Archivio

Archivio per la categoria ‘Incacchiature’

Un altro scandalo firmato Berlusconi e l’ennesima figuraccia italiana

+000030302009bThu, 18 Jun 2009 14:35:21 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Premettendo che io sono di sinistra (quasi quasi me ne vergogno) noto con disgusto che la politica italiana fa ogni giorno più pena e che la nostra sinistra diventa sempre più vergognosa.

In un paese normale si potrebbe pensare che le polemiche scaturite dalla vita privata di un politico sia un caso più unico che raro; che lo stato deve essere in ottime condizioni per lasciarsi andare a queste stupidaggini; che l’opposizione voglia colpire l’elettorato non facendo politica, bensì – per una volta – attaccando la maggioranza su altre questioni.

Purtroppo in Italia questa situazione è la regola. Politica ogni giorno significa urlare in tv, scambiarsi accuse e insulti, parlare di tutto tranne che dei problemi dello stato. Allo stesso modo il termine opposizione è finito con l’indicare quell’insieme sgraziato, mal organizzato, brutto a vedersi e vecchio di “politici” che passa le sue giornate ad attaccare la maggioranza su questioni cui agli italiani intelligenti (ma forse no) non importa assolutamente nulla.

Da un lato c’è un povero Berlusconi che ha divorziato e che non solo si vede tolto il diritto di rimorchiare una gnocca conosciuta a una festa, ma non può nemmeno andare a donne. Dall’altro lato abbiamo la sinistra (sinonimo di incompeteneza) che attacca, spara cazzate, si dimentica di fare politica e altro. Berlusconi ogni giorno va anche al bagno e mi chiedo perché ancora nessuno lo accusi di portarsi dietro un numero di Playboy.

Si può odiare Berlusconi quanto si vuole ma mi sembra indubbio che quello che fa nella sua vita privata SONO CAZZI SUOI! Se fa qualcosa di illegale in privato sono affari dei giudici, poi dei giornalisti che fanno le domande, poi di Berlusconi che risponde e infine di tutti gli altri. Sono schifiato dal vedere giornalisti che come avvoltoi si buttano su qualsiasi cosa, anche inesistente pur di riempire vuoti nei telegiornali.

La verità è che si è perso il senso della misura e non si riesce più a distinguere la politica dalle cazzate. Lo capisco a Berlusconi: fossi al suo posto anche io farei di tutto per togliermi di torno quei rompiglioni di giornalisti e politici di sinistra.

Se solo si passasse a fare sana politica ( con collaborazione intelligente tra destra e sinistra ) un centesimo del tempo di quello passato davanti ai giornalisti a sparare scemenze risolveremmo tutti i problemi del paese.

Finché non si collaborerà e i politici non faranno quello per cui sono chiamati, non ci saranno miglioramenti.

Devo dirlo: MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO

Immerso in un oceano di felicità, mi accorgo della sofferenza che mi circonda.

+000031312008bFri, 19 Dec 2008 16:11:48 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

In vent’anni di vita ho letto e sentito tante stronzate sulla vita e sulle sofferenza umane, a partire da “se qualcosa può andare storto, andrà storto”. Allo stesso tempo in tv si sente quasi ogni giorno di gente morta o suicidata, di catastrofi e altre cose che mi fanno pensare “Ma io pago la bolletta per ’sta merda? Cazzo, sto mangiando!”.

Lezione rapida: Il bene e il male non esistono e di conseguenza non esistono né la gioia e né la sofferenza.

Gli uomini sono però degli idioti. Per ogni cosa bella della vita riescono a vederne dieci brutte e si sono inventati cose astratte (bene, male, redenzione, paradiso, inferno ecc.) che distinguono ciò che fa bene agli uomini e cosa no. Sentire parlare di queste cose (per me che sono materialista e utilitarista da fare schifo) è un po’ come beccare un uomo nelle parti basse con una palla da baseball.

