Non c’è molto da dire. Il mondo dovrebbe nascondersi, ma ha un sedere troppo grande e brutto per farlo. Sulla questione medio-orientale non sono un esperto e al momento la mia conoscenza si limita a quel poco presente nei libri di scuola e alla roba propinata dai “giornali”. Una cosa però posso dirla: tutti si prendono in giro.
1. Il Papa deve starsene muto. Quello che dice lui a Israele e ad Hamas gliene può fregar di meno. Gli appelli di principio non serviranno mai a nulla e l’unica conseguenza è quella di consumare ossigeno.
2. L’ONU deve starse muto e nascondersi sotto terra. Sono anni che la situazione va avanti e non è riuscito a fare nulla.
3. I politici italiani devono starsene muti e vergognarsi! Il governo fa una dichiarazione, Veltroni ne fa un altra e io devo sorbirmi il faccione di Gasparri che sembra prendere un cellulare e farsi un filmato amatoriale in cui insulta Veltroni? Che cazzo di paese è? Un uomo da qualche parte ha ruttato, perché non facciamo una settimana di polemiche?
Quello che la gente deve capire è che non gliene fotte a nessuno della pace! Non è che a Natale (minchia che bel periodo che hanno scelto) a Israele sono girate e ha deciso di bombardare Hamas ( i cui membri dovrebbero marcire da qualche parte); non è questo il punto.
Il punto non è che sono stati lanciati dei missili.
Il punto non è che sono morti dei civili (che ci si aspettava poi? Che comparissero alberi della cuccagna?)
Il punto non è chi ha iniziato prima e perché?
Il punto non è che si deve trovare la pace.
Ma si crede davvero che qualcuno voglia la pace? Se fosse così la situazione si risolverebbe in pochi giorni, giusto il tempo per sedersi a un tavolo e fare i negoziati. Non gliene frega nulla a nessuno. Quello che tutti vogliono è la vittoria. La pace che segue una vittoria è una facciata di ipocrisia, ma è questo ciò che vogliono. Hamas dal canto suo ci gode della situazione. Questo attacco è stato per lui come un regalo di Natale! Adesso fa la figura del bambino a cui è stato tolto il lecca-lecca e ha aumentato i suoi consensi. Se Israele si ritirasse e venisse accusata per crimini di guerra la situazione penderebbe incredibilmente da una sola parte e tremo al pensiero di cosa potrebbe accadere. Il dado è tratto e quindi preferisco che si vada avanti fino a qualcosa di definitivo. Se invece l’unica cosa che si potrà ottenere saranno le morti dei civili, che si scelga il disonore. Ma il punto continua a non essere questo!
Il punto è che Israele non doveva esserci fin dal principio. E’ uno stato che è stato creato da gente che non c’entrava nulla con quella regione. Se gli indiani si unissero è rivendicassero le loro terre, gli americani (da veri difensori della democrazia e della pace quali sono) farebbero di tutto per metterli a tacere.
La verità è che Israele è stato un errore, ma non si può tornare indietro. Ciò che il mondo ha bisogno è di una decisione definitiva. O si risolve il problema con le buone o con le cattive, ma lo si deve risolvere una volta per tutte. L’elastico è stato tirato troppe volte fino al limite e non resisterà ancora per molto. Però a nessuno gliene frega poi molto della pace. E allora ci si deve chiedere che cosa si vuole. La si vuole la pace o no? Che ci si esprima una buona volta con risoluzione! Se la si vuole allora si faccia qualcosa, in caso contrario…
Lieve Dice:
on +000031312009bFri, 09 Jan 2009 20:58:14 +0000UTC 18, 2007 at 14:36
Anvedi quanto sei incacchiato o_0
Però dai, anche se le parole non servono tacere è criminale e secondo m è più che giusto sapere chi pensa cosa e prendere posizione.
Detto questo sono d’accordo sul fatto che l’errore di fondo è stato proprio inventarsi Istraele, ma ormai l’errore è fatto.
A questo punto dovrei proporre la mia soluzione, ma in realtà credo che una soluzione non esista. Andranno avanti così per decenni fino allo sterminio totale di uno dei due popoli. E’ bruttissimo da dire, e mi auguro davvero di sbagliarmi, ma più ci penso e più vedo questo nel futuro. Bo.
claudio88 Dice:
on +000031312009bSat, 10 Jan 2009 02:01:30 +0000UTC 18, 2007 at 14:36
Io non sono quasi mai incacchiato. Purtroppo però nemmeno io so qual è il massimo che posso raggiungere (immagino qualcosa che gli scrittori più perversi nemmeno si sognano).
