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Archive for Giugno 2009

Imparare le lingue senza grammatica: è vero o ci sono delle correzioni da fare?

+000030302009bFri, 26 Jun 2009 22:21:19 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Ho un amico che si è messo in testa di imparare nel tempo libero un discreto numero di lingue, e durante una conversazione telefonica mi ha detto “Devo solo imparare come facevo da piccolo”.

A questa sua affermazione sono saltato in aria: anche lui c’è cascato.

Potrebbero essere stati i tizi dietro il sito per apprendere l’inglese Anti-Moon o forse un certo numero di linguisti che sono stati travisati, ma fatto sta che da quando ho cominciato a informarmi su internet sui modi per apprendere le lingue mi sono spesso imbattuto nella medesima affermazione del mio amico. La prima volta è stata quando ho visitato il blog Il Giapponese del Golem che si ispira al “metodo” Ajatt. L’idea di base è che i libri di grammatica non servono e che il miglior modo per imparare le lingue e fare come i bambini: “immergersi nella lingua”.

Scrivo questi post per dimostrare come queste persone si sbaglino in parte. Non dico che non hanno ragione, ma che vedono solo un aspetto della questione dimenticando diverse cose. Come nella cattiva politica, dove esistono solo il bianco e il nero, dimenticano che, anziché andare avanti solo colle tesi, bisogna puntare alla sintesi per ottenere il metodo migliore. E dedico il tutto al mio amico.

Per le mie argomentazioni considero i seguenti punti:

1. Ciò che vado a criticare è il pensiero che costoro esprimono su blog e libri. Se poi intendono altro io non so che farci.

2. A parte un articolo, non prenderò in considerazione le teorie dei linguisti perché non le conoscono. Potrebbero sbagliarsi, potrebbero pensarla come me o potrebbe anche non fregargliene nulla

3. Gli adulti non sono più bambini e i metodi di apprendimento devono essere diversi.

4. Esistono lingue simili tra loro e altre molto diverse.

5.Il rispetto che dovrebbe sempre regnare durante una conversazione. Sono d’accordo su tutto quello che dicono queste persone, ma critico le loro posizioni di base e l’estrema fiducia nel loro metodo che non gli fa vedere i limiti che esso presenta (tra l’altro ho molto rispetto per Davide che scrive il blog Il Giapponese del Golem)

Prima di tutto bisogna vedere cos’è la grammatica e cosa dice chi è contro di essa. La grammatica, in parole povere, è la disciplina che descrive la lingua e si articola in due rami: il primo è la grammatica normativa, quella che si studia a scuola e insegna a parlare e scrivere senza errori; il secondo è la grammatica descrittiva che studia le lingue in modo diacronico e sincronico e stabilisce anche rapporti genealogici tra di esse (Wikipedia per maggiori informazioni).

Gli Anti-grammatica (mi piace chiamarli così) vanno contro il primo tipo lasciando stare il secondo (alcuni perché non sanno che esiste e altri perché non gliene frega nulla). Loro affermano che non c’è bisogno della grammatica normativa perché sanno che tutti i bambini vanno a scuola a 6 anni e che raggiunta quella età sanno già parlare la loro madre-lingua senza aver usato alcun libro di grammatica (anche perché non sanno leggere). I punti fondamentali del loro metodo sono: 1. Bruciare i libri di grammatica. 2. Imparare come fanno i bambini. 3. Massima esposizione alla lingua da imparare.

In genere riscontro un trauma che gli Anti-grammatica si portano dietro: a scuola facevano pena, non sanno parlare nessuna lingua straniera e vedono che i bambini sono più bravi di loro, fanno 2+2 e concludono che è la grammatica a essere sbagliata. Peccato che a sbagliarsi siano loro.

La dimostrazione che sono loro a sbagliarsi è data dal loro stesso metodo. A partire dai 3 punti fondamentali si ha che il metodo usato è: 1. Interessarsi a una lingua. 2.Immergersi in una lingua (sembra sia migliore del bagnoschiuma) 3. Sfruttare tutto ciò che c’è di disponibile: persone, canzoni, tv, internet, libri, SRS programs.

Non posso fare a meno di notare che così facendo non solo studiano la grammatica (che per loro dovrebbe essere bandita dalle scuole) senza nemmeno accorgersene, ma non imparano nemmeno come fanno i bambini. Se poi aggiungiamo che lo studio della grammatica delle scuole ha lo scopo di consentire la massima esposizione a una lingua ne viene che gli Anti-grammatica mentono a loro stessi e a chi gli va dietro.

Spero questo chiarisca le idee al mio amico.Ora voglio vedere come dimostrare il trucco dei bambini.

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Canali televisivi arabi.

+000030302009bThu, 25 Jun 2009 19:24:10 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Ho un amico che sta studiando col contagocce un po’ di arabo. Quando me ne ha informato io gli ho detto: “Non ci concluderai molto e guarda che l’arabo è come il cinese: non esiste”.