Il punto è che siamo immersi in un mare di felicità. Se si fa un elenco di tutte le cose belle della vita e di tutte le cose brutte si vede che le cose brutte sono di gran lunga minori, ma anche ben peggiori. Proprio perché peggiori, più in vista,  i mali della vita (scuola, lavoro, fame, morte, malattie…) ci consentono di elevare le cose belle a un livello superiore per il fatto che sono di più e alla portata di tutti.

Invertendo le cose per fare un esempio migliore è come se tutti noi fossimo circondati dall’oscurità. Se siamo in un sistema omogeno, non importa che per un altro tale sistema sia sbagliato perché è tutto ciò che conosciamo, è perfetto e immutabile. Poi notiamo un puntino luminoso nell’oscurità. E’ la nostra variabile, l’elemento esterno . Ci avviciniamo, man mano la luce diventa più grande e ci accorgiamo sempre di più che nel nostro sistema perfetto c’è qualcosa di più.

Il punto è: più siamo tristi e più ci accorgiamo di ciò che ci rende felici; più siamo felici e più ciò che può renderci tristi appare insopportabile.

Felicità e tristezza sono create dagli uomini, ma la prima dipende dalle probabilità e dalle ripetizioni delle nostre azioni. Se avessimo la possiblità di tornare indietro nel tempo a correggere i nostri errori o di ripetere molte volte le nostre azioni, allora saremmo felici perché ci sarebbe sempre la possibilità di rendere la nostra vita migliore.

Invece  per noi stessi abbiamo poche ore e ancor più poche possibilità di rovesciare le situazioni sfavorevoli.

Alla fine l’unico male dell’umanità è la morte. Noi studiamo per trovare un lavoro e lavoriamo per avere i soldi con cui vivere. Viviamo quattro ore al giorno se ci va bene e quando diventiamo abbastanza vecchi da porter vivere tutto il giorno la morte è già davanti alla porta con il gioco Forza 4.

Fossimo immortali saremmo tuti felici. Non ci sarebbe la fame, non ci sarebbe la paura delle malattie, non ci sarebbe il lavoro, non ci sarebbero le guerre… ci saremmo soltanto noi con i nostri passatempi e la nostra vita. E’ questa la verità.

Lezione rapida: se per spiegare la verità c’è bisogno di un professore con una scopa nel culo, paroloni altisonanti, un libro e una schiera di giornalisti e altri professori con la lingua sporca per tutti i culi che hanno leccato, allora non è la verità. E’ solo un mucchio di stronzate create da un idiota per idioti e per essere studiato da idioti in scuole idiote. Se in meno di un minuto ci si interroga su qualcosa e si ottiene una risposta non suscettibile di variazioni dovute alla persona, alla morale e alla religione (gli altri due mali dell’umanità) vuol dire che si ha davanti la verità.

Oggi possiamo essere immortali; possiamo essere felici. Non è qualcosa di realizzabile solo nei libri. Bisonga puntare tutto sulla scienza, sulle cellulle staminali, sulla robotica, su tutto ciò che possa eliminare i difetti del corpo umano.

Un messaggio al mondo

+000030302008bSun, 16 Nov 2008 15:49:50 +0000UTC 18, 2007 claudio88 1 commento

Premessa 1: Se siete di quelli cui non piace leggere parolacce, i toni accesi, gli idealisti e qualcos’altro che ora non mi viene, potete anche non leggere qui sotto.

Premessa 2: Questo è un mio sfogo, per cui non m’importa nulla se alcune cose saranno sbagliate o non avranno senso. Verso la fine, però, acquista più pace.

Dunque, a volte bisogna guardare il mondo in faccia, prendere fiato, individuare gli elementi marci e urlare:

Politici, industriali, terroristi e signori della guerra, ANDATE A FARE IN CULO!

