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Archive for Marzo 2009

Manga: edizioni italiane vs edizioni giapponesi

+000031312009bSun, 08 Mar 2009 15:44:01 +0000UTC 18, 2007 claudio88 3 commenti

Chiunque vada in un forum dedicato ai manga può fin da subito notare che è opinione comune considerare le edizioni italiane e quelle giapponesi su due piani diversi.

In genere quelle italiane vanno dal pessimo (Star Comics e Panini per alcune delle loro collane) al quasi giapponese (Dynit). A volte fanno capolino pure quelle francesi che sono il meglio del meglio, ma ciò è dovuto ai prezzi folli.

Ho sempre pensato che i critici delle edizioni italiane fossero degli sboroni che non avevano mai visto un’edizione giapponese dal vivo, che non capissero nulla del mercato dei manga italiano e che non cercassero di capire le motivazioni delle case editrici. A questo proposito basta andare sul forum della Paninicomics per rendersi conto della testardaggine dei clienti e della sorda ottusità della casa editrice.

Non ho mai potuto prendere una posizione ferrea perché, pur convinto di essere nel giusto, non avevo un edizione giapponese per avvalorare le mie tesi. Ora che ce l’ho, posso affermare una cosa: Ho sempre avuto ragione!

Il paragone lo faccio con una sola edizione e quindi non posso giudicare tutte le altre case editrici, ma in questo caso ho una casa che sforna molte pubblicazioni, ha molti titoli famosi e, soprattutto, diversi titoli che sono stati pubblicati anche in Italia e quindi il paragone regge nei casi di titoli identici.

Formato: il formato è in media lo stesso delle edizioni italiane. L’impaginazione è ottima, dà un’idea di robustezza, ma ha una pecca. Spesso ci si lamenta che le edizioni italiane non lasciano abbastanza margine di spazio tra i disegni e la costina del volume e che così, a volte, si è costretti ad aprire molto l’albo, rischiando di produrre col tempo un orribile effetto ventaglio. Riscontro anche qui lo stesso problema in alcune occasioni. Non è marcato con in Italia, ma si ricollega a un’altra questione: i caratteri

Ovviamente è tutto scritto in giapponese, ma posso leggere tranquillamente grazie ai furigana messi accanto ai kanji. I furigana servono per aiutare i ragazzi che non hanno imparato tutti i kanji e le letture (e meno male). Purtroppo, visto l’enorme quantità di kanji presenti, i furigana sono piccoli. E’ normale e sensato, ma quando lo sfondo è nero è molto difficili distinguerli (soprattuto trovo difficile distinguere i  き dai  さ). ALtro problema è lo つ che a volte si trova scritto piccolo per raddoppiare il carattere successivo, ma la differenza di dimensioni non è marcata (e in alcuni casi non potrebbe essere altrimenti) e si risolve il problema notando un diverso allineamento con gli altri caratteri dovuto alla minima variazione di dimensione.

Va da sé che più il balloon è piccolo è più lo sono i furigana e se poi ci  si trova il dialogo al margine della pagina, la lettura diventa affine a una missione di salvataggio in Vietnam. Questo difetto (che rimane tale) è scusato dal fatto che i giapponesi leggono molti manga e che se perdono la lettura di uno la ritrovano più avanti oppure in un altro volume. Lo stesso vale per me, ma se si è avanti con l’età ritengo che la lettura possa diventare fastidiosa. Un formato più grande, o un font di dimensione superiore sarebbe meglio.

Qualità della carta: è sempre la carta a far arrabbiare le persone. A volte è troppo sottile, a volte troppo spessa, a volte troppo ruvida, a volte troppo liscia.  A voler difendere gli editori c’è da dire che i lettori sono degli idioti a volte. Ricordo uno che sul forum della panini si lamentava che il primo volume della collection di Akira avesse la carta troppo gialla e che in seguitò cominciò a lamentarsi degli altri numeri con la carta troppo bianca (ovviamente è stato mandato a quel paese dall’editor). La carta giapponese è normale: non è dorata e non è nemmeno fosforescente come voglio far credere alcuni lettori. L’unica critica sensata è la trasparenza: capita a volte che il foglio sia così sottile da lasciar intravedere cosa ci sia nelle pagine successive. Il problema col tempo è stato risolto in Italia ma anche in Giappone le cose sono simile: a volte vedo cosa c’è nelle pagine dopo e provo lo stesso fastidio.