Sempre pronto ad essere smentito, questa mia affermazione nasce dalle informazioni raccolte in giro per internet. Piuttosto che parlare di arabo è più corretto parlare di dialetti. Questi dialetti sono variazioni dell’arabo moderno (usato nei media e nei libri) il quale a sua volta è un ammodertamento dell’arabo classico (quello del Corano). Queste informazioni hanno come fonte dei madrelingua, ci tengo a precisare.

Per quanto riguarda i possibili usi, anziché in arabo moderno è più probabile e facile che un occidentale finisca con l’usare l’inglese e il francese mentre se va a vivere in un paese arabo dovrà imparare, o almeno familiarizzare, col dialetto locale. La cosa migliore sarebbe imparare l’arabo moderno e uno dei dialetti più diffusi, ma restando in Italia è impossibile a meno che non si prenda un egiziano (pare che il loro dialetto sia molto conosciuto anche all’estero) e costringerlo a diventare professore senza alcun pagamento. La prova delle difficoltà d’apprendimento su internet l’ho avuta quando questo mia amico mi ha detto un frase in arabo in cui  c’era una “o” perché, da quel che ne so, la “o” e la “e” sono presenti solo nei dialetti (forse è per questo che per il nome di Gheddafi ci sono 28 traslitterazioni diverse e tutte corrette).

A parte tutto ciò, chi ha Sky può fare pratica con l’arabo moderno mentre in mutande beve una birra. Ho fatto un piccola ricerca e ho scoperto che ci sono ben 10 canali in arabo (più di quelli solamente in inglese):

Canale 560: Al Jazeera 

// 561: Al Arabiya

//562: BBC Arabic

// 565: 2M Monde

// 566: Medi 1 Sat

// 567: MBC Maghreb

// 568: ESC Al Masriyah

// 569: Tunis 7

// 690: Al Jazeera Children (bambini dai 5 ai 10 anni circa)

// 691: Baraem (anche questo per bambini, ma da 0 a 5)

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L’abito di piume – Banana Yoshimoto

+000030302009bFri, 19 Jun 2009 14:27:25 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Hotaru torna nel suo paese natale, piccolo borgo tranquillo, per dimenticare le sue pene d’amore. Per ben otto anni ha abitato a Tokyo, dove ha vissuto una “morbosa” relazione con un uomo sposato che, inaspettatamente, l’abbandona per tornare dalla moglie.

Il ritorno nel suo paese è un ritorno all’infanzia, un ritrovare pace e serenità nell’affetto di amici e della nonna. La madre è morta e suo padre, noto psicologo, è in viaggio in California.

Hotaru trascorre le sue giornate aiutando la nonna nel suo caffè, intimo e familiare. Rivede luoghi e persone del passato e, soprattutto, si riavvicina alla sua amica Rumi, ragazza dalla spiccata sensibilità.

Un giorno, dopo una lunga passeggiata tra i ricordi, incotra Mitsuru e il ragazzo le lascia una insolita sensazione di dèjà vu. Aiutata dalla nonna, e dalla malata madre di Mitsuru, scoprirà cosa si cela dietro quella strana sensazione: un evento misterioso. Hotaru seguirà un percorso lungo il quale ritroverà la perduta serenità e, guarita dal dolore, potrà finalmente riappropriarsi della sua gioventù. (fonte: Wikipedia)

La scrittrice giapponese Banana Yoshimoto non passa inossorvata sia per il suo nome sia per il fatto che in Italia è famosa e amata.

Il suo primo libro che ho iniziato a leggere è “L’abito di piume” mentre il primo che ho finito è “H/H”. C’ho messo anni a finirlo, ricominciandolo 4 volte e andando avanti di circa 20 pagine a ogni ripresa.

Il più grande pregio è lo stile di scrittura. Non so se è merito del traduttore, ma lo stile è molto piacevole, delicato e rilassante. QUesto libro va letto a Novembre/Dicembre, a notte tarda e nel proprio letto. La piacevolezza della lettura è dimostrata dal fatto che ho letto l’inizio quattro volte.

La trama e i personaggi passano quasi in secondo piano, deliziati come si è dallo stile e sembra quasi di essere avvolti da un abito di piume.

Il problema è che tolto quest’abito c’è molto poco. La stessa autrice afferma che questa non è un’opera riuscita, molto leggera e spensierata. Dipende tutto dal lettore, il cui voto può oscillare dal massimo al minimo. I personaggi a loro volta possono risultare piacevoli, antipatici o bizzarri e la trama passa da insulsa a commovente.

Può risultare molto bello per chi ha rotto la sua relazione d’amore e a chi sente che manca qualcosa nella sua vita.

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Un altro scandalo firmato Berlusconi e l’ennesima figuraccia italiana

+000030302009bThu, 18 Jun 2009 14:35:21 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Premettendo che io sono di sinistra (quasi quasi me ne vergogno) noto con disgusto che la politica italiana fa ogni giorno più pena e che la nostra sinistra diventa sempre più vergognosa.

In un paese normale si potrebbe pensare che le polemiche scaturite dalla vita privata di un politico sia un caso più unico che raro; che lo stato deve essere in ottime condizioni per lasciarsi andare a queste stupidaggini; che l’opposizione voglia colpire l’elettorato non facendo politica, bensì – per una volta – attaccando la maggioranza su altre questioni.

