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Archivio per la categoria ‘Fatti di cronaca’

La vita dei nord-coreani e la ricerca della pace nel mondo

+000031312009bFri, 14 Aug 2009 21:09:34 +0000UTC 18, 2007 claudio88 2 commenti

Purtroppo, ogni volta che la Corea del nord esce dal suo guscio isolazionista il mondo è scosso dalla paura di una guerra. Nonostante essa possa essere considerata la spina nel fianco dell’Occidente in tv non si parla molto di questo paese (o almeno non si dice nulla di buono). Wikipedia aiuta a informarsi al riguardo, ma a me interessa vedere con i miei occhi i paesi che m’interessano. In attesa del viaggio, NatGeo Adnventures (canale 404 di Sky) è venuto in mio aiuto col programma “Non dire a mia madre che…” di Diego Bunuel, il quale va nei paesi meno gettonatonati dai turisti per conoscere nuove realtà, mostrare nuove culture  e tutte le altre belle cose che si possono dire di un programma educativo.

Sfortunatamente mi sono perso i primi 20 min (su 50 totali) ma mi sono fatto lo stesso un’idea. Per cominciare, ogni turista (russi e cinesi, per la maggior parte) viene accompagnato da due-tre guardie armate, con lo scopo più di controllare il turista stesso più che proteggerlo, e da una guida che parla la sua lingua. Immagino che maggiori controlli ricevano coloro che si portano dietro la telecamera, ma è anche ipotizzabile che russi e asiatici abbiano più possibilità di manovra e di poter dialogare con i coreani. Gli occidentali non sono visti bene e durante il suo viaggio uno ha anche colpito la telecamera perchè pensava che la troupe fosse americana. A causa di questi limiti (mi chiedo anche se ci siano particolari pressioni sulle guide o se queste si limitino a non rispondere a certe domande) il servizio non è stato ottimo e mi sembra che Diego si trattenesse per non urtare i coreani. In un pezzo va a visitare una casa coreana (dopo aver soggiornato in quello che dovrebbe essere un alloggio di lusso i stile sovietico) e si meraviglia della pulizia chiedendo se i proprietari sono stati informati del suo arrivo.

Mi sembra che il problema dei coreani non sia tanto il regime (almeno nel servizio non si lamentano del governo, bensì degli americani) ma la loro mancanza d’informazioni. Stando a wikipedia, la costituzione coreana professa la libertà di stampa anche se alla fine non è così. Questo controllo così massiccio dell’informazione fa sì che la realtà per i coreani sia quella espressa dai giornali, alimentando l’odio verso gli americani e il mondo esterno. Se poi aggiungiamo che ogni attacco al governo si ripercuote sui cittadini (come sempre) non stupisce che quello che spaccia il partito venga preso per verità. I nord coreani mancano d’informazione e vivono nella paura e nell’odio. Per fare un esempio, nel fine settimana le famiglie vanno al poligono di tiro a esercitarsi in vista della guerra che sarà portata dagli americani; un altro goco che fanno è bendarsi, correre con un mazza e colpire delle sagome che variano dai politici ai simboli delle altre nazioni.

C’è una sola coalizione (Partito democratico per la riunificazione della patria) e per iscriversi (secondo le parole di una guardia) bisogna far parte dell’elite. Se sei nel partito sei dell’elite; se sei dell’elite la tua vita è il partito; se la tua vita è il partito lo è anche la tua libertà.

E’ questa mancanza di libertà il grande male della Corea del Nord. So pochissimo della Corea e conosco ancor meno la Corea del Nord, ma l’astio dell’America e dellEuropa mi sembra peggiori solo la situazione in un circolo vizioso a cui è difficile por fine. Non dico di fare spallucce di fronte alle provocazioni, ma se la Corea del Nord iniziasse davvero una guerra chi starebbe dalla sua parte? Chi sarebbe mai disposto a rischiare così tanto?

Diamo uno sguardo al passato e poi al presente, all’Iraq, all’Iran, a Israele e a tutti quei posti dove i conflitti si potraggono da anni. La guerra, la violenza, gli embarghi e i trattati hanno mai risolto i problemi? La Corea del Nord fa i test nucleari, l’Iran attacca i manifestanti, l’America calpesta i diritti degli altri paesi ecc. ecc. La terra conta 6 miliardi di persone, ma se si presta attenzione ai giornali e ai politici sembra esistono solo entità astratte con i nomi degli stati. I problemi internazionali non sono causati dalle persone, ma dai governi. Chi ci rimette sono sempre le persone che finiscono col covare l’odio che dà forza ai governi. La risposta non è la guerra, non è l’odio, non è la paura e non è la politica. La pace non può avere le sua fondamenta dell’odio. La risposta è nel dialogo. E’ una cosa così semplice da sembrare sbagliata, solo che non lo è.

I coreani del nord vogliono riunificare la Corea? Da quel poco che so è così. Bisogna riuscire a far incontrare loro con i coreani del sud facendo incotrare due diverse mentalità, ma al contempo lo stesso popolo. Sì può solo immaginare cosa ne verrebbe fuori, ma credo che all’apertura seguirebbero diverse opinioni circa la politica, nuove idee per gestire l’economia, possibilità d’espressione per i giornalisti, instabilità iniziale e infine il miglioramento delle relazioni internazionali. IQualunque regime, anche il più repressessivo, neccessità di una base di consenso perché nessun esercito può sconfiggere un’intera nazione in rivolta e prima di essere tali i militari sono uomini. Il cambiamento portato dall’apertura alle nuove idee potrebbe davvero cambiare le cose e certamente sarebbe più utile degli embraghi e dei messaggi dei politici che forse non sanno nemmeno dove si trova la Corea.

Su google trovo solo notizie sulla poltica aggressiva della Corea del Nord, ma mi piacerebbe trovare anche persone che cercano il dialogo e si interessano ai coreani. La storia, la cultura, la politica e le donne (soprattutto le donne) sono un grande stimolo a informarsi e anche a studiare una lingua nuova. Ci sono ancora tante cose che non conosco e devo darmi da fare (avessi i soldi…).

Xinjiang, questa sconosciuta regione.

+000031312009bTue, 14 Jul 2009 19:41:09 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Degli scontri tra musulmani e cinesi in Cina avvenuti negli ultimi giorni ne hanno parlato tutti i giornali e telegiornali del mondo, compresi quelli italiani che come al solito (i telegiornali) non è che abbiano spiegato poi molto.