Ne ho abbastanza di non poter guardare un telegiornale senza deprimermi; ne ho abbastanza di guerre, morti, carestie, diritti umani violati e atti disumani perpetuati da vermi che indossano bei abiti e vivono succhiando la vita altri; ne ho abbastanza di politici che parlano tanto per dare un senso alla loro carica, che dovrebbero baciare il fango delle scarpe di coloro che li hanno votati e che se ne stanno a casa o non fanno un cazzo; ne ho abbastanza dei terroristi che per seguire ideali di merda uccidono vite e vanno in giro a vantarsene (fottiti Bin Laden e che vada a puttane Hamas); ne ho abbastanza di sentire i capi di stato accusare un paese di avere armi di distruzione di massa e di attentare alla sicurezza mondiale quando sono loro stessi ad avere un testata nucleare sotto il cuscino; ne ho abbastanza di signori della guerra, di dittatori e di presunti uomini che conducono guerre senza fine; ne ho abbastanza di industriali che non si sa chi, non si come, non si quando e non si sa perché  riescono a mettere mani in tutto, ogni tanto si scopre che appoggiano le guerre, che disbocano foreste, che cacciano popoli dalle loro terre e che non sono tanto diversi da com’erano prima che tutti i loro atti venissero scoperti.

In parole povere, visto che si potrebbe continuare ancora per un bel po’: NE HO ABBASTANZA DI QUESTO MONDO!

E non mi si venga a dire che questo sfogo è esagerato, che non posso fare di tutta l’erba un fascio e che è così che va il mondo!

Questo post non è esagerato, ma troppo buono: non si può non urlare il proprio disgusto quando il mondo stesso grida inascoltato.

Questo non è fare di tutta l’erba un fascio: è prendere atto che per ogni politico buono, al mondo ce ne sono dieci che non lo sono; che per ogni cosa buona ci sono dieci persone pronte a distruggerla.

Questo post non è irrazionale, irreale o idealista: è così che stanno le cose.

Il punto è che non dovrebbe essere così| Si possono spiegare tutte queste cose che non vanno, se ne possono trovare le motivazioni e si può dire che la storia va avanti da così tanto tempo che ormai è normale.

Non è normale, dannazione! Tutto questo è incredibilmente irrazionale nella sua normalità. A volte certa gente è equiparata agli animali, ma questo è un complimento. Gli animali vivono, mangiano, si riproducono e poi muoiono: questo è normale e razionale. L’evoluzione è spinta dalla necessità che porta a soddisfare i bisogni, ma che cazzo di necessità c’è nella guerra? Qualcuno mi spieghi per quale fottuto motivo tutto ciò che si tenta di raggiungere con la guerra non può essere raggiunto con la pace. Qualcuno mi spieghi perché non si può vivere in un mondo felice!

Perché la guerra è il metodo più facile e veloce, si potrebbe dire. Ma cosa c’è di veloce in guerre che si protraggono da anni e in negoziati di pace resi inconcludenti dall’ottusità delle parti? Cosa c’è di facile in guerre che distruggono popoli, che fanno soffrire le persone? A che cazzo serve tutto questo? Non voglio ideali, non voglio la storia, non voglio le leggi economiche, non voglio discorsi politici: voglio la necessità, il procedimento razionale che porta a dire “Non c’è altro modo”.

Bisogna dire basta a tutto ciò. Bisogna dire che tutto questo non porta a nulla, che ci sono mezzi pacifici che consentono di risolvere tutti i problemi senza fare soffrire nessuno, che si possono cambiare le cose.

Non c’è buonismo nella pace; non ci sono ideali e non c’è irrazionalità.

C’è il senso del trovare un accordo che soddisfi le parti senza spese, senza sangue e senza sofferenza.

C’è la semplicità del sedersi a un tavolo e discutere con solo l’ausilio degli interpreti, della presenza dei giornalisti e l’ausilio di una penna per ratificare la pace.

E’ irrazionale tutto ciò? E’ impensabile, difficile, costoso, idealista e buonista? Se tutto ciò è sbagliato, vuol dire che io non sono normale, che questo non è un mondo a cui posso appartenere.