Purtroppo in Italia questa situazione è la regola. Politica ogni giorno significa urlare in tv, scambiarsi accuse e insulti, parlare di tutto tranne che dei problemi dello stato. Allo stesso modo il termine opposizione è finito con l’indicare quell’insieme sgraziato, mal organizzato, brutto a vedersi e vecchio di “politici” che passa le sue giornate ad attaccare la maggioranza su questioni cui agli italiani intelligenti (ma forse no) non importa assolutamente nulla.

Da un lato c’è un povero Berlusconi che ha divorziato e che non solo si vede tolto il diritto di rimorchiare una gnocca conosciuta a una festa, ma non può nemmeno andare a donne. Dall’altro lato abbiamo la sinistra (sinonimo di incompeteneza) che attacca, spara cazzate, si dimentica di fare politica e altro. Berlusconi ogni giorno va anche al bagno e mi chiedo perché ancora nessuno lo accusi di portarsi dietro un numero di Playboy.

Si può odiare Berlusconi quanto si vuole ma mi sembra indubbio che quello che fa nella sua vita privata SONO CAZZI SUOI! Se fa qualcosa di illegale in privato sono affari dei giudici, poi dei giornalisti che fanno le domande, poi di Berlusconi che risponde e infine di tutti gli altri. Sono schifiato dal vedere giornalisti che come avvoltoi si buttano su qualsiasi cosa, anche inesistente pur di riempire vuoti nei telegiornali.

La verità è che si è perso il senso della misura e non si riesce più a distinguere la politica dalle cazzate. Lo capisco a Berlusconi: fossi al suo posto anche io farei di tutto per togliermi di torno quei rompiglioni di giornalisti e politici di sinistra.

Se solo si passasse a fare sana politica ( con collaborazione intelligente tra destra e sinistra ) un centesimo del tempo di quello passato davanti ai giornalisti a sparare scemenze risolveremmo tutti i problemi del paese.

Finché non si collaborerà e i politici non faranno quello per cui sono chiamati, non ci saranno miglioramenti.

Devo dirlo: MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO

Problemi enormi per un piccolo uomo

+000030302009bWed, 17 Jun 2009 18:56:07 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Un tronco cavo trascinato inerte dalla corrente di un fiume, senza possibilità di cambiare la sua situazione, inerte di fronte al destino.

A parte il fatto che non credo al destino, negli ultimi mesi mi sono sentito così male interiormente da  poter fare impazzire uno psicanalista. Si parla sempre dei problemi dei gggiovani, della crisi morale, dei dubbi esistenziale e del traffico cittadino, ma provare certe cose di persona è molto traumatico, spossante… una rottura di balle che non auguro a nessuno. Non ne sono ancora uscito, ma almento sto cercando di uscire dal mio guscio. Mi sento vuoto, ma cerco di riempirmi (pizza, coca cola e patatine aiutano); mi sento debole, ma cerco di rinforzarmi (anche la cyclette aiuta,però è preferibile il cibo); mi sento inutile, ma cerco di trovare un senso alla mia vita (per fortuna il frigorifero è sempre al suo posto).

I problemi umani sono un cerchio: i dubbi sulla vita portano a porre domande su noi stessi, le quali ci rendono critici del nostro passato, delusi nel presente e pessimisti circa il futuro e tutto questo ci riporta a porci dubbi sulla vita.

Di me non mi va bene quasi più nulla. Ci sono cose che voglio cambiare, altre che devo accettare (ma non voglio), altre ancora in bilico tra l’ottimismo e il pessimismo.

Sono pieno di rabbia e delusione e questa società di merda considera reato tutto ciò che potrebbe farmi sentire meglio (tipo distruggere la macchina che ha posteggiato accanto a me in doppia fila). La soluzione è un mio cambiamento, ma questo dipende anche dalle circostanze favoreli (una borsa cn dentro un miliardo di euro farebbe comodo) che non accadono.

Sono molto più disilluso del mondo, enormemente più disgustato di me stesso e degli uomini (savlo solo le asiatiche), ma al contempo desideroso di cambiamenti.

Fino a ora ho tentato di dividermi in parti uguali tra tante cose che volevo realizzare quindi ho deciso di modermi e ho fatto una lista delle cose da fare in futuro (sono solo circa 70 punti in aumento). Ho deciso che obbiettivi voglio ottenere per primi e voglio proseguire per questa strada, sperando di riuscire ad andare avanti senza fermarmi.

Voglio cambiare, voglio migliorare, voglio trovare il coraggio di dimenticare il passato e conservare solo gli insegnamenti, voglio riuscire a evitare gli stessi errori, voglio essere più forte e aggressivo per dominare me stesso e il mio futuro ( e spaccare la faccia a quello in doppia fila) ecc.

Fossi il signore del mondo sarebbe tutto più facile e il genere umano sarebbe più felice, ma devo ancora trovare un esercito che mi sia fedele fino alla morte e lo stato giusto da conquistare.

Nel frattempo cerco di andare avanti.

(a conclusione di questo post ci starebbe benissimo un urlo: “E chi se ne frega!!!”)