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Archivio per la categoria ‘Idiozie varie’

Inizio due collezioni

+000031312009bThu, 24 Dec 2009 16:15:48 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

E’ da diverso tempo che rifletto sulla posizione che l’inglese occupa rispetto alle altre lingue. In Italia i libri degli autori stranieri non inglesi sono una percentuale molto bassa e se si va nelle sezioni in lingua straniera delle librerie è già tanto se c’è qualcosa in tedesco. Naturalmente (almeno a Messina) si trovano solo libri molto conosciuti come quelli di Tolkien,Dan Brown, Paolini, Rowling, Stephen King ecc. Mi chiedo chi debba corrompere per poter trovare tutti i libri Veda in sanscrito e in edizione di lusso con note e immagini; oppure le fiabe di Andersen in danese, Siddharta in tedesco, la bibbia in yiddish, Viaggio a occidente in cinese,  Guerra e Pace in russo ecc.

Quello che voglio è iniziare due collezioni: una di libr/poesie/saggi/fumetti l’altra di film/telefilm/cartoni. Voglio almeno un libro per ogni lingua che mi piace e per i film è la stessa cosa. Per questi ultimi sono aiutato dal fatto che sono tutti in multilingua (anche se la maggior parte è solo in italiano e in inglese) quindi non dovrebbe essere una grossa spesa. Per i libri conto molto sulle edizioni che hanno il testo originale in una pagina e quello italiano nell’altra, così non dovrò impazzire a trovare quel che voglio. Ho anche un amico che dice di essere bravo a trovare libri in lingua straniera. Sinceramente non ho capito cosa intende esattamente (forse li ruba…) ma io aspetto.

Al mondo ci sono tantissime lingue; alcune più conosciute delle altre (che tu sia maledetto fantastico inglese), altre sono morte e altre ancore stanno morendo (dite ciao all’ainu). In Italia lecchiamo i piedi a inglesi e americani e ci chiediamo se è il caso di usare ancora il congiuntivo mentre le altre lingue se non sono insegnate a scuola  non meritano di esistere. Forse mi sbaglio ma a Messina è così e se dici a qualcuno che ti piacerebbe imparare il finlandese ti guarda come se fossi ET (non è un complimento).

Le lingue scelte per i libri al momento sono: inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, olandese, danese, islandese, norvegese, svedese, finlandese, russo, ceco, rumeno, romani, greco antico, latino, turco, msa (modern standard arabic), persiano (farsi), sanscrito, hindi, mandarino, coreano, tailandese, giapponese, mongolo, lingua degli inuit (devo ancora scoprire quale lingua parlano), aramaico, ebraico.

le lingue scelte per i film al momento sono: inglese, francese, spagnolo, tedesco, danese, finlandese, russo, arabo egiziano, arabo del golfo, ebraico, hindi, mandarino, cantonese, coreano, giapponese.

Quindi sono 31 lingue per i libri e 15 per i film. I due elenchi non sono uguali perché i film li vedrò se mi piacerà la lingua mentre per i libri sono interessato anche al libro in sé e per aspetti culturali. I libri saranno anche di grammatica. Non c’è limite al numero di libri e film per lingua. Se troverò altre lingue di mio gradimento le aggiungerò alla lista.

Al momento ho:

Libri: Gardens of the Moon di Erikson, una raccolto di poesi di E.A.Poe, Canto di Natale di Dickens e Norwegian Wood di Murakami in inglese; Angeli e demoni di Dan Brown, A sud della frontiera a ovest del sole di Murakami e una raccolta di poesi di Prevert in francese; libri di grammatica in latino; la Repubblica di Platone in greco antico, alcuni manga in giapponese.