Se fossi uno che non sa nulla della Cina mi chiederei cosa accidententi ci facciano lì dei musulmani e mi chiederei pure quale sia mai la causa di questi scontri (quella originaria, non quella dell’ultimo avvenimento).

Per cominciare c’è da dire che i cinesi sono come la lingua cinese: non esistono. In Cina ci sono numerose etnie e quelli che comunemente vengono subito identificati come cinesi sono i cinesi Han. A sud si trovano altre etnie, dai tratti somatici più simili ai tailandesi, vietnamiti ecc. A ovest abbiamo invece la regione dello Xinjiang, abitata al 45 % dall’etnia degli Uiguri. Gli Uguri sono di etnia turcofona, usano il turco come lingua, le insegne dei negozi sono scritte in arabo e sono repressi dai cinesi (han).

La regione dello Xinjiang dagli Uiguri viene chiamata Uiguristan o anche Turkestan Orientale. Il nome attuale significa “nuova frontiera”, è una regione che è stata conquistata e chiamarla in altro modo significa finire in carcere.

Gli scontri di questi giorni non sono altro che la punta di un iceberg. Chi non abita in città è costretto a vivere in povertà (già la vista delle zone più vicine alla capitale della regione Urumqi fa accapponare la pelle) non perché il governo è cattivo, ma perché chi abita in Cina deve parlare il cinese. Chi non sa il cinese non trova lavoro, ma se già la regione è povera le possibilità di apprendere la lingua sono prossime allo zero e in molti sono analfabeti e si sostengono con l’agricoltura non certo florida.

Il fatto che tutti debbano conoscere il mandarino è comprensibile e vanno bene gli sforzi del governo per insegnarlo. Però, da un lato ci sono le evidentissime difficoltà di insegnamento in regioni povere e dall’altro c’è la convinzione degli uiguri che questa sia una manovra con lo scopo nascosto di far scomparire la loro cultura.

Gli uiguri lottano per i loro diritti e la loro indipendenza. Quando cercano di andare contro il governo, anche per le minime cose, quasi certamente finiscono in carcere. In molti sono emigrati nei paesi vicini e ancora vivono con la costante paura di venir scoperti da spie cinesi. Il governo dal canto suo accusa gli uiguri di essere causa di tutti i problemi, di estremismo e terrorismo e il pensiero non può non andare all’attentato avvenuto pochi giorni prima delle Olimpiadi del 2008 ai danni di una centrale di polizia.

Gli uiguri accusano il governo, quest risponde, loro rispondono in modo violento e il governo pure usando le loro azioni come giustificazioni. Io non voglio andare contro il governo cinese ad ogni costo (ammetto di odiarlo) ma se si usa la repressione contro chi lotta per i propri diritti e salvaguardare la propria cultura è normale che la risposta sarà la violenza.

La lotta per i diritti e la cultura è accompagnata da quella per l’indipendenza. La regione un tempo era libera e alcuni uiguri vogliono l’indipendenza. Per quanto si possa provare simpatia per loro si deve però ammettere che è una causa persa. Prima di tutto il governo non vorrà mai rinunciare alle risorse minerarie e di gas del territorie e poi l’eventuale indipendenza poterebbe più guai che benefici.

Il governo ha favorito lo spostamento dei cinesi Han e se gli uiguri sono il 45 % questi ultimi sono il 40 % della popolazione (più altri popoli). Se si ottenesse l’indipendenza i problemi tra le due etnie crescebbero a tal punto da far sembrare gli scontri di questi giorni come un gioco tra ragazzini.

La soluzione dei problemi dello Xinjiang è (come sempre) la mancanza di pace. Le diverse etnie devono cooperare per il bene comune e il governo deve rispettare i diritti di tutti.

Tutto quello che so sulla questione viene da un documentario mandato in onda su Sky dal canale Current TV. Il documentario è ambientato alcuni anni fa e non so se nel frattempo le cose siano migliorate o peggiorate, anche se opto per la seconda opzione.

Un altro scandalo firmato Berlusconi e l’ennesima figuraccia italiana

+000030302009bThu, 18 Jun 2009 14:35:21 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Premettendo che io sono di sinistra (quasi quasi me ne vergogno) noto con disgusto che la politica italiana fa ogni giorno più pena e che la nostra sinistra diventa sempre più vergognosa.

In un paese normale si potrebbe pensare che le polemiche scaturite dalla vita privata di un politico sia un caso più unico che raro; che lo stato deve essere in ottime condizioni per lasciarsi andare a queste stupidaggini; che l’opposizione voglia colpire l’elettorato non facendo politica, bensì – per una volta – attaccando la maggioranza su altre questioni.

Purtroppo in Italia questa situazione è la regola. Politica ogni giorno significa urlare in tv, scambiarsi accuse e insulti, parlare di tutto tranne che dei problemi dello stato. Allo stesso modo il termine opposizione è finito con l’indicare quell’insieme sgraziato, mal organizzato, brutto a vedersi e vecchio di “politici” che passa le sue giornate ad attaccare la maggioranza su questioni cui agli italiani intelligenti (ma forse no) non importa assolutamente nulla.

Da un lato c’è un povero Berlusconi che ha divorziato e che non solo si vede tolto il diritto di rimorchiare una gnocca conosciuta a una festa, ma non può nemmeno andare a donne. Dall’altro lato abbiamo la sinistra (sinonimo di incompeteneza) che attacca, spara cazzate, si dimentica di fare politica e altro. Berlusconi ogni giorno va anche al bagno e mi chiedo perché ancora nessuno lo accusi di portarsi dietro un numero di Playboy.

Si può odiare Berlusconi quanto si vuole ma mi sembra indubbio che quello che fa nella sua vita privata SONO CAZZI SUOI! Se fa qualcosa di illegale in privato sono affari dei giudici, poi dei giornalisti che fanno le domande, poi di Berlusconi che risponde e infine di tutti gli altri. Sono schifiato dal vedere giornalisti che come avvoltoi si buttano su qualsiasi cosa, anche inesistente pur di riempire vuoti nei telegiornali.

La verità è che si è perso il senso della misura e non si riesce più a distinguere la politica dalle cazzate. Lo capisco a Berlusconi: fossi al suo posto anche io farei di tutto per togliermi di torno quei rompiglioni di giornalisti e politici di sinistra.