Un mondo in cui si preferiscono la guerra, il dolore e le difficoltà alla pace, alla felicità e alla facilità dei rapporti non è il mondo in cui voglio vivere.

Ora, può sembrare un paradosso, ma tutto questo post è scaturito dalla visione di un filmato su youtube del film Aladdin. Non sto scherzando. Ieri notte guardavo alcune canzoni presenti nei film della Disney in francese (stupende, per giunta) e ho scoperto che c’è gente che si è messa a modificare tali canzoni in modo che si susseguano pezzi di testo in lingua diverse: se prima i personaggi cantano in francese, poi cantano in inglese, italiano, giapponese ecc.

Ne ho guardati alcuni e sono rimasto affascinato. Non tanto dal lavoro fatto dagli utenti, ma dal come le canzoni fossere orecchiabili anche senza una lingua unica. Sono rimasto meravigliato di come tante lingue che credevo così lontane da me siano in realtà stupende. Il cinese, il giapponese e il francese insieme sono quanto di più strano e divertente abbia mai ascoltato; l’inglese, l’arabo e l’ebraico sono calde e avvolgenti; le lingue nordiche e slave mi fanno pensare al freddo, ma  sanno riscaldare.

E’ stato come ascoltare una lingua unica dalla mille sfaccettature, capace di creare emozioni anche senza capire le parole. In pochi minuti è stato come vedere un mondo intero unito in un’unica canzone ed è stato bellissimo. Dopo questa gioia mi sono intristito al pensiero di come in realtà l’umanità sia divisa senza sapere che sono proprio le differenze culturali e linguistiche a renderla meravigliosa.

Gli occidentali e gli arabi si odiano; gli italiani ce l’hanno con gli immigrati; gli orientali sono visti con un sorriso maligno al pensiero delle loro lingue così diverse da quelle che meglio conosciamo, dalla loro brevità e acutezza e dal loro accento.

Che schifo. Io vorrei essere in grado di parlare tutte queste lingue, che tutti noi fossimo in grado di parlarle, di capire e farci capire per poi festeggiare. Vorrei avere amici in ogni paese e andare con tutti loro prima a ballare, poi in pizzeria a bere e mangiare e infine al mare, dove potersi fare un bagno di notte e riscaldarsi di fronte a un falò mentre ognuno canta una stessa canzone nella sua lingua.

Sarebbe un sogno… anzi, sarebbe possibile. Non c’è nulla che impedisca di essere amici di tutti e fare quello che ho scritto sopra. Ci sono solo due limiti: la lingua e gli uomini.

Le lingue sono così tante che non si può impararle tutte in un vita, ma si può comunicare tramite una di esse elevata al rango internazionale (sia l’inglese o una lingua internazionale).

Gli uomini sono divisi, ma proprio grazie alla loro diversità possono essere amici. Sta tutto a loro.

Sono ancora più motivato a proseguire i miei studi e imparare le lingue al contempo; italiano, inglese, francese, giappone e quello che verrà.  Non voglio essere italiano, voglio essere cittadino del mondo, voglio essere umano.

Ragazza rapisce i genitori per comprarsi la droga

+000030302008bWed, 24 Sep 2008 20:45:47 +0000UTC 18, 2007 claudio88 3 commenti

Vedo oggi al telegiornale il servizio su una madre che scopre di avere una figlia quindicenne che deruba la sua famiglia, copia carte bancomat e usa i soldi ottenuti per comprarsi la droga. A rincarare la dose lei e i suoi compagni si mettono pure a spacciarla: che bravi ragazzi!

Inutile fare i giri di parole, chi si droga è un cerebroleso, ma non per gli effetti delle droghe; bensì perché devi essere cerebroleso per farne uso. In questo caso i ragazzi sono pure dei delinquenti bastardi che spero passino un bel po’ della loro vita in riformatorio.