Una soluzione ci vuole. Il problema è se la si vuole questa soluzione. E’ facile adesso alzare tutti la voce accusare Hamas e Israele a turno e lottare per un cessate il fuoco. E tra qualche mese? Si ricomincia tutto di nuovo? Ogni discorso su questa questione, fatto da un capo di stato e immerso una melma densa e nausebonda di ipocrisia tale da non essere reale. Trovo impossibile arrivare a ordinare il lancio di razzi. Posso arrivare a capire le ragioni di un azione, ma non arriverò mai a capire tali azioni. Fossi al posto di Hamas o di Israele (uno qualunque dei capi) impazzirei dal rimorso in nemmeno un giorno. Per loro è facile parlare: non sono loro i civili rimasti coinvolti; non sono loro a dover uccidere di persona essere umani; non sono loro a sussultare a ogni singolo rumore pensando che un razzo stia cadendogli addosso; non sono loro ad aver perso tutto in un istante.
Fosse per me andrei da tutti questi qui e li costringerei a passare una settimana senza soldi, bei vestiti, privilegi e guardie del corpo. Dopo questo trattamento vorrei proprio vedere chi oserebbe continuare ancora la guerra.
Bruno Dice:
on +000031312009bFri, 16 Jan 2009 21:18:32 +0000UTC 18, 2007 at 14:36
Molti di quei leader hanno passato la loro gioventù lottando e combattendo. Ho paura che passare una settimana da poveracci non gli cambierebbe la vita e non gli farebbe cambiare prospettive sul potere o sulla guerra.
E se loro comandano, è perché quei poveracci che sono “coinvolti” li hanno voluti al potere. Li hanno voluti perché facessero proprio quello che stanno facendo. Con questo odio così estremo, che pace si può sperare per il Medio Oriente?
claudio88 Dice:
on +000031312009bFri, 16 Jan 2009 22:57:18 +0000UTC 18, 2007 at 14:36
Purtroppo nessuna pace ormai. Non so se si è visto nei telegiornali italiani (ormai li guardo molto poco) ma il mondo ci sono manifestazioni per il mondo di odio (non di semplice protesta) contro Israele. Si è arrivati al punto di rottura oramai. Francamente più che un accordo tra le parti è ormai più probabile una guerra vera e propria. Oppure altri anni di morti e discussioni, ma la pace proprio no.
Quello che non capisco è loro ragionamento logico. Hanno passato la vita a combattere, ma proprio per questo dovrebbero sapere che l violenza non porterà a nulla. O sono in malafede o si sono giocati il cervello.
Facciamo i dovuti scongiuri, ma la vedo brutta, mooolto brutta.
Lieve Dice:
on +000031312009bSat, 17 Jan 2009 23:06:44 +0000UTC 18, 2007 at 14:36
La tua incredulità mi fa un po’ tenerezza
(senza offese eh…)
Davvero non capisci che al mondo possa esserci gente che trova giusto esaltare la violenza o che compie azioni malvagie sapendo che sono malvagie o pensando che il fine giustifica i mezzi, o che, alla fine dei conti, la forza vincerà?
E purtroppo, per quanto sarebbe bello pensare che non è così, la forza, alla fine, vincererà sul serio…
Bruno Dice:
on +000031312009bSun, 18 Jan 2009 02:18:38 +0000UTC 18, 2007 at 14:36
Io non vedo malvagità fine a sé stessa in quello che succede, invece. Nonostante si sia giunti ad eccessi raccapriccianti.
I fini sono contrapposti, la pace è impossibile. Con tutto il rancore accumulato, i Palestinesi non possono accontentarsi di una tregua e di spartire il territorio (che peraltro viene loro offerto col contagocce, anche se c’è una certa propaganda che sostiene che Israele fosse pronta a generose concessioni): vorranno sempre eliminare Israele, magari lo terranno come obiettivo lontano secoli, ma non rinunceranno.
Israele può vendicare le sue vittime (perché anche gli Israeliani soffrono), entrare a Gaza o dove vuole, macellare a piacere i civili, ma finché avrà bisogno di aiuto americano (in soldi e tecnologia) e di commerciare con il mondo “civile” non potrà fare una semplice mattanza o espulsione della parte di popolo palestinese che tiene prigioniera.