Se solo si passasse a fare sana politica ( con collaborazione intelligente tra destra e sinistra ) un centesimo del tempo di quello passato davanti ai giornalisti a sparare scemenze risolveremmo tutti i problemi del paese.

Finché non si collaborerà e i politici non faranno quello per cui sono chiamati, non ci saranno miglioramenti.

Devo dirlo: MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO

Di ritorno dall’inferno

+000031312008bMon, 15 Dec 2008 16:57:54 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Questa prima metà di Dicembre è stata orribile: attentato terroristico a Mumbai (che stando ai telegiornali ha circa 6 nomi), bancarotta dell’Islanda (o forse ho capito male), crisi economica, scontro tra procure, scontro tra partiti, maltempo e altre cose. La cosa più orribile è che ho fatto un incidente con una moto, ma per fortuna non è successo nulla di grave.

Comuuunque ho infine dato l’esame di Storia Contemporanea (sociologia no perché era pure oggi e non sarei riuscito lo stesso a prepararmi) ottenendo un sofferto 27. Mi sono estrainiato per un bel po’ ma ora posso riposarmi, dedicarmi ad altro e poi pensare a diritto internazionale che mi andrà benissimo per il semplice fatto che finora è la mia materia preferita e gli stati sono tanti bambini che lottano per lo stesso giocattolo.

Non sono tanto soddisfatto.  Il professore mi ha detto che potevo prendere di più e ciò è dovuto al fatto che ero nervosissimo. Avevo studiato molto, sono bravo di mio, la materia mi piace e dopo due ore passate a ripetermi che sarebbe andato tutto bene mi comprometto un esame per il nervosismo. E’ colpa mia se non riesco a calmarmi, però le cause sono insite negli esami stessi.

Ecco una grande verità: gli esami fanno schifo.

Non importa quanto si studi perché del 100 % che si sa durante l’interrogazione verrà fuori un 5%. Non importa quanto ci si prepari perché davanti a un professore tutti i bei discorsi che ci si fa in privato non valgono più. Non importa quanto si sia bravi perché i professori non valutano lo studente ma quello che si presenta davanti a loro per circa 30 minuti. Se così non fosse vedrebbero uno che si è fatto un mazzo enorme per prepararsi, che ha i suoi problemi, che soffre se fallisce, che sa molto più di quello che ripeterà. Non importa nemmeno chi sia il professero perché tutti sembrano dire:

“Sparati, infami, aborto dell’umanità! Mi fai schifo, ti odio, ti disprezzo, vorrei farti a pezzi, darti da mangiare a un maiale mangiarlo e poi vomitarlo”

Non è che uno si senta a proprio agio, ma purtroppo ognuno deve fare i conti con questa situazione. Io devo fare in modo di controllare la tensione (il fatto che fossero tre libri di certo non mi aiutava).

Ad ogni modo oggi riposo assoluto, focaccia e Jackie Chan: serata perfetta. Lo studio dell’inglese è andato un po’ a quel paese in questo periodo ma riprenderò presto per poi iniziare anche francese e giapponese secondo un programma che progetterò domani.

Obama vince, Berlusconi spara cazzate, i giornalisti e l’opposizione sono imbecilli e io sto a chiedermi che senso abbia tutto questo.

+000030302008bThu, 06 Nov 2008 22:00:02 +0000UTC 18, 2007 claudio88 2 commenti

Obama ha vinto.

Il mio primo pensiero a questa notizia è stato:”E finalmente! Non ne potevo più di tutte ’ste storie!”

Cera forse qualcuno che aveva dubbi in proposito? Forse solo gli americani. Si potevano benissimo risparmiare le elezioni e mandarlo direttamente alla Casa Bianca. Che si fa? Vado io in America a dire chi sarà il presidente? Nel male, c’ho preso anche con Bush e quest’anno ho azzeccato la vittoria di Sivio. Perché non ci sono le scommesse sulle elezioni?

Comunque, questo è un fatto storico: il presidete è di colore.

Metto la parola “colore” in grassetto per evideziare come tale scelta sia frutto di una scarsa integrazione americana tra bianchi e uomini di colore. Se avete sentito giornalisti dire che Obama è il frutto del sogno americano o che testimonia l’integrazione americana, sappiate che potevate rispiarmare il vostro il tempo.

Se neri e bianchi (odio tale distinzione, ma è immediata) fossero veramente integrati, questa elezione non sarebbe nulla di speciale. Se un bianco vince nessuno si stupisce, mentre Obama è diverso. E’ il primo, sì, ma il punto è che si è posto l’accento sul fatto che un nero si è candidato e ha vinto, non che è stato il primo (notare la differenza sottile, ma sostanziale). A testimonianza di ciò (tralasciando il fatto che le elezioni americane sono una vendita di prodotti in forma umana) ci sono gli elettori di colore che hanno affermato di voler votare Obama solo perché nero. A ricevere voti da ioditi simili, io mi vergognerei, poi penserei al prestigio e ai soldi e infine penserei a tutte le rogne che derivano da tale carica, chiamerei gli amici e andrei in pizzeria. (cara vecchia saggezza popolare)

A parte tutto ciò, a testimonianza di quanto siano stati idioti quelli che hanno votato destra, c’è la notizia di una battutina del Berlusca in cui egli afferma che Obama è “giovane” (mica tanto), bello (cazzo centra?) e abbronzato.

Apriti cielo! Scendano le bestie dell’Apocalisse e che tutta la coca-cola del mondo si sgasi. Tempo 0,5 secondi e giornalisti e opposizione hanno avuto un orgasmo per poi lanciarsi in un turbinio di gioia contro Berlusconi urlando di scandalo, figuraccia e qualche altra stronzata detta lì e là.

Due punti:

1. Berlusconi deve decidersi: o fa il comico, o fa il politico. Personalmente, preferirei la prima opzione così ce lo leviamo di torno (e se si porta via anche gli altri, tanto meglio). Un rappresentante dell’ Italia non può fare certe sparate. Anche un’idiota capirebbe che si tratta di battute, ma certe cose le fai a casa tua (non al bar, che sennò si rimane fregati come il politico di estrema destra belga di cui non ricordo il nome).