Nonostante potrei continuare a insultare per ore gli adolescenti d’oggi (grazie al cielo non sono mai stato come loro) , continuando per tutto il tempo ad avere ragione, voglio fare un appunto alle dichiarazioni del capo della polizia e di un tizio che hanno concluso il servizio.

Questi due hanno detto che ci vuole educazione e che si devono fare giri per le scuole per informare gli studenti. Le solite banali stronzate che si ripetono ogni volta.

In pratica si continua a vedere i ragazzi come piccoli putti alati innocenti che non hanno mai colpa. Si assiste così al classico squallido scarica-barile che vede lo scambio di accuse tra genitori e scuola. I primi sono accusati di non seguire i figli mentre i secondi di non istruire al meglio i ragazzi.

Tutte stronzate. Se è vero e giusto che i genitori devono seguire i figli e che al giorno d’oggi è a scuola che le menti si formano e si decide il futuro di una persona, è anche vero che il 90% della colpa è proprio dei rifiu… anima…ragazzi. Per la serie: Come mandare a quel paese centinaia di servizi televisivi e libri?

Ma io mi ritengo intelligente, e reputo da immaturi lanciare il sasso senza affrontare le conseguenze.

Partiamo dai genitori.

Gli unici momenti in cui i genitori possono seguire i figli è quando stanno assieme. In questo breve lasso di tempo devono stare con loro, passare bei momenti familiari e insegnargli come comportarsi. Sebbene il bene e il male non esistano (cosa lunga da spiegare) i genitori devono far sì che i figli non diventino dei delinquenti e quindi gli danno lezioni di vita.

Ora, se i genitori sono gente che non vale, anche il ragazzo avrà buone possibilità di finire in galera; ma se i genitori sono gente per bene e il ragazzo si droga (per restare in argomento) la colpa, si capisce, non è loro.

Se i genitori spiegano una cosa e il ragazzo non capisce, la colpa è unicamente del ragazzo. I genitori posso seguirlo e aiutarlo quanto vogliono ma se per lui non c’è speranza non si può fare nulla. Si prenda atto della cosa, seppur non faccia piacere.

Quello che psicologi, sociologi, teste di cavolo e tutti gli altri sembrano non voler considerare è che i ragazzi hanno un cervello (seppur quasi invisibile) e se decidono di drogarsi lo fanno. La colpa è loro e quindi vanno puniti. Non mi sembra tanto difficile da capire.

Per quanto riguarda la scuola siamo agli stessi livelli d’idiozia. A che serve fare corsi, tenere lezioni o che so io sugli effetti della droga? A meno che ’sti deficienti non vivano in una campana di vetro (nel qual caso non si correrebbe alcun rischio) sanno già cosa sono le droghe e gli effetti che hanno. Se si drogano è perché hanno deciso di farlo, buttare la loro vita (più ossigeno per me, dunque) e gettare vergogna sulla loro famiglia.

La questione è semplice: oggi i ragazzi fanno schifo, sanno di fare schifo e vogliono fare schifo.

I genitori e la scuola devono aiutarli, ma prendiamo atto che la colpa è loro.

Ma porc… (primo giorno di scuola, iscrizione all’università e rotture varie)

+000030302008bWed, 17 Sep 2008 18:41:46 +0000UTC 18, 2007 claudio88 5 commenti

Esiste la cosidetta legge di Murphy che dice “se qualcosa può andare male, andrà male” o qualcosa di simile. A parte il fatto che qualunque idiota lo sa, che non c’è un destino avverso contro di noi, e quindi è formulata male, e che ormai sto Murphy mi ha rotto, ci sono giorni in cui mi viene voglia di urlare per lo stress, prendere una sbarra di ferro, andare a fare quello che devo fare e picchiare chiunque mi crei un problema; per la serie: o fate come vi dico io, o mi spacco la faccia.

