà così forte che sono sicuro farò enormi progressi in poco tempo. Francese lo darò verso Giugno/Luglio (ma se migliorerò nella lingua potrei anche iniziare prima) e per allora avrò molto più tempo a disposizione.

L’inglese è la lingua su cui mi sto concentrando in questo momento. Sto usando il metodo AJATT (vedi link nei precedenti post) ma è ancora presto per vedere gli effetti. Il modo in cui studio  ( e il perché faccio così) lo spiegherò circa a fine mese o la prossima settimana. Al momento mi concentro sul leggere in inglese, ascoltare e uso gli audiobook. Per la tv uso la possibilità di Sky di vedere alcuni programmi in lingua. Apprezzo molto i telegiornali stranieri, soprattutto Aljazeera (i telegiornali italiani nazionali non ne valgono un’unghia). Questo circondarsi di lingua inglese si chiama immersion environment, “sfondarsi il cervello con una lingua” per gli amici. Proseguirò per questa via fino a fine Dicembre prima di allentare lo studio. In rete ho letto cose allucinanti di tizi che studiano una lingua in media 10 ore. Io non ci credo, per me queste sono solo sparate, oppure non hanno nulla da fare. Non dico che non sia possibile voler studiare 10 ore, ma che non ci si può riuscire a meno di non vivere in un paese straniero (dove si è proprio circondati dalla lingua) o di non avere niente da fare.

La giornata è divisa in 24 ore, di cui leviamo 8 ore circa per il sonno, quasi un’ora per i pasti e arriviamo a 15; a queste 15 ore si tolgono circa 8 ore lavorative (è ovvio che nel weekend e nei giorni festivi il tempo a disposizione è di più) e arriviamo a 7 ore di tempo libero a cui (per non piangere) non togliamo il tempo impegiato per i viaggi. Già a questo punto si capisce che dieci ore di studio sono impossibili a meno di non fare le ore piccole, non mangiare, o lavorare poco (ma anche con le variazioni, non credo si riesca a racimolare 3 ore). Alle 7 ore di prima dobbiamo togliere il tempo passato con la famiglia, con gli amici, con la moglie e i figli (se si è sposati) e infine arriviamo a poco più di tre/quattro ore da passare con noi stessi.

In verità, i trucchi per studiare di più ci sono. Per esempio, ho cominciato a studiare con la tv accesa in inglese per mantenere un sottofondo della lingua; in macchina cerco canzoni oppure mi porto dietro il lettore con i podcast mentre viaggio, cammino o studio. Quando si mangia si può fare lo stesso, quando si dorme pure ecc. I trucchi ci sono, ma a meno di non alienarsi, venire licenziati perché non si presta attenzione al lavoro, venire picchiati dalla moglie che si è rotta di non potervi parlare in italiano e tante altre cose che non sto a dirvi, la situazione non si discosta di molto da quella sovraesposta. Se poi riuscite a mantere un sottofondo in lingua a lavoro, a ritagliarvi un po’ di tempo e ad ascoltare materiale in lingua quando potete tanto meglio, spiegatemi come fate.

Una cosa che ho notato è che il mio cervello a un certo punto mi manda a quel paese, il sottofondo della tv lo annulla o mi fa venire un mal di testa che mi passa solo se passo all’italiano. Proprio ieri mi sono sentito male dopo un’ora d’ascolto di podcast, ho ascoltato una canzone giapponese ed è stato come una doccia fresca dopo una corsa in cappotto nel Sahara a Ferragosto. Ogni tanto ci vuole una pausa; parliamo sempre di una lingua a noi aliena e ci vuole un bel po’ ad abituarsi. Forse quando studierò giapponese (l’esempio di prima è indicativo) non avrò alcun problema del genere e ogni momento passato a studiare mi renderà sempre più felice.

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Obama vince, Berlusconi spara cazzate, i giornalisti e l’opposizione sono imbecilli e io sto a chiedermi che senso abbia tutto questo.

+000030302008bThu, 06 Nov 2008 22:00:02 +0000UTC 18, 2007 claudio88 2 commenti

Obama ha vinto.

Il mio primo pensiero a questa notizia è stato:”E finalmente! Non ne potevo più di tutte ’ste storie!”