2. In risposta alle critiche, Berlusconi ha affermato che giornalisti e opposizione sono un branco di imbecilli. E qui c’è stato il secondo orgasmo. Loro non aspettavano altro; ci godono a certe risposte. Non che ci fosse bisogno di dirlo. Che siano un branco di imbecilli lo sanno tutti. Sono brave persone (i giornalisti), fanno il loro lavoro (i giornalisti), pagano le tasse e rispettano la legge (ancora i giornalisti) ma a volte (i politici sempre) si comportano da imbecilli.

L’opposizione, anziché appigliarsi a qualunque cosa per giustificare tale denominazione, dovrebbe lasciare stare cortei e girotondi del cazzo per andare a riscaldare i sedili delle due camere; ma tanto ci sono gli altri che votano al posto loro. Bruneeetta, dove sei? Qui c’è bisogno di te. Bruneeetta?

Ma se le battute di Berlusconi fanno schifo, Gasparri è anche peggio.

Stamattina andavo a prendere mio fratello a scuola. A  un certo punto sono capitato su RadioItalia; appena me ne sono accorto (temendo l’arrivo della satanica “Novembre”) ho subito cambiato e sono incappato nel discorso della Finocchiaro in cui accusa Gasparri di essere un imbecille (non l’ha detto, ma se l’avesse fatto sarebbe stato più interessante) e gli dice che deve scusarsi con Obama.

In pratica Gasparri ha detto che con Obama il terrorismo è felice. A parte il fatto che esso era felice con Bush, queste affermazioni sono molto più serie che le stronzate di Berlusconi. E’ seguito un dibattito che purtroppo non è sfociato in un rissa (tanto alla radio non l’avrei vista).

Da notare, come l’opposizione abbia rinunciato a fare politica per assumere il ruolo della spia (il bambino antipatico che va dalla maestra se sgarrate) e come la maggioranza si ormai cieca.

Studenti in piazza, polizia infida e a quel paese l’Italia

+000031312008bFri, 24 Oct 2008 10:23:48 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Ci sono volte in cui mi vergogno di essere di Italiano. Non perché non ami l’Italia (sempre seconda rispetto al Giappone) ma perché non voglio che la parola “italiano” venga associata a quello che succede in questo paese.

Sulla riforma della scuola se ne sente una nuova ogni giorno. Tra ieri sera e ho ne ho sentite quattro alquanto sconcertanti.

1. Berlusconi e la polizia nelle scuole

Parole di Berlusconi

 

A questo link c’è il video con Berlusconi che afferma di voler dare istruzioni a Maroni su come far intervenire le forze dell’ordine nei confronti dei manifestanti.

Come sempre, c’è stata subito la dura risposta dell’opposizione -visto che ormai sta in mutande aspettando le parole della maggioranza per dare uno scopo alla sua esistenza- e poi la risposta di Berlusconi e compagnia bella che hanno accusato stampa e opposizione di aver frainteso.

Tipico! Porco mondo, è mai possibile che dobbiamo tenerci politici che non sanno l’italiano! Non è accettabile che i nostri rappresentanti dicano una cosa e poi si rimangino tutto!

Ho visto quella maledetta conferenza e Berlusconi ha parlato di polizia. L’unica cosa che gli si può concendere è che non ha mai detto “Polizia nelle scuole” ma di uso delle forze dell’ordine, senza specificare dove e come. Aggiungo che le forze dell’ordine non devono intervenire durante le manifestazioni e sciperi perché sono nostri diritti; possono agire solo come controllori e in caso di degenerazione violenta.

2. La Gelmini vuole il dialogo

Questo lo dice lei. In realtà il ragionamento è questo: Faremo i tagli. Se però non diamo un contentino, qua ci rimettiamo il posto (la faccia ormai non la si trova più).

3. Cossiga e il terrorismo

Intervista a Cossiga

 

Ora, io non so se questa intervista è vera. Sinceramente, è così scioccante che dubito della sua veridicità

Nel caso fosse vera, però… beh non c’è molto da dire. L’intervista parla da sola.

4. Gli errori degli studenti

Berlusconi non è che si alzato dal letto e ha deciso di sparare quella cosa sulla polizia. In realtà le sue affermazioni sono dovute agli errori degli studenti. Per colpa di alcuni idioti, tutto il corpo studentesco fa una figuraccia e finisce dalla parte del torto. Si è iniziato col grembiule bruciato e si è arrivati ai cassonetti rotto (viva la civiltà!). A ciò si aggiunge l’uso della forza da parte di alcuni studenti che hanno impedito ad altri di frequentare le lezioni e c’è stata pure una rissa nei confronti di chi voleva uscirsene prima da un’assemblea. Aggiungiamo poi irruzioni durante le lezioni, blocco del traffico ed ecco che abbiamo il demone studente da abbattere.

E’ giusto manifestare, ma bisogna essere cretini per impedire agli altri di fare lezione o picchiarli. Ma andare a cagare anziché fare stronzate non gli piace?

P.S Il 6 è finalmente uscito. A parte il fatto che il tizio di Catania è la persona più odiata del mondo, come minchia ha fatto a vincere? E’ cretino? Su 90 numeri l’ultima cosa che farebbe uno intelligente sarebbe scegliere due numeri vicini. Questo non solo ha scelto 20 e 21 ma ha rifatto la stronzata scegliendo 74 e 75. Come si fa? Col senno di poi ha vinto e quindi ha fatto bene, ma è stupido mettere numeri vicini.

Novità sulle classi ponte e altre schifezze politiche

+000031312008bTue, 21 Oct 2008 17:51:26 +0000UTC 18, 2007 claudio88 2 commenti

Tipo due giorni fa, ho visto un’intervista alla Gelmini in cui le si chiedeva che novità ci fossero per le classi ponte. Come sottofondo le urla degli studenti. Da studente condivido che si protesti, ma mi vergognerei a urlare, insultare, attaccare la polizia e fare cori da stadio come fanno gli studenti in questi giorni.

Comunque, la Gelmini ha detto che le classi-ponte per gli immigrati non si faranno; bensì ci sarà un test di idoneità linguista per gli stranieri. Ancora incertezza su chi dovrà fare questi test, dunque. Immigrati o stranieri? 

Tale dichiarazione, che ancora non si è tradotta in nulla, da un lato sembra voler togliere dalla Gelmini i puntatori di quelli contrari alle classi ponte, dall’altro le fa piombare addosso il macigno delle variabili che si presentano all’attuazione di una politica.