E’ come un infinita lotta partigiana in un territorio occupato. Ma quel territorio anche per Israele è la casa. E ormai, quali che siano i giudizi storici su come siano tornati in Palestina, gli Ebrei esistenti oggi sono in buona parte nati lì e quella la chiamano patria.
Perciò nessuno può mollare. Qualcuno dice che gli Israeliani si stancheranno e se ne andranno via da Israele e Palestina, non ci credo, sarebbe la rinuncia al loro stato e lo faranno solo se verranno sconfitti sul campo, cosa che oggi non sembra possibile.
Israele per adesso vince militarmente ma non può mettere la parola fine al conflitto perché ci sarà sempre una ben nutrita fazione estremista Palestinese che non accetterà la pace (oltre agli estremisti sionisti che vogliono tutta la terra per loro, ovviamente).
I Palestinesi finché sono disposti a soffrire e a covare il loro rancore impotente possono mantenere la questione aperta, sperando in tempi migliori, anche se ora militarmente possono solo dare punture di spillo e ricevere mazzate.
Perciò non riesco a dare torti o ragioni o a considerare malvagi gli uni o gli altri: sono prigionieri di una situazione micidiale che l’Occidente purtroppo contribuì a creare.
claudio88 Dice:
on +000031312009bSun, 18 Jan 2009 14:18:58 +0000UTC 18, 2007 at 14:36
Una precisazoine. Anche se mentre scrivo posso lasciarmi scappare certi termini, per me il bene e il male non esistono. Io credo nei ragionamenti e nell’egoismo (non inteso in senso cattivo). Proprio per questo non posso accettare certe cose (in questo caso la guerra). Posso arrivare a capire le motivazioni, i ragionamenti (nessuno vuole cedere ecc.) ma non comprenderò mai – e non accetterò mai – il ragionamento che antepone la guerra, il dolore e gli interessi economici/politici/personali alla pace (con tutto quello che ne deriva). So come vanno certe cose, ma non posso accettarle. Nel caso in questione posso accettare che nessuno voglia cedere (comprensibile) ma non i bombardamenti e i morti.
La cosa per cui vorrei far fare ai politici una settimana di miseria non è un qualcosa dovuto a ingenuità o idealismo, ma al fatto che distinguo il comportamento di uno che indossa pigiami di seta da uno che combatte spinto dall’odio e da uno che mentre dorme viene svegliato da un missile che gli sfonda il muro di casa. Quello che vorrei è che certa gente si mettesse nei panni dell’ultimo tipo. Vorrei che ci si sedesse a un tavolo, che uno si alzasse e dicesse “Siamo qui per fare la pace. La vogliamo o no, coglioni?”. Il punto è che la risposta sarebbe negativa, perché una affermativa andrebbe in contrasto con tutto quello che è stato fatto finora.
gothicsanctuary Dice:
on +000028282009bSat, 14 Feb 2009 01:19:06 +0000UTC 18, 2007 at 14:36
Tanti crimini ORRIBILI commessi da ambedue le parti che nessuno mai potrà riconoscere e condannare per i loro innegabili misfatti
… Mi chiedo ancora quanta gente comune dovrà morire solo per assurdità mentre tutto il mondo sta e starà a guardare mentre lì SI SOFFRE DURAMENTE…
Sembra una sentenza spietata da ammettere,ma è così…
Forse hai ragione tu… Nessuno vorrà mai la pace in quelle terre
P.S. Tu fai affidamento al giudizio storico mettendo in luce un opportuno parallelo su ciò che è accaduto agli Indiani d’America,beh rimanendo ancora nel tema del giudizio della Storia ti rammento anche quanto accaduto non soltanto ai nativi d’Australia,ma anche agli Armeni in Turchia…
claudio88 Dice:
on +000028282009bSat, 14 Feb 2009 17:48:22 +0000UTC 18, 2007 at 14:36
L’esempio dei nativi amerciani credo sia sbagliato. Non ne so molto ma loro non consideravano la terra come loro proprietà, quindi non potrebbero avanzare nessun diritto.
Ho preso la decisione di approfondire la questione. In casa dovrei avere un libro che parla di tema affine, ma vorrei comprare un libro dedicato all’argomento. Dato l’esame di diritto farò delle ricerche o andrò direttamente in libreria a vedere che c’è. E’ certo che dovrà essere generico e imparziale.