Cera forse qualcuno che aveva dubbi in proposito? Forse solo gli americani. Si potevano benissimo risparmiare le elezioni e mandarlo direttamente alla Casa Bianca. Che si fa? Vado io in America a dire chi sarà il presidente? Nel male, c’ho preso anche con Bush e quest’anno ho azzeccato la vittoria di Sivio. Perché non ci sono le scommesse sulle elezioni?

Comunque, questo è un fatto storico: il presidete è di colore.

Metto la parola “colore” in grassetto per evideziare come tale scelta sia frutto di una scarsa integrazione americana tra bianchi e uomini di colore. Se avete sentito giornalisti dire che Obama è il frutto del sogno americano o che testimonia l’integrazione americana, sappiate che potevate rispiarmare il vostro il tempo.

Se neri e bianchi (odio tale distinzione, ma è immediata) fossero veramente integrati, questa elezione non sarebbe nulla di speciale. Se un bianco vince nessuno si stupisce, mentre Obama è diverso. E’ il primo, sì, ma il punto è che si è posto l’accento sul fatto che un nero si è candidato e ha vinto, non che è stato il primo (notare la differenza sottile, ma sostanziale). A testimonianza di ciò (tralasciando il fatto che le elezioni americane sono una vendita di prodotti in forma umana) ci sono gli elettori di colore che hanno affermato di voler votare Obama solo perché nero. A ricevere voti da ioditi simili, io mi vergognerei, poi penserei al prestigio e ai soldi e infine penserei a tutte le rogne che derivano da tale carica, chiamerei gli amici e andrei in pizzeria. (cara vecchia saggezza popolare)

A parte tutto ciò, a testimonianza di quanto siano stati idioti quelli che hanno votato destra, c’è la notizia di una battutina del Berlusca in cui egli afferma che Obama è “giovane” (mica tanto), bello (cazzo centra?) e abbronzato.

Apriti cielo! Scendano le bestie dell’Apocalisse e che tutta la coca-cola del mondo si sgasi. Tempo 0,5 secondi e giornalisti e opposizione hanno avuto un orgasmo per poi lanciarsi in un turbinio di gioia contro Berlusconi urlando di scandalo, figuraccia e qualche altra stronzata detta lì e là.

Due punti:

1. Berlusconi deve decidersi: o fa il comico, o fa il politico. Personalmente, preferirei la prima opzione così ce lo leviamo di torno (e se si porta via anche gli altri, tanto meglio). Un rappresentante dell’ Italia non può fare certe sparate. Anche un’idiota capirebbe che si tratta di battute, ma certe cose le fai a casa tua (non al bar, che sennò si rimane fregati come il politico di estrema destra belga di cui non ricordo il nome).

2. In risposta alle critiche, Berlusconi ha affermato che giornalisti e opposizione sono un branco di imbecilli. E qui c’è stato il secondo orgasmo. Loro non aspettavano altro; ci godono a certe risposte. Non che ci fosse bisogno di dirlo. Che siano un branco di imbecilli lo sanno tutti. Sono brave persone (i giornalisti), fanno il loro lavoro (i giornalisti), pagano le tasse e rispettano la legge (ancora i giornalisti) ma a volte (i politici sempre) si comportano da imbecilli.

L’opposizione, anziché appigliarsi a qualunque cosa per giustificare tale denominazione, dovrebbe lasciare stare cortei e girotondi del cazzo per andare a riscaldare i sedili delle due camere; ma tanto ci sono gli altri che votano al posto loro. Bruneeetta, dove sei? Qui c’è bisogno di te. Bruneeetta?

Ma se le battute di Berlusconi fanno schifo, Gasparri è anche peggio.

Stamattina andavo a prendere mio fratello a scuola. A  un certo punto sono capitato su RadioItalia; appena me ne sono accorto (temendo l’arrivo della satanica “Novembre”) ho subito cambiato e sono incappato nel discorso della Finocchiaro in cui accusa Gasparri di essere un imbecille (non l’ha detto, ma se l’avesse fatto sarebbe stato più interessante) e gli dice che deve scusarsi con Obama.

In pratica Gasparri ha detto che con Obama il terrorismo è felice. A parte il fatto che esso era felice con Bush, queste affermazioni sono molto più serie che le stronzate di Berlusconi. E’ seguito un dibattito che purtroppo non è sfociato in un rissa (tanto alla radio non l’avrei vista).

Da notare, come l’opposizione abbia rinunciato a fare politica per assumere il ruolo della spia (il bambino antipatico che va dalla maestra se sgarrate) e come la maggioranza si ormai cieca.