Intanto c’è da dire che se uno manda il proprio figlio a scuola vuol dire che gli ha insegnato l’italiano. Certo è che potrebbe pure essere un’idiota, ma io a mio figlio, se ci trovassimo in un altro paese, gli insegnerei la lingua e poi andrei dal preside per vedere come ci si deve combinare. Non mi sembra un ragionamento così irrealistico

Poi bisogna vedere chi si presenta a fare tale test. Uno che ha passato molti anni in Italia riesce a cavarsela, mentre uno arrivato da poco deve farlo sicuramente.

Ma soprattutto, che test si deve fare? La Gelmini ha pure parlato di Costituzione. Qui si rischia di commettere una serie di scemenze.

Per i più grandi, questo test dovrebbe essere scritto e orale (questo lo dico io). Saper leggere e scrivere sono i requisti immediamtamente seguenti al saper parlare, per poter frequentare la scuola.

I bambini che andranno a frequentare il primo anno delle elementari dovranno invece solo sostenere un test orale (semplice conversazione). Non si può ovviamente pretendere che siano in grado di fare un test scritto dato che è proprio in prima elementare che si impara a leggere e scrivere.

Poi c’è la Costituzione. Questa storia che si deve sapere a ogni costo la Costituzione è uscita come risposta alle nuove generazione che fanno vergognare l’intera umanità. Solo che non serve conoscerla per essere civili. Nella Costituzione troviamo i principi fondamentali, i diritti e i doveri e poi troviamo tutti i punti riguardanti le istituzioni. Ne viene che per essere brave persone si dovrebbe conoscere solo la parte riguardante i diritti (il resto è addizionale). Nella realtà ,però, sapere come ci si comporta non implica che si ci comporterà bene; anche perché questo la Costituzione non lo dice e non lo insegna. Aggiungiamo che pure parte dei ragazzi italiani non sa essere civile e si capisce che la conoscenza della Costituzione non deve essere requisito per l’ammisione degli stranieri alle scuole.

Passando ad altro, ho sentito oggi alla radio che ci sono ancora problemi col latte cinese contenente melanina. Ricordo di aver detto, quando è comparsa la prima notizia sul caso:

- E che problema c’è? Basta non mangiare cibi contenenti latte cinese e derivati.

A ciò sono seguite risate all’invito a boicottare i ristoranti cinesi.

Mi sono sbagliato. Il latte cinese è pure nei sexyshop. E’ stato trovato nei cioccolatini serviti nei negozi dell’amore inglesi (i bricconcelli ci guardano con aria di superiorità, ma loro non sono da meno – e noi siamo più belli).

Il governo cinese (ecco lo schifo) ha fatto nuovi regolamenti per provvedere, anche perché migliai di cani sono morti in un allevamento (ma i cani non si mangiavano in Corea?) ma ci vorrà tempo per i risultati. Tutto a posto? Il governo cinese, essendo buono con tutti, ha deciso di mettere a tacere la stampa (questa è libertà!) e ha fatto pressione sugli avvocati di coloro  che avevano sporto querela. Che paese. Che paese!

Classi ghettizzate o classi per aiutare gli stranieri? Questa è la polemica della settimana.

+000031312008bThu, 16 Oct 2008 18:12:06 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Sono fiero di essere tra quei pochi (stando ai sondaggi cui non credo) che vanno contro il governo del Berlusca. Perché sono di sinistra? Io sono di centro nulla. Perché non ho un caspio da fare? Anche, ma soprattutto perché questo governo mi sta sulle palle, la politica italiana mi fa schifo e toglierei di mezzo (manderei a casa) tutti i politici che erano già vecchi quando è stata fatta la Costituzione.
Giusto per rincarare la dose, mi fa schifo la mentalità che in Italia permea ogni dibattito e che non porta mai a nulla.

Oggi la polemica è sulle classi-ponte per gli stranieri.
Ammetto che ogni tanto mi trovo d’accordo sulle intenzioni formali del governo (mi stanno sulle palle pure gli immigrati che delinquono) ma da una parte c’è la Lega (meglio conosciuti come padancocks) che ogni cosa che dice alle mie orrecchie risuona come un misto di ipocrisia e razzismo e dall’altra c’è il fatto che non bastano le buone intenzioni, ma è come le si porta avanti che conta.

Ma non si deve mai parlare a vanvera; bisogna vedere i fatti. Premetto che questo post è uno spuntino per quello che verrà e che esplicherà il mio modo (che reputo sia quello corretto) di risolvere i problemi.
In principio era Roberto Cota. Costui ha presentato una mozione per creare classi-ponte per i bambini che non parlano l’italiano, o hanno difficoltà.
E qui scattano subito le polemiche.
Intanto la proposta è passata alla Camera, ma bisogna vedere quello che dice il Senato. Il problema io lo scompongo nei seguenti elementi:
1. Testo
2. Chi l’ha fatto
3. Voci contrarie
4. Soggetto del provvedimento
5. Il provvedimento è giusto o sbagliato?
6. Tale provvedimento è applicabile?

E ora vediamo punto per punto

1. Il testo io non l’ho letto, e poi finché si fa la legge non c’è nemmeno bisogno che mi scomodi. Sorgono però dei problemi. Il testo prevede la formazione di classi speciali per aiutare nell’apprendimento della nostra lingua coloro i bambini che non la sanno. Ciò servirà a integrarli (no lingua, no integrazione) a insegnargli la lingua e poi cavoli loro. Il giornale Repubblica intanto non sa (ma forse nemmeno i politici) chi dovrebbe far parte delle classi ponte perché prima parla di extra-comunitari e poi di stranieri. Per capirci, gli extracomunitari sono coloro che provengono da paesi non facenti parte dell’UE – e non conta il fatto che da noi tale termine sia sinonimo di pezzente albanese, marocchino, rumeno, rom ecc. – gli stranieri invece sono quelli che vengono un paese straniero. Le classi-ponte le hanno cambiate in “classi di inserimento” perché il termine non piaceva. Siamo arrivati al punto che accanto alle firme nei trattai si metterà un cuoricino dopo il nome per far capire che siamo gente amorevole.

2. Tale provvedimento l’ha fatto uno della Lega quindi dite pure che ho pregiudizi ma per me lui si riferisce agli immigrati e non agli stranieri.