Oggi ero sul punto di farlo.
Sveglia alle 7 per uscire con mio fratello (madre appresso) e portarlo al suo primo giorno di scuola superiore. La strada normale è bloccata per il traffico, così prendo l’autostrada. Ovviamente appena uscito dall’autostrada rimango bloccato nel traffico. Se ce una cosa che detesto è quando il semaforo è verde e la gente non si muove; finisce poi che quando è il mio turno diventa rosso e rimango fregato. Naturalmente la seconda rotatoria della città non serve a un cavolo con quattro file di macchine che tentono di entrarvi, ma alla fine arriviamo a scuola e saliamo in classe. Alla fine è andata bene. Sono in 13, mi sembra, quindi sarà controllato, le prof sembrano simpatiche e i pochi compagni che ho visto mi sembrano a posto (i telegiornali restano in attesa).

Prima fatica superata.

Si fa pomeriggio e decido di andare a iscrivermi al secondo anno.

In un mondo normale, l’iscrizione a qualunque cosa dovrebbe essere facilissima grazie all’uso del computer: si fa domanda, si fammo i pagamenti e bam messaggio colorato che attesta l’iscrizione. E invece no!

Per fare l’iscrizione ci vogliono 3 ore, due chili persi, benzina consumata e stress a vagonate.

Grazie al cielo ci sono le segreterie online, così scarico i moduli che dovrò compilare. Iniziano le complicazioni. Innanzitutto non è che ti chiedono di pagare una tassa, ma vogliono i dati sul reddito così da farti pagare il giusto, ma io che cavolo ne so di questi dati sul reddito? Chiedo aiuto a mio padre (che per fortuna lavora in banca. Non voglio sapere come fanno gli altri a non impazzire) e tra una montagna di scartoffie troviamo i dati. Prima passo fatto, ma non è finita. Per completare il procedimento non basta completare i moduli, ma devo pure mettere gli stessi dati sulla mia pagina personale della facoltà per ricevere una nota d’iscrizione che nemmeno hanno voluto in segreteria. Dopo questo mi chiede di compilare un questionario di 64 domande per completare l’iscrizione. Stronzate! Un questionario borioso che mi ha preso un’ora di vita per poi ringraziarmi e basta.

Oggi pomeriggio, come già detto, vado in segreteria. I moduli li ho completati a metà perché sono paranoico e voglio il segretario che mi spieghi subito se c’è qualcosa che non va o che non capisco. Il Mercoledì apre dalla 15 alle 17 e io mi presento alle 15:05. “Chi ci sarà mai a quest’ora?”, mi chiedo sorridente. C’era una fila che usciva dall’edificio. “Ma porc…”

Entro e mi metto in fila. Capisco che mi manderanno a quel paese se non mi presento con i moduli completati così mi metto a un angolo e li finisco (per il primo anno si fa tutto al computer, per gli altri a mano!). Mi rimetto in fila e aspetto per 40 minuti con tizi boriosi accanti, due che si mettono a litigare, il caldo e tizi che saltano la fila per chiedere informazioni e ti guardano come a dire “E’ una cosa da poco, perché devo fare la fila?” (comprensibile, ma quando sei tu in attesa rimpiangi di non avere il porto d’armi).

Finalmente arriva il mio turno.

“Ecco il vaglia.”

“Portati via il resto”

“Questi documenti sono compilati correttamente?”

“Si,si”

“Ho già fatto domanda per il tutor (storia lunga) c’è bisogno di rifarla?”

“Futtitinne”

“Me ne sbatto del sport universitario, c’è bisogno?

“Futtitinne”

“Aspetti che metto data e firma”

“Dovete compilarli i prima i moduli. Mi spostate e li compilate”

Pensiero (solo per non fare scenate): “Che cazzo vuoi? Sono in fila da una vita, sudato e devo fare un procedimento inutile visto che sono iscritto dal primo anno. Aspetta un attimo che metto due date e due firme.”