Prezzo: I lettori per una volta (ma solo per una) hanno ragione dicendo che i prezzi sono alti. Gli editori hanno tutte le ragioni del mondo per mettere i prezzi che vogliono, ma come loro non sono una associazione di beneficenza non lo sono neppure io. La serie di Natsume Yuujinchou costa meno di un edizione uguale fatta dalla Dynit, dalla JPop o dalla Flashbook.

Robustezza: Formato, carta, inchiostro ecc. sono fattori trattabili se presi l’uno alla volta, ma quando si parla di tempo le cose si fanno complicate. La Panini e la Star Comics fanno le edizioni più economiche ( la prima come edizioni, la seconda anche per il prezzo) ma se nel breve periodo il confronto con le edizioni giapponesi lo reggono, nel medio e lungo periodo si riscontrano sbavature d’inchiostro, incollatura delle copertine che non regge e colore (sempre delle copertine) che se ne va – come faccia ad andarse dalle costine che non tocco quasi mai non lo so, ma le cose stanno così. La soluzione sarebbe nel leggere il volume una volta e metterlo in una busta, ma io sono il tipo che un volume se lo legge più volte, annusa la carta, guarda ai particolari dei disegni ecc.: le edizioni italiane si rovinano. Più sale il prezzo e più le cose migliorano, ma il disagio rimane. I volumi giapponesi m’ispirano più fiducia, ma solo col tempo vedrò come si combineranno i volumi.

La Dynit al momento mi sembra la casa editrice giapponese italiana e con Emma ha fatto un lavoro superbo. In generale più o meno ogni casa può andare soddisfatta del lavoro fatto (purché ci sia sempre il rispetto verso i lettori) ma è anche vero che sebbene lo scarto non sia enorme c’è ancora molto da fare. Il problema però sta nella minore diffusione dei manga e sotto questo aspetto non c’è nulla da dire: le case giapponesi fanno le edizioni che vogliono perché possono, quelle italiane sono strangolate da un mercato saturo.

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Come il mondo cambiò, è cambiato e cambierà

+000031312009bFri, 06 Mar 2009 15:23:10 +0000UTC 18, 2007 claudio88 2 commenti

Io studio francese – e per questo ho accantonato temporaneamente l’inglese – ma anche il giapponese. Nonostante sia partito coi migliori propositi, sotto questo fronte mi sono un po’ arenato. La colpa in parte è di Anki. Ci metto in media un’ora a fare una sessione come si deve e alla fine sono svogliato; a volte mi stufo e la faccio senza molta attenzione; alcune volte non trovo nemmeno la forza di continuare. Ho deciso di non aggiungere altre frasi per ora e di concentrarmi sull’ascolto del parlato giapponese e sulla lettura: in questo modo apprenderò le frasi che mi creano problemi (spero), le sessioni dureranno di meno (magari!) e migliorerò nella lingua.

Il principio è: se apprendo una parola ascoltando, quando poi me la troverò scritta sarà più semplice apprendere anche la scrittura giapponese e viceversa.

Il problema della scrittura e che non me la sento di leggere in giapponese, soprattutto se sono frasi lunghe (quindi addio a Wikipedia per ora). Come fare? Con i manga, che presentano dialoghi brevi e dialoghi in forma colloquiale.

Il 14/06/’02 alle16:30/17:00  il mondo cambiò: comprai il numero 17 di Inuyasha. Il 27/02/09 alle 11:00 il mondo è cambiato nuovamente: ho ricevuto i miei primi volumi in giapponese.

In questo blog (giappogolem) scrissi che la serie prescelta sarebbe stata Midori no Hibi, ma alla fine il fato ha scelto Natsume Yuujinchou pubblicato dalla Hakusensha nella collana Hana to Yume Comics (a quanto parò buona parte degli shojo pubblicati in Italia vengono da questa collana).

Fatta la scelta mi sono fatto una serie di domande:

D: Ma io non parlo il giapponese! Come farò a capirci qualcosa?

R: E’ per impararlo che leggerò questo manga. Per me non c’è nulla d’impossibile e alla fine non solo capirò il manga, ma impererò molti kanji, alcune strutture grammaticali… migliorerò, insomma!

D: Ma io volevo Midori no Hibi!

R: Non si trova nulla su internet. I siti che ci sono o non sono forniti o hanno tempi d’attesa impossibili. Amazon non capisco nemmeno come usarlo.

D: Ma la serie non è finita. Non impazzirò nell’attesa del nuovo numero?

R: Ogni volta che leggerò un numero capirò qualcosa di più, ogni lettura sarà come la prima lettura. Nell’attesa potrò anche comprare altro.

D: Ehi! Non saranno mica un mucchio di scuse per soddisfare un impulso puerile?

R: Certo che sì! Stiamo parlando di me dopotutto.