3. L’opposizione per una volta ha fatto qualcosa e alle votazioni non ha vinto per poco. Ci sono state divisioni all’interno della stessa maggioranza e ciò fa capire che siamo ancora lontani da un regime totalitario (conosco un forum dove si piange tutti i giorni per questo). La Chiesa è contraria, ma essa non conta nulla perché per quanto riguarda la politica deve starsi muta (e lo direi anche se fossi un credente).

4. A chi si riferisce allora questo provvedimento? Abbiamo tre categorie di destinatari: extra-comunitari, stranieri e immigrati. Ora, visto che il problema sono le classi con bimbi stranieri che non parlano l’italiano e rallentano i compagni, va da sè che deve riferirsi agli stranieri. Io però sono sicuro che si penserà solo agli immigrati.

5. Si fa bene o si fa male? Bella domanda.
Per me si fa bene, ma spiego subito il perché. Ho letto un mucchio di scemenze in giro sul fatto che è un atto di razzismo, aparthied, disgregazione sociale ecc. Il fatto è che si va a scuola per imparare, ma se uno non sa la lingua, come fa a capire ciò che si spiega? Uno intelligente direbbe che non può. E qui si vedono gli idioti.
a. I bambini verrano emarginati per alcuni. Invece no ,perché se non parlano la lingua sono già emarginati.
b. Persone preparate sono in grado di aiutare il bambino nell’apprendimento. Questo lo dice l’opposizione e questa è una delle più grosse minchiate che mente umana abbia mai partorito. Un conto è un bambino che riesce a comunicare ma con difficoltà, un altro è un bambino che non sa l’italiano. Col primo ci vuole un po’ di più ma alla fine apprende e la classe va avanti; col secondo bisogna partire da zero e la classe non può fermarsi per lui. E’ più giusto fargli studiare l’italiano in una di queste classi così che possa poi seguire le lezioni e integrarsi con gli altri. Un po’ di umanità su.
c. I bambini saranno mortificati dal fare un test sulla lingua. E io che ho faccio compiti ed esami da una vita? Il problema semmai è che un test sulle regole grammaticali sarebbe fin dall’inizio contro gli stranieri. Nessun bambino sa le regole della lingua, ma si limita a parlare. Basta dunque un colloquio in cui si accerti che il futuro alunno parla e comprende l’italiano.
d. I bambini nati in Italia sanno l’italiano. A parte che se sono nati in Italia sono italiani e quindi non c’entrano nulla, basta vedere chi è straniero e parlarci cinque minuti.
Queste sono le idiozie dell’opposizione che ho letto.

6. Tale provvedimento è applicabile con i fondi adeguati, persone preparate e un clima sereno che capisca l’importanza per gli alunni stranieri di poter relazionarsi con gli altri. Quindi non è applicabile.
Ci sono gli idioti che non capiscono quanto tali classi possano aiutare gli stranieri (è un po’ come le classi di lingue che si frequentano quando si va in un paese straniero); ci sono i politici che pensano agli immigrati e non agli stranieri in generale; ci sono i politici xenofobi e razzisti; ci sono i politici.
Non si può nemmeno applicare perché mancano i fondi. Berlusconi and company hanno parlato tanto, ma alla fine non hanno fatto nulla (a parte leggi ad personam e scemenze varie) se non tagliare su tutto.

Dopo questo post potrei essere stato frainteso. Io non sono di destra, ma sono d’accordo con l’intenzione di questa proposta di legge. Sono convinto che non porterà a nulla perché maggioranza e opposizione non dialogano (colpa di tutti e due). Sono convinto che sarà un provvedimento razzista contro gli immigrati. L’Italia fa schifo (adottami Giappone).

Concludo col link a una discussione interessante su tale provvedimento.
In Italia c’è anche certa gente e io sono fiero di non essere come loro.
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=468585

Ragazza rapisce i genitori per comprarsi la droga

+000030302008bWed, 24 Sep 2008 20:45:47 +0000UTC 18, 2007 claudio88 3 commenti

Vedo oggi al telegiornale il servizio su una madre che scopre di avere una figlia quindicenne che deruba la sua famiglia, copia carte bancomat e usa i soldi ottenuti per comprarsi la droga. A rincarare la dose lei e i suoi compagni si mettono pure a spacciarla: che bravi ragazzi!

Inutile fare i giri di parole, chi si droga è un cerebroleso, ma non per gli effetti delle droghe; bensì perché devi essere cerebroleso per farne uso. In questo caso i ragazzi sono pure dei delinquenti bastardi che spero passino un bel po’ della loro vita in riformatorio.

Nonostante potrei continuare a insultare per ore gli adolescenti d’oggi (grazie al cielo non sono mai stato come loro) , continuando per tutto il tempo ad avere ragione, voglio fare un appunto alle dichiarazioni del capo della polizia e di un tizio che hanno concluso il servizio.

Questi due hanno detto che ci vuole educazione e che si devono fare giri per le scuole per informare gli studenti. Le solite banali stronzate che si ripetono ogni volta.

In pratica si continua a vedere i ragazzi come piccoli putti alati innocenti che non hanno mai colpa. Si assiste così al classico squallido scarica-barile che vede lo scambio di accuse tra genitori e scuola. I primi sono accusati di non seguire i figli mentre i secondi di non istruire al meglio i ragazzi.

Tutte stronzate. Se è vero e giusto che i genitori devono seguire i figli e che al giorno d’oggi è a scuola che le menti si formano e si decide il futuro di una persona, è anche vero che il 90% della colpa è proprio dei rifiu… anima…ragazzi. Per la serie: Come mandare a quel paese centinaia di servizi televisivi e libri?

Ma io mi ritengo intelligente, e reputo da immaturi lanciare il sasso senza affrontare le conseguenze.

Partiamo dai genitori.

Gli unici momenti in cui i genitori possono seguire i figli è quando stanno assieme. In questo breve lasso di tempo devono stare con loro, passare bei momenti familiari e insegnargli come comportarsi. Sebbene il bene e il male non esistano (cosa lunga da spiegare) i genitori devono far sì che i figli non diventino dei delinquenti e quindi gli danno lezioni di vita.

Ora, se i genitori sono gente che non vale, anche il ragazzo avrà buone possibilità di finire in galera; ma se i genitori sono gente per bene e il ragazzo si droga (per restare in argomento) la colpa, si capisce, non è loro.