Film: devo fare l’elenco dei dvd che possiedo ma sono certo di averne molti in inglese; Il castello errante di howl e i primi episodi di City Hunter in giapponese; due film di Jackie Chan in cinese (lingua che però non esiste e credo sia invece cantonese)  russo e spagnolo; due dvd di scrubs in spagnolo, tedesco e francese; La Spada nella Roccia che oltre a italiano e inglese a pure tedesco, ebraico e turco e la serie (purtroppo non completa di Planet Survival in arabo del golfo

Libri: 5 su 31   Film: 9 su 15+1

Ho controllato anche i sottotitoli presenti sui dvd e sono: inglese, tedesco,ebraico, turco, spagnolo, portoghese, ceco, danese, finlandese, greco, islandese, norvegese, polacco, svedese, ungherese, russo, arabo, francese, olandese ed ebraico. I sottotitoli non li conterò per nessuna colleziona.

Un messaggio al mondo

+000030302008bSun, 16 Nov 2008 15:49:50 +0000UTC 18, 2007 claudio88 1 commento

Premessa 1: Se siete di quelli cui non piace leggere parolacce, i toni accesi, gli idealisti e qualcos’altro che ora non mi viene, potete anche non leggere qui sotto.

Premessa 2: Questo è un mio sfogo, per cui non m’importa nulla se alcune cose saranno sbagliate o non avranno senso. Verso la fine, però, acquista più pace.

Dunque, a volte bisogna guardare il mondo in faccia, prendere fiato, individuare gli elementi marci e urlare:

Politici, industriali, terroristi e signori della guerra, ANDATE A FARE IN CULO!

Ne ho abbastanza di non poter guardare un telegiornale senza deprimermi; ne ho abbastanza di guerre, morti, carestie, diritti umani violati e atti disumani perpetuati da vermi che indossano bei abiti e vivono succhiando la vita altri; ne ho abbastanza di politici che parlano tanto per dare un senso alla loro carica, che dovrebbero baciare il fango delle scarpe di coloro che li hanno votati e che se ne stanno a casa o non fanno un cazzo; ne ho abbastanza dei terroristi che per seguire ideali di merda uccidono vite e vanno in giro a vantarsene (fottiti Bin Laden e che vada a puttane Hamas); ne ho abbastanza di sentire i capi di stato accusare un paese di avere armi di distruzione di massa e di attentare alla sicurezza mondiale quando sono loro stessi ad avere un testata nucleare sotto il cuscino; ne ho abbastanza di signori della guerra, di dittatori e di presunti uomini che conducono guerre senza fine; ne ho abbastanza di industriali che non si sa chi, non si come, non si quando e non si sa perché  riescono a mettere mani in tutto, ogni tanto si scopre che appoggiano le guerre, che disbocano foreste, che cacciano popoli dalle loro terre e che non sono tanto diversi da com’erano prima che tutti i loro atti venissero scoperti.

In parole povere, visto che si potrebbe continuare ancora per un bel po’: NE HO ABBASTANZA DI QUESTO MONDO!

E non mi si venga a dire che questo sfogo è esagerato, che non posso fare di tutta l’erba un fascio e che è così che va il mondo!

Questo post non è esagerato, ma troppo buono: non si può non urlare il proprio disgusto quando il mondo stesso grida inascoltato.

Questo non è fare di tutta l’erba un fascio: è prendere atto che per ogni politico buono, al mondo ce ne sono dieci che non lo sono; che per ogni cosa buona ci sono dieci persone pronte a distruggerla.

Questo post non è irrazionale, irreale o idealista: è così che stanno le cose.

Il punto è che non dovrebbe essere così| Si possono spiegare tutte queste cose che non vanno, se ne possono trovare le motivazioni e si può dire che la storia va avanti da così tanto tempo che ormai è normale.

Non è normale, dannazione! Tutto questo è incredibilmente irrazionale nella sua normalità. A volte certa gente è equiparata agli animali, ma questo è un complimento. Gli animali vivono, mangiano, si riproducono e poi muoiono: questo è normale e razionale. L’evoluzione è spinta dalla necessità che porta a soddisfare i bisogni, ma che cazzo di necessità c’è nella guerra? Qualcuno mi spieghi per quale fottuto motivo tutto ciò che si tenta di raggiungere con la guerra non può essere raggiunto con la pace. Qualcuno mi spieghi perché non si può vivere in un mondo felice!

