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Archive for Gennaio 2009

Diario dal fronte americano

+000031312009bFri, 16 Jan 2009 15:23:48 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Lingua: Inglese (soprattutto americano, ma punto a entrambe)

Scopo: riuscire a leggere, parlare e ascoltare a ottimi livelli

Progetto a lungo termine

Difficoltà: 70% Interesse: 60-70% Disponibilità di mezzi 100%

 

Se lo studio in generale è una guerra, quello di una lingua è peggio e io ne sto conducendo tre (ok, una devo ancora iniziarla).

 

E’ passato un mese da quando ho iniziato ad apprendere l’inglese con costanza (data d’inizio:15 Dicembre) ma non ho fatto molto per via delle vacanze natalizie (quale miglior periodo per impegnarsi?). Ho comunque affinato il mio metodo di studio, ho raccolto tutti i mezzi e ho iniziato ad apprendere. I risultati non sono in grado di quantificarli, ma posso dire una cosa: sono migliorato, almeno un po’.

Le mie priorità sono: ascolto, lettura, scrittura

I miglioramenti li ho avuti nell’ascolto, il programma di lettura è agli inizi e la scrittura verrà solo e quando sarò sicuro nei primi due punti.

Per quanto riguarda l’ascolto mi sono organizzato sia dal punto di vista passivo sia da quello attivo. Per il passivo ogni giorno tengo accesa la tv su Sky. Sky offre la possibilità in alcune reti di poter scegliere la lingua così io guardo i telefilm in inglese.  Questo vale anche per i documentari (ma non sono ancora pronto per seguirli) e soprattutto per i telegiornali. Circa i telegiornali seguo ad alternanza BBC e Aljazeera International (il migliore) con qualche sguardo e CCTV-9 (telegiornale cinese in inglese con diversi programmi dedicati alla cultura) a Euronews e a FoxNews (mi sembra la brutta copia di Studio Aperto, ma ho visto troppo poco). Le giornaliste del canale cinese sono anche belle e una bella donna aiuta per la concentrazione (e su questo gli uomini sono tutti d’accordo).

L’ascolto attivo lo faccio la sera a letto guardando gli episodi di Kim Possible (molto divertenti) o quelli di How I met your mother (una delle mie serie preferite) in un’altra stanza dove pedalo, così da fare anche movimento.

La lettura di “Gardens of the Moon” prosegue e al momento sono a pagina 100.

Finito il libro inizierò a contare 100 ore di ascolto. Nel conteggio rientreranno le ore di ascolto attivo fatto tramite episodi (quindi anche quelli di Kim Possible e di HIMYM che ho già visto), podcast e audiobooks. I podcast saranno tutti quelli di ESL (English as a second language) che m’interesseranno e i tre audio book scelti (ma potrebbero aumentare) sono: Anna dai capelli rossi di Lucy Montgomery; Hard Rain (Black Rain, Fall Rain o quello che è) di Barry Eisler e 1984 di George Orwell.

Passate queste cento ore vedrò quanto sarò migliorato, programmerò una nuova tabella di marcia e mi dedicherò di più alle altre due lingue.

Tutto però dipende da quando finirò il libro (sono a 100 pagine su 656) ed è proprio per questo che tenterò di leggere come minimo per due ore. Il problema è che è stancante leggere in inglese, considerando che ogni parola che non conosco (ma su questo sono flessibile) la metto in un file word. Ce la farò però.

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+000031312009bMon, 05 Jan 2009 22:07:16 +0000UTC 18, 2007 claudio88 9 commenti

Non c’è molto da dire. Il mondo dovrebbe nascondersi, ma ha un sedere troppo grande e brutto per farlo. Sulla questione medio-orientale non sono un esperto e al momento la mia conoscenza si limita a quel poco presente nei libri di scuola e alla roba propinata dai “giornali”. Una cosa però posso dirla: tutti si prendono in giro.

1. Il Papa deve starsene muto. Quello che dice lui a Israele e ad Hamas gliene può fregar di meno. Gli appelli di principio non serviranno mai a nulla e l’unica conseguenza è quella di consumare ossigeno.

2. L’ONU deve starse muto e nascondersi sotto terra. Sono anni che la situazione va avanti e non è riuscito a fare nulla.

3. I politici italiani devono starsene muti e vergognarsi!  Il governo fa una dichiarazione, Veltroni ne fa un altra e io devo sorbirmi il faccione di Gasparri che sembra prendere un cellulare e farsi un filmato amatoriale in cui insulta Veltroni? Che cazzo di paese è? Un uomo da qualche parte ha ruttato, perché non facciamo una settimana di polemiche?

Quello che la gente deve capire è che non gliene fotte a nessuno della pace! Non è che a Natale (minchia che bel periodo che hanno scelto) a Israele sono girate e ha deciso di bombardare Hamas ( i cui membri dovrebbero marcire da qualche parte); non è questo il punto.

Il punto non è che sono stati lanciati dei missili.

Il punto non è che sono morti dei civili (che ci si aspettava poi? Che comparissero alberi della cuccagna?)

Il punto non è chi ha iniziato prima e perché?

Il punto non è che si deve trovare la pace.

Ma si crede davvero che qualcuno voglia la pace? Se fosse così la situazione si risolverebbe in pochi giorni, giusto il tempo per sedersi a un tavolo e fare i negoziati. Non gliene frega nulla a nessuno. Quello che tutti vogliono è la vittoria. La pace che segue una vittoria è una facciata di ipocrisia, ma è questo ciò che vogliono. Hamas dal canto suo ci gode della situazione. Questo attacco è stato per lui come un regalo di Natale! Adesso fa la figura del bambino a cui è stato tolto il lecca-lecca e ha aumentato i suoi consensi. Se Israele si ritirasse e venisse accusata per crimini di guerra la situazione penderebbe incredibilmente da una sola parte e tremo al pensiero di cosa potrebbe accadere. Il dado è tratto e quindi preferisco che si vada avanti fino a qualcosa di definitivo. Se invece l’unica cosa che si potrà ottenere saranno le morti dei civili, che si scelga il disonore. Ma il punto continua a non essere questo!

Il punto è che Israele non doveva esserci fin dal principio. E’ uno stato che è stato creato da gente che non c’entrava nulla con quella regione. Se gli indiani si unissero è rivendicassero le loro terre, gli americani (da veri difensori della democrazia e della pace quali sono) farebbero di tutto per metterli a tacere.

La verità è che Israele è stato un errore, ma non si può tornare indietro. Ciò che il mondo ha bisogno è di una decisione definitiva. O si risolve il problema con le buone o con le cattive, ma lo si deve risolvere una volta per tutte. L’elastico è stato tirato troppe volte fino al limite e non resisterà ancora per molto. Però a nessuno gliene frega poi molto della pace. E allora ci si deve chiedere che cosa si vuole. La si vuole la pace o no? Che ci si esprima una buona volta con risoluzione! Se la si vuole allora si faccia qualcosa, in caso contrario…

Categories: Riflessioni