Se i genitori spiegano una cosa e il ragazzo non capisce, la colpa è unicamente del ragazzo. I genitori posso seguirlo e aiutarlo quanto vogliono ma se per lui non c’è speranza non si può fare nulla. Si prenda atto della cosa, seppur non faccia piacere.

Quello che psicologi, sociologi, teste di cavolo e tutti gli altri sembrano non voler considerare è che i ragazzi hanno un cervello (seppur quasi invisibile) e se decidono di drogarsi lo fanno. La colpa è loro e quindi vanno puniti. Non mi sembra tanto difficile da capire.

Per quanto riguarda la scuola siamo agli stessi livelli d’idiozia. A che serve fare corsi, tenere lezioni o che so io sugli effetti della droga? A meno che ’sti deficienti non vivano in una campana di vetro (nel qual caso non si correrebbe alcun rischio) sanno già cosa sono le droghe e gli effetti che hanno. Se si drogano è perché hanno deciso di farlo, buttare la loro vita (più ossigeno per me, dunque) e gettare vergogna sulla loro famiglia.

La questione è semplice: oggi i ragazzi fanno schifo, sanno di fare schifo e vogliono fare schifo.

I genitori e la scuola devono aiutarli, ma prendiamo atto che la colpa è loro.

Pirate Bay oscurato? Considerazioni personali sullo scaricamento da internet

+000031312008bWed, 13 Aug 2008 16:08:29 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento
L’altro ieri mi è capitato di leggere questo post (http://guiodic.wordpress.com/2008/08/11/ecco-i-nemici-della-condivisione-gli-uomini-che-in-italia-operano-contro-il-p2p/) e ho scoperto due cose che mi hanno scioccato.
La prima è che esiste The Pirate Bay. Sembra strano, visto che è il più famoso motore di ricerca per torrent, ma in tanti anni non ci sono mai capitato e non ne ho mai sentito parlare.
La seconda è che il procuratore di Bergamo Giancarlo Mancusi si è alzato dal lato sbagliato del letto, ha scoperto di aver finito i cereali, di avere il latte scaduto, di aver messo troppo zucchero nel caffè e così, incazzato come un gatto nero, ha deciso di oscurare il suddetto sito mandando un comunicato a tutti i provider.
Questo fatto è comico, triste, e ha fatto imbestialire mezzo mondo; in primis i proprietari di ThePirateBay che hanno aggirato il blocco e in questo sito (praticamente per l’Italia è cambiato l’indirizzo) http://labaia.org/blog/123 hanno pubblicato un messaggio in inglese in cui si definisce l’Italia un paese fascista, mandano a quel paese Berlusconi e Mancusi e fanno gentilmente notare come abbiano risolto il problema alla faccia del governo fascista.
Naturalmente sono d’accordo con loro. Insultare il governo è per me un invito irrinunciabile e poi non si può non considerare che Berlusconi possiede ben 3 reti nazionali, una lista paurosa di vicende con la giustizia e una belle serie di leggi ad personam che dovrebbero fare esclamare a chiunque l’ha votato “Che minchia ho fatto!” (in sostanza, insultate pure il nostro paese che se lo merita).
Per prima cosa, c’è da dire che tale blocco è stato fatto coi piedi perché alcuni riescono a vederlo comunque (con Tiscali ci si dovrebbe riuscire) e poi, come già detto, gli svedesi hanno aggirato il problema.
Viene da piangere a pensare che queste cose succedano pure da noi: la Cina docet, a quanto pare, e anche i paesi musulmani ci danno dentro con la limitazione al diritto d’informazione ed espressione.
Mi chiedo però con che diritto Mancusi abbia adottato tale provvedimento. Intanto ThePirateBay non è un sito da cui si scarica, ma un motore di ricerca che rinvia ai vari torrent su internet. Del resto anche con google io trovo i torrent. Perché non oscurare google, a questo punto?
Ci terrei poi a evidenziare come la Corte di Cassazione nel 2007 (non sono aggiornato, quindi sono pronto ad essere smentito) ha affermato che nessuno è punibile per lo scaricamento se questo non comporta un profitto personale.
Veniamo quindi al tema di questo post: Cosa ne penso io dello scaricamento di file da internet? Io sono a favore e ora spiego perché.
Il motivo per cui in genere si è contrari, s’intentano cause ogni anno e ci si sente presi di mira quando si va al cinema è che se uno scarica un film, poi non va al cinema oppure non compra il dvd provocando una perdita per l’industria. Il secondo motivo è che si viola il copyright (di cui so poco e mi astengo).
Notizia shock: gli studi dimostrano che lo scaricamento favorisce le vendite. Notizia ancora più shock: questo fatto ve lo dimostro io dopo un ragionamento di un minuto. Notizia non shock: i governi e le industrie sono un branco d’imbecilli.
Quando si va al cinema compare prima del film una pubblicità in cui si fa il paragone tra lo scaricare un film e diversi tipi di furto. La logica è che se io non rubo una macchina, perché non è giusto, allora non scaricherò un film.
Io dico che quando si scarica un film non si ruba nulla a nessuno. Perché?
Quando si ruba si prende senza pagare qualcosa a qualcuno che invece l’ha fatto o ne è proprietario di diritto. Sembrerebbe normale allora l’equazione scaricamento=furto ma io chiedo: e se consideriamo lo scaricamento una condivisione di file?
Infatti quando scarico io salvo sul computer un file messo a disposizione da un utente. Questo utente, in scala ridotta, il file non l’ha creato dal nulla. Se il file è suo allora non ci sono problemi, se invece il file è un libro, una canzone, un film ecc. lui ha comprato il prodotto e l’ha condiviso con me  consentondomi di scaricare il file. In scala allargata ogni file torrent, ogni file su emule può essere ricondotto a un singolo individuo che ha comprato il prodotto e l’ha messo in condivisione col mondo.
Questa è la realtà delle cose, quindi non è un furto. E’ come se io andassi da un amico a fargli provare un gioco e mi multassero perché non posso farlo. E’ assurdo no? Eppure lo scaricamento è la stessa cosa; solo che anziché andare a casa vostra io uso internet.
Riassunto: tizio compra bene (non viola la legge e l’industria ha il suo ricavo); io scarico il file condiviso (non violo la legge e all’industria non cambia nulla).