Perché la guerra è il metodo più facile e veloce, si potrebbe dire. Ma cosa c’è di veloce in guerre che si protraggono da anni e in negoziati di pace resi inconcludenti dall’ottusità delle parti? Cosa c’è di facile in guerre che distruggono popoli, che fanno soffrire le persone? A che cazzo serve tutto questo? Non voglio ideali, non voglio la storia, non voglio le leggi economiche, non voglio discorsi politici: voglio la necessità, il procedimento razionale che porta a dire “Non c’è altro modo”.

Bisogna dire basta a tutto ciò. Bisogna dire che tutto questo non porta a nulla, che ci sono mezzi pacifici che consentono di risolvere tutti i problemi senza fare soffrire nessuno, che si possono cambiare le cose.

Non c’è buonismo nella pace; non ci sono ideali e non c’è irrazionalità.

C’è il senso del trovare un accordo che soddisfi le parti senza spese, senza sangue e senza sofferenza.

C’è la semplicità del sedersi a un tavolo e discutere con solo l’ausilio degli interpreti, della presenza dei giornalisti e l’ausilio di una penna per ratificare la pace.

E’ irrazionale tutto ciò? E’ impensabile, difficile, costoso, idealista e buonista? Se tutto ciò è sbagliato, vuol dire che io non sono normale, che questo non è un mondo a cui posso appartenere.

Un mondo in cui si preferiscono la guerra, il dolore e le difficoltà alla pace, alla felicità e alla facilità dei rapporti non è il mondo in cui voglio vivere.

Ora, può sembrare un paradosso, ma tutto questo post è scaturito dalla visione di un filmato su youtube del film Aladdin. Non sto scherzando. Ieri notte guardavo alcune canzoni presenti nei film della Disney in francese (stupende, per giunta) e ho scoperto che c’è gente che si è messa a modificare tali canzoni in modo che si susseguano pezzi di testo in lingua diverse: se prima i personaggi cantano in francese, poi cantano in inglese, italiano, giapponese ecc.

Ne ho guardati alcuni e sono rimasto affascinato. Non tanto dal lavoro fatto dagli utenti, ma dal come le canzoni fossere orecchiabili anche senza una lingua unica. Sono rimasto meravigliato di come tante lingue che credevo così lontane da me siano in realtà stupende. Il cinese, il giapponese e il francese insieme sono quanto di più strano e divertente abbia mai ascoltato; l’inglese, l’arabo e l’ebraico sono calde e avvolgenti; le lingue nordiche e slave mi fanno pensare al freddo, ma  sanno riscaldare.

E’ stato come ascoltare una lingua unica dalla mille sfaccettature, capace di creare emozioni anche senza capire le parole. In pochi minuti è stato come vedere un mondo intero unito in un’unica canzone ed è stato bellissimo. Dopo questa gioia mi sono intristito al pensiero di come in realtà l’umanità sia divisa senza sapere che sono proprio le differenze culturali e linguistiche a renderla meravigliosa.

Gli occidentali e gli arabi si odiano; gli italiani ce l’hanno con gli immigrati; gli orientali sono visti con un sorriso maligno al pensiero delle loro lingue così diverse da quelle che meglio conosciamo, dalla loro brevità e acutezza e dal loro accento.

Che schifo. Io vorrei essere in grado di parlare tutte queste lingue, che tutti noi fossimo in grado di parlarle, di capire e farci capire per poi festeggiare. Vorrei avere amici in ogni paese e andare con tutti loro prima a ballare, poi in pizzeria a bere e mangiare e infine al mare, dove potersi fare un bagno di notte e riscaldarsi di fronte a un falò mentre ognuno canta una stessa canzone nella sua lingua.

Sarebbe un sogno… anzi, sarebbe possibile. Non c’è nulla che impedisca di essere amici di tutti e fare quello che ho scritto sopra. Ci sono solo due limiti: la lingua e gli uomini.

Le lingue sono così tante che non si può impararle tutte in un vita, ma si può comunicare tramite una di esse elevata al rango internazionale (sia l’inglese o una lingua internazionale).