“Ma dai! Manca pure la Marca da bollo”

Pensiero: “Fottiti! Mi costa 15 euro sta marca del cavolo e se si rovina o sbaglio a metterla devo riscaricare il modulo e ricomprarla. Ora la metti e se qualcosa non và mi dai i tuoi soldi.”

Finito tutto.

“Sono iscritto dunque. Tutto a posto?”

“Si,si”

“Grazie al cazzo!”

Dopo questo mi sento sollevato, vado all’altra segreteria (alla mia facolta ce ne sono tre!) e chiedo se ho l’obbligo di frequenza. Mi rispondono di no e quindi ogni volta che voglio posso saltare le lezioni (tanto vado bene comunque).

Tutto a posto, no? Peccato che tornato a casa controllo nella mia pagina dell’università per controllare una cosa. Cosa vedo? il messaggio: Iscrizione sospesa: causa altro.

Che cavolo vuol dire? Controllo i documenti. tra quelli che mi hanno lasciato ce n’è uno che certifica la mia domanda d’iscrizione al secondo anno e ora questo messaggio? La pagina degli esami l’hanno pure aggiornata perché ci sono le materie del secondo e terzo anno, ma quel messaggio mi terrorizza. Scopro anche che ancora non hanno messo il mio voto in Economia Politica, ma per quello ho il libretto di garanzia.

Domani mi tocca chiamare per vedere se ciò è dovuto semplicemente al fatto che ancora devono immettere i dati, o se c’è qualcosa che non va.

Categories: Incacchiature Tag:

Le baby-gang hanno rotto!

+000029292008bMon, 11 Feb 2008 21:42:22 +0000UTC 18, 2007 claudio88 1 commento
Un tempo c’erano i bulli, ragazzi senza cervello che consci di non valere nulla tentavano di dimostrarlo a tutti i costi.
Ci sono ancora, ci mancherebbe, ma negli ultimi anni sono comparse forme nuove di aggregazione quali le baby-gang.
Se il termine è stupido e può far sorridere, la realtà è, ahimè, assai triste.
Accanto alle bande fatte da adulti ci sono ora quelle di ragazzini tra i 12 e i 18 che hanno lo scopo di infettare una società che non li vuole.
Se la legge ha una predilezione per i criminali, che vengono premiati e difesi se un povero onesto cittadino agisce contro di loro, verso i membri delle baby-gang la cosa sfiora la mormobosità.
Nei loro confronti, infatti, non si fa praticamente nulla perché sono minorenni e nelle cosidette società civili vige la regola secondo la quale finché si è minorenni si è puri e innocenti, quando è propio in questa età che si formano i deviati e dovrebbero essere individuati i futuri rifiuti della società.
“Rifiuto” è una parola grossa? E’ incivile e immorale trattarli in questo modo? In verità è stupido e ilarmente ottimistico trattarli in modo diverso. La società si basa sull’ordine e lo stato si basa sulla società, quindi esso ha come fine primario il rispetto dell’ordine esterno e interno e la concessione di benefici e risorse agli individui.
Ma se la società cerca l’ordine, chi lo mina è un parassità, un deviato, che va eliminato perché dannoso.
Quando uno prende l’influenza che fa? Si scusa col virus per non essere un ospite di prima scelta? No, prende la medicina e prende il virus a calci.
Allora si capisce che le baby-gang si meritano sanzioni ben più severe di quelle adulte per i seguenti motivi:
1. Danneggiano la società.
2. Nei loro confronti le persone sono più deboli perché ci fanno problemi ad agire contro di loro, anche se per difesa, e questi rifiuti lo sanno.
3. Se i giovani sono il nostro futuro (se lo sono loro, ringrazio di avere 19 anni e poter fare il mio di futuro) questi vanno corretti per evitare che danneggino la società ancor più di quanto già non facciano.
4. Esistono. Già l’uomo è un parassità per il mondo, un parassità per il parassità è contro natura.
Quanto ancora si vuole che i negozianti si vedano incapaci di difendere i loro interessi nei confronti di un ragazzino armato di taglierino? Quanto ancora si vuole che la legge non tuteli perché essi sono minorenni?
Ricordo che adesso sono minorenni, ma prima o poi cresceranno (di aspetto, s’intende) e allora non ci saranno più problemi ad agire contro di loro, ma nel frattempo non si può tollerare che facciano quello che vogliono.
Bisogna rieducarli con maniere forti, che vadano al di là della predica inutile. Lì si mandi in carcere per un bel pò d’anni o li si faccia lavorare per ripagare la società.