Il “non cambia nulla” è la chiave per cui lo scaricamento aiuta le vendite, ma ne parlo dopo.
Prima voglio fare un altro paragone.
Mediaset trasmette un film e io lo registro. E’ legale? Sì.
Ma cosa ho fatto? Intanto non ho pagato il bene (film), ma ho pagato canone e bolletta della luce per vedere sul televisore il film (i diritti  li paga mediaset) e l’ho registrato per vederlo altre volte indipendentemente dalle trasmissioni.
Nuova relazione: Mediaset (tizio che paga il bene); io che registro il film condiviso da Mediaset in tutta la nazione.
Ma questa relazione è uguale alla precedente! Come è possibile? Lo scaricamento non è un furto? E invece no perché è una condivizione mondiale di un file che un tizio originario ha pagato.
Infatti un tizio ha registrato ho comprato un dvd (l’industria è felice) e l’ha condiviso (trasmesso) con tutto il mondo e io l’ho scaricato (registrato) nel mio computer per vederlo quanto voglio.
Paura, eh?
Per chi a questo punto non si fosse ancora addormentato direi che arrivato il momento di sottolineare il problema della vendite.
Come già detto, il ragionamente dell’industria è che anche se tizio orginario ha comprato il bene tutto il resto del mondo non lo farà e quindi il suo ricavo sarà quello di un solo individuo anziché mondiale. Lo scaricamento rimane legale perché è una condivisione, ma il fatto è che quando presto un film a un amico e lui poi non compra tale bene (o io registro senza comprare il dvd) la perdita di guadagno c’è, ma è insignificante. Il problema però è che su scala globale tale perdita per l’industria è enorme.
Questo ragionamento, detto così, è vero. Lo scaricamento rimane legale, ma la perdita per l’industria c’è. Questo però è vero solo se si ammette che:
1. Chiunque scarica poi non compra.
2. Se le persone non avessero scaricato il file a quest’ora sarebbero andate al cinema, in libreria o a un concerto.
Se queste due ipotesi fossero vere, le industrie avrebbero ragione, ma in verità si sbagliano (e io ho ragione). Entrambi i punti non hanno riscontro nella realtà, o almeno hanno un riscontro marginale.
Per spiegarmi parto dal secondo punto perché, pur venendo secondo come conseguenza e però il punto da cui partire.
Se le persone non avessero scaricato il file a quest’ora sarebbero andate al cinema, in libreria o a un concerto?
La risposta a questa domanda è: FALSO.
La realtà ci dice che nel mercato c’è una miriade di prodotti che si spera verranno venduti. La realtà ci dice anche che oltre ai beni di consumo dobbiamo pagare le tasse, vari servizi e dobbiamo risparmiare una parte del nostro salario per il futuro. Va così che a parte i beni di prima necessità che non cambiano molto, il resto dei beni è più suscettibile al mercato. Ora io mi trovo un gruzzoletto da spendere, le mie preferenze, le mie necessità e tantissimi beni secondari e di lusso tra cui scegliere. Che faccio? Una persona intelligente punta a comprare ciò che gli piace e che lo soddisfa. Piacere e soddisfazione non vanno di pari passo perché io posso spendere 7 euro per un film anziché un altro. Ma se poi non mi piace? Non sono soddisfatto e non potrò vedere l’altro. Nell’incertezza è più conveniente non vedere nessuno dei due film.
Con o senza scaricare, se io non so nulla del prodotto non spenderò mai i miei soldi. (secondo punto confutato)
Ma le persone comprano ogni giorno. Come fanno allora a scegliere? I beni sono di diversi tipi (macchine, libri, musica) e all’interno dello stesso tipo di differenziano per piccoli particolari e la qualità. Tra beni di tipi diversi è facile (se preferisco i film spendo per i film) mentre per beni simili o c’è la fedeltà (guardiamo i film con un attore che ci piace, o di un regista che ammiriamo) oppure c’è la ricerca di qualità che ci porta a informarci sul prodotto (pubblicità, siti internet ecc.) e poi fare le nostre scelte.
Così passo al primo punto. Ho dimostrato che l’assenza dello scaricamento non comporta l’acquisto di un bene mentre ora dimostro come invece lo faciliti.
Pur con tutta la buona volontà del venditore, il consumatore può provare l’effetiva qualità del prodotto solo provandolo. E’ per questo che si danno gli omaggi, le ragazze carine fanno le dimostrazioni ecc. Si cerca di far vedere al consumatore che può spendere i propri soldi.
Lo scaricamento fa esattamente la stessa cosa. Posto che senza di esso uno non comprerebbe lo stesso un prodotto (quindi senza far cambiare i ricavi) se io scarico un film (o una parte di esso) e vedo che mi piace allora è più probabile che vada a vederlo al cinema con gli amici (se sappiamo che sarà un bel film, 7 euro possiamo spenderli in tranquillità) oppure comprerò il dvd per vederlo in qualità migliore o altre cose.
Sembra strano in effetti. Se posso avere una cosa gratis da internet perché poi devo pagare per averla?
A questo rispondo che se non avevo voglia di spendere soldi fin dal principio non cambierà nulla, mentre se ero insicuro sulla qualità del prodotto allora avrò tutti i motivi per spendere.
Questo ragionamento sta alla base del difficile rapporto tra fansub, scanlation  e case editrici (che tratterò in un altro post.
Abbiamo così visto che a conti fatti lo scaricare da internet non solo  è morale e legale, ma aiuta anche le vendite. Se poi il prodotto fa schifo l’industria non può lamentarsi con emule.
Ci sono poi due questioni indirette che sono i prezzi dei beni e la morale.
Se i prezzi dei beni non fossero tanto alti le persone sarebbero molto più invogliate a comprare e ci sarebbe meno bisogno dello scaricare per decidere che fare (propio di questo parlerò in seguito).
Per quanto riguarda la morale c’è da dire che tutto il ragionamento fatto sull’aiuto dello scaricamento si basa sull’ipotesi che poi io compro, ma è anche vero che una persona incivile può decidere di scaricare e non comprare pur potendolo fare. Questo però è un problema che non riguarda lo scaricamento, ma la persona umana.
E con questo ho finito. Se avete letto tutto e siete vivi vi faccio i miei complimenti. Se mi sbaglio su qualcosa o volete insultarmi potete farlo tranquillamente.