Gli uomini sono divisi, ma proprio grazie alla loro diversità possono essere amici. Sta tutto a loro.

Sono ancora più motivato a proseguire i miei studi e imparare le lingue al contempo; italiano, inglese, francese, giappone e quello che verrà.  Non voglio essere italiano, voglio essere cittadino del mondo, voglio essere umano.

Obama vince, Berlusconi spara cazzate, i giornalisti e l’opposizione sono imbecilli e io sto a chiedermi che senso abbia tutto questo.

+000030302008bThu, 06 Nov 2008 22:00:02 +0000UTC 18, 2007 claudio88 2 commenti

Obama ha vinto.

Il mio primo pensiero a questa notizia è stato:”E finalmente! Non ne potevo più di tutte ’ste storie!”

Cera forse qualcuno che aveva dubbi in proposito? Forse solo gli americani. Si potevano benissimo risparmiare le elezioni e mandarlo direttamente alla Casa Bianca. Che si fa? Vado io in America a dire chi sarà il presidente? Nel male, c’ho preso anche con Bush e quest’anno ho azzeccato la vittoria di Sivio. Perché non ci sono le scommesse sulle elezioni?

Comunque, questo è un fatto storico: il presidete è di colore.

Metto la parola “colore” in grassetto per evideziare come tale scelta sia frutto di una scarsa integrazione americana tra bianchi e uomini di colore. Se avete sentito giornalisti dire che Obama è il frutto del sogno americano o che testimonia l’integrazione americana, sappiate che potevate rispiarmare il vostro il tempo.

Se neri e bianchi (odio tale distinzione, ma è immediata) fossero veramente integrati, questa elezione non sarebbe nulla di speciale. Se un bianco vince nessuno si stupisce, mentre Obama è diverso. E’ il primo, sì, ma il punto è che si è posto l’accento sul fatto che un nero si è candidato e ha vinto, non che è stato il primo (notare la differenza sottile, ma sostanziale). A testimonianza di ciò (tralasciando il fatto che le elezioni americane sono una vendita di prodotti in forma umana) ci sono gli elettori di colore che hanno affermato di voler votare Obama solo perché nero. A ricevere voti da ioditi simili, io mi vergognerei, poi penserei al prestigio e ai soldi e infine penserei a tutte le rogne che derivano da tale carica, chiamerei gli amici e andrei in pizzeria. (cara vecchia saggezza popolare)

A parte tutto ciò, a testimonianza di quanto siano stati idioti quelli che hanno votato destra, c’è la notizia di una battutina del Berlusca in cui egli afferma che Obama è “giovane” (mica tanto), bello (cazzo centra?) e abbronzato.

Apriti cielo! Scendano le bestie dell’Apocalisse e che tutta la coca-cola del mondo si sgasi. Tempo 0,5 secondi e giornalisti e opposizione hanno avuto un orgasmo per poi lanciarsi in un turbinio di gioia contro Berlusconi urlando di scandalo, figuraccia e qualche altra stronzata detta lì e là.

Due punti:

1. Berlusconi deve decidersi: o fa il comico, o fa il politico. Personalmente, preferirei la prima opzione così ce lo leviamo di torno (e se si porta via anche gli altri, tanto meglio). Un rappresentante dell’ Italia non può fare certe sparate. Anche un’idiota capirebbe che si tratta di battute, ma certe cose le fai a casa tua (non al bar, che sennò si rimane fregati come il politico di estrema destra belga di cui non ricordo il nome).

2. In risposta alle critiche, Berlusconi ha affermato che giornalisti e opposizione sono un branco di imbecilli. E qui c’è stato il secondo orgasmo. Loro non aspettavano altro; ci godono a certe risposte. Non che ci fosse bisogno di dirlo. Che siano un branco di imbecilli lo sanno tutti. Sono brave persone (i giornalisti), fanno il loro lavoro (i giornalisti), pagano le tasse e rispettano la legge (ancora i giornalisti) ma a volte (i politici sempre) si comportano da imbecilli.