La serie l’ho presa su YesAsia dal numero 1 al 7. C’era anche il fanbook, ma su internet non ho potuto trovare info al riguardo e quindi ho lasciato perdere.

Per ordinare ci si deve registrare, poi si scieglie il prodotto (stando bene attenti perché alcuni sono in più lingue) e si danno le indicazioni. I manga non hanno spese di spedizione e il magazzino non è a Hong-Kong ma in Germania. Ci vuole il codice sicurezza della carta di credito quindi la procedura è  lunga (e noiosa). Alla fine è indicata la data di arrivo. Il pacco doveva arrivare il 2 Febbraio, ma invece nisba; vado sul sito  e vedo scritto “Il servizio postale internazionale fa così schifo che forse dovrete aspettare 7-14 giorni in più”. Aspetto paziente, poi il 18 mando una mail in cerca di chiarezza e mi rispondono di aspettare fino al 26 (sempre perché le poste fanno schifo e forse i tedeschi ce l’hanno ancora con gli italiani) e se per allora non arriverà nulla  dovrò dirglielo e ci penseranno loro. Il pacco è arrivato il 27 poco prima che gli mandassi un’altra mail.

YesAsia è lenta, ma affidabile.

Posto che vedrò anche l’anime, per ogni volume leggerò i capitoli tre volte e poi tutto di fila e ogni volta  vedrò quanto sarò migliorato.


Diario dal fronte continentale e programma di studio universitario

+000031312009bSun, 01 Mar 2009 13:44:20 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

E’ facile dire faccio questo, faccio quello. Domani mi ricomincia l’università e negli ultimi giorni ho ragionato sul come coniugare tutti gli impegni.

La mattina non c’è nulla da fare: vado all’università e studio. Il week-end è libero e me lo gestisco sul momento. Il problema è il pomeriggio perché da un lato studio le materie universitarie e dall’altro tre lingue.

Ho analizzato il problema, valutato le mie priorità e ho trovato la soluzione.

Tornato a casa rivedo gli appunti del giorno e studio le parti relative sui libri (a parte i primi giorni in cui non ce li ho ancora).  Facendo un po’ ogni giorno dovrei riuscire a cavarmela. So che ho scoperto l’acqua calda, ma, come già detto prima, sono un idiota. In tutto questo cercherò di fare qualcosa anche delle materie che mi porto dietro: sociologia generale (stendiamo un velo pietoso) e storia delle dottrine politiche. Cercherò di fare le prove in itinere così, anche se non le passero o non sarò soddisfatto del voto, avrò già fatto qualcosa per le sessioni d’esame e saprò quali sono i punti da rivedere. Al momento so che il prof di Storia delle Istituzioni politiche italiane fa  la prova in itinere mentre per Storia delle Americhe, Diritto privato e Filosofia politica dovrò chiedere ai prof. Va da sé che le materie per cui farò le prove in itinere (al massimo due per non arrivare a non concludere niente) avranno la priorità.

Il problema sono le lingue

Francese ha la priorità perché è anche materia d’esame. Per il Giapponese cercherò ogni giorno di vedere minimo 40 minuti (pedalando o a letto la sera) e di fare le frasi in Anki. L’inglese si ritrae quasi del tutto.

Visto che il Francese ha la priorità e che in Inglese ho raggiunto grandi risultati, quest’ultimo è rimandato a tempi migliori. Ci mancherebbe che non lo continuassi dopo tutti i progressi che ho fatto, ma proprio per questo lo lascio in disparte, limitandomi ogni giorno a guardare la sera le sitcom che fanno su Sky alle 19. Finiti i libri italiani che devo leggere vedrò a che punto sono in generale e deciderò sul da farsi.

Per quanto riguarda il Francese, oggi inizio il programma intensivo. Sky offre due canali ineramente in francese (France24, un telegiornale sul canale 538 o 539, e TV5 Europe sul canale 540).

TV5 è un canale multitematico che offre cartoni, film e intrattenimenti vari. Terrò accesa la tv ogni giorno su questo canale, a meno che non ci sia qualcosa che voglio vedere in un altro.

Per quanto riguarda lo studio della lingua uso busuu.com. Lo uso da poco, ma quando l’avrò esplorato un po’ di più ne tirerò le somme. Fin da ora posso dire che è molto utile e ben fatto quindi lo finirò tutto. I libri di grammatica li lascio per ultimi.

Userò soprattutto gli audiobook per abituare l’orecchio e imparare la lingua. Non so ancora dove mi porterà tutto ciò, ma so quali sono al momento le mie capacità col francese e tra circa un mese vedrò a che punto sarò.