L’opposizione, anziché appigliarsi a qualunque cosa per giustificare tale denominazione, dovrebbe lasciare stare cortei e girotondi del cazzo per andare a riscaldare i sedili delle due camere; ma tanto ci sono gli altri che votano al posto loro. Bruneeetta, dove sei? Qui c’è bisogno di te. Bruneeetta?

Ma se le battute di Berlusconi fanno schifo, Gasparri è anche peggio.

Stamattina andavo a prendere mio fratello a scuola. A  un certo punto sono capitato su RadioItalia; appena me ne sono accorto (temendo l’arrivo della satanica “Novembre”) ho subito cambiato e sono incappato nel discorso della Finocchiaro in cui accusa Gasparri di essere un imbecille (non l’ha detto, ma se l’avesse fatto sarebbe stato più interessante) e gli dice che deve scusarsi con Obama.

In pratica Gasparri ha detto che con Obama il terrorismo è felice. A parte il fatto che esso era felice con Bush, queste affermazioni sono molto più serie che le stronzate di Berlusconi. E’ seguito un dibattito che purtroppo non è sfociato in un rissa (tanto alla radio non l’avrei vista).

Da notare, come l’opposizione abbia rinunciato a fare politica per assumere il ruolo della spia (il bambino antipatico che va dalla maestra se sgarrate) e come la maggioranza si ormai cieca.

Fesserie varie per un manuale di guida reale

+000031312008bThu, 09 Oct 2008 21:03:25 +0000UTC 18, 2007 claudio88 2 commenti

Uno potrebbe chiedermi: – Ma tu dici solo minchiate?

E io: – Certo che no! Le scrivo pure.

 

Si sente spesso parlare degli incidenti stradali, di multe, di pirati della strada,  di gente che non sa guidare e, immancabilmente, della necessità d’insegnare ai giovani come si guida. A parte il fatto che la patente si può prendere anche quando non si è più giovani, ciò che non dicono è che il manuale di scuola guida, a parte far passare l’esame relativo, non serve assolutamente a nulla. Perché? Serve solo per i segnali, ma buona parte di questi sono intuitivi, altri sono inutili, altri non si possono rispettare e altri ancora sono indecifrabili, ma bastano due secondi di ricerca su internet. E fu così che il sottoscritto mandò a quel paese tutte le scuole guida, i tizi inutili che fanno il codice stradale e tanti anni di buoni pensieri. Ma io, a differenza di molti, spiego le cose e vi dico che il motivo per cui i manuali sono inutili è perché sono tutti sbagliati. Esiste infatti un codice nuovo che dopo un anno di pratica ho appreso e che è molto diverso da quello studiato. Il manuale che viene usato dagli automobilisti è duro, spietato, ma è quello che servirà ai neopatentati. Circa 600 euro tra scuola-guida e manuale; per tutto il resto c’è Claudio Giubrone.

Prima di ricevere vere lezioni di guida, occorre però avere la patente. Inizia così la prima lezione divertente di scuola-guida reale.

 

Lezione 1 (tutti i trucchi per imparare a guidare).

Sfatiamo una delle tante stupide dicerie che circolano. Per guidare non serve la patente, ma una macchina e una persona capace. La patente serve a evitare guai con la legge, ma essa è una rottura di balle quindi diciamo che ce ne freghiamo (se i politici non la rispettano perché dobbiamo farlo noi?)

Guidare è semplicissimo, ci vuole circa una settimana intesiva e tutto il resto è solo una limatura dei difetti.

18 anni sono poi l’età ideale per guidare. Il fatto è che sebbene si possa imparare a tutte le età (purché si arrivi ai pedali e si veda la strada) è a partire dai 18 anni circa che si ha la mentalità giusta per guidare. Si sarà abbastanza maturi (si spera) da capire che guidare non è uno scherzo; che ne va della vita degli altri e soprattutto della nostra; che è un segno di maturità di cui andare fieri ecc.

Ma veniamo alla sostanza.

 Si prende il foglio rosa, si chiama er papone e si va in una zona adatta alle esercitazioni (per quelli di Messina sono ottimi lo Zir e il posteggio del campo di calcio).  Arrivati per la prima volta ci si siederà al posto di guida, si metteranno le chiavi nella serratura e il mondo cambierà. Non saremo più i poppanti che si siedono sulle ginocchia del genitore facendo finta di guidare: guideremo per davvero! E’ un momento magico che entrerà nella memoria senza andersene più. Potrebbe considerarsi uno dei giorni più belli nella vita di un uomo, se non fosse che subito dopo premuto l’acceleratore la macchina si spegnerà. Si scopre così l’esistenza della frizione (visto che sta a sinistra la si conosce come “la bastarda leva comunista”). 

Lasciando stare il suo utilizzo, ecco i trucchi per domarla entro una giornata. Io c’ho messo molto tempo perché tutti mi dicevano che dovevo sentire la macchina. Io la macchina non l’ho mai sentita, e così ho studiato la cosa.

Il movimento dell’alzare la frizione e contemporaneamente abbassare l’acceleratore necessità di applicazione perché il corpo deve abituarsi alle resistenze delle leve (consiglio di non mettere le scarpe da ginnastica). Storia vera: la differenza tra le resistenze è tale che la prima volta che guidai la macchina della scuola guida raggiunsi in prima i 200 km/h (non sto scherzando) perché l’acceleratore della mia macchina era molto più resistente (meno male che c’era ancora il freno a mano).

Sostanzialmente ci sono due modi per imparare il movimento giusto:

1. Alzare lentamente la frizione fino a metà e poi premere l’acceleratore; poi ripetere finché non viene naturale.

2. Questo è il metodo che ho usato io e che dopo soli due tentativi mi ha permesso di imparare a guidare (anche questa storia vera). Fermatevi in pianura e levate il piede dall’acceleratore tenendo premuta la frizione. A questo punto dovete solo alzare molto lentamente la frizione e vedrete che a un certo punto la macchina andrà avanti; basterà poi premere l’acceleratore e partirete. Questo metodo serve ad acquisire sensibilità, a conoscere la resistenza della leva, ad avere il controllo del mezzo e a farsi i fighi con i genitori.

Questo è l’unico trucco che vi serve per guidare perché tutto il resto è facile. Imparerete subito tutto le manovre, ma dovrete farlo in salita. Credetemi se vi dico che quando riuscire a fare le manovre in salita  sarete in grado di passare l’esame. Dovete solo ricordarvi di premere di più l’acceleratore e mettere una mano sulla leva del cambio. Da fermi, se alzerete la frizione, arriverete al punto in cui il cambio inizierà a vibrare molto: questo è il  momento giusto per premere l’acceleratore.

Un metodo pratico per vedere se si compiono migliorarmenti: chiedete al genitore di contare quante persone uccidete a ogni lezione. Non sto dicendo di andare a investire le persone (anche se il primo pensiero andrà ai professori) per davvero, ma associare a ogni errore una morte, così da capire quanto sia importante guidare bene. Io per imparare a guidare (ma mio padre sulla guida è molto pignolo) ho ucciso 50 bambini, 30 anziani, circa dieci cani (quelli c’erano per davvero, ma nessuno è morto), io e mio padre saremo morti circa una decina di volte,  e hanno rischiato di venir schiacciati 15 piccioni. Per quanto riguarda i piccioni tenete presente che sono idioti e che si sposteranno solo all’ultimo secondo, quando spaventati cambierete corsia e rischierete d’investire.

L’ultimo trucco è avere fiducia in se stessi. La guida è atteggiamento e consapevolezza. La consapevolezza della maturità necessaria a guidare, dei rischi e dei doveri che ne derivano. L’atteggiamento invece influenza la guida: se sarete nervosi, guiderete malissimo; se sarete arrabbiati, rischierete di fare incidenti (storia vera); se sarete di fretta, raggiungerete i 50 in pochi secondi; se invece sarete sicuri guiderete bene.

Questo è quello che serve per imparare a guidare. Il problema per voi è che sapere guidare da soli è diverso dal guidare in strada con le altre macchine, ma per questo c’è il resto del manuale.