Quando si ride per non piangere: diritti violati.

+000029292008bMon, 04 Feb 2008 23:55:31 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento
Dopo tanti anni sono abituato al fatto che il 90% dei servizi ai telegiornali siano delle scemenze, ma capita che ogni tanto ci sia qualcosa sulla politica che non riguardi battibecchi degni dell’asilo o riferimenti a fatti veramente importanti.
Al di là della situazione a Napoli, oggi sono venuto a conoscenza della violazione di ben due diritti sociali (mica brusceletti) quali sono il diritto al lavoro e al ricevere assistenza. La cosa scandalosa è che la colpa è tutta colpa delle istituzioni che per inettitudine ed eccessiva rigidità stanno causando il fallimento di un artigiano e hanno fatto sì che una donna non ricevesse assistenza medica dopo un infarto.
Nel primo caso, vicino al Tevere un signore gestisce l’attività di famiglia che consiste nel lavorare il marmo (non ricordo il termine giusto). Le autorità hanno avuto l’intelligenza di autorizzare un campo nomade proprio vicino a dove lavora lui, così che, a parti i clienti affezionati non ci va più nessuno.
La cosa che fa ridere (per non piangere) è che per mettere in pratica le direttive del governo – in questo caso sistemare da qualche parte i nomadi- si richiede sempre la consulenza di esperti nei più disparati settori. Viene allora da chiedersi come mai nessuno abbia pensato che un campo nomade avrebbe potuto nuocere alle attività lavorative del luogo.
Ecco alcune considerazioni e/o ipotesi:
1. La legge è applicata da idioti. Questa sembra più una sentenza ma comunque non ci vuole certo un genio a capire che se metti gente che nessuno vuole vedere (non prendiamoci in giro) vicino a sedi di attività lavorative queste saranno compromesse.
2. L’esperto è stato chiamato e qualcuno si è messo d’impegno. Da quel che ho capito dal servizio (non essendo poi io di Roma) la zona in questione è piuttosto isolata. Per cui avranno certamente pensato che andasse più che bene.
3. Se il punto due è esatto (tra l’altro, è più conveniente del primo) scatta l’accusa di negligenza perché si sarebbero dovuti fare controlli e non mi si può nè dire che a Roma non ci sono altri posti dove mettere sti campi (un posto lo si trova sempre) nè che nessuno ha mai fatto caso al signore in questione visto che l’attività dura da mezzo secolo.
Una curiosità aggiuntiva è che nel campo si vedono utilitarie, mercedes e anche un porche. Personalmente mi chiedo come faccia uno che vive in un campo nomade a permettersi una porche.
P.S Io non ce l’ho coi nomadi, i rom, i marcocchini, i musulmani ecc. fino a che non creano problemi, ma questo lo faccio anche con gli italiani e tutto il corollario e mi scaglio sempre e solo contro il singolo colpevole (questo per rompere subito i denti ai maldicenti).
Il secondo servizio è da far cascare le braccia. Un uomo passeggiava con la moglie quando questa ha avuto un infarto. L’uomo, anziché chiamare il 118, si è subito precipitato presso la croce bianca che era lì vicina (non a chilometri di distanza o dall’altra parte della città) per cercare -giustamente- aiuto, ma gli hanno risposto (dialogo modificato dal sottoscritto)
- Signore, lei dovrebbe vergognarsi! Non le hanno insegnato che noi non muoviamo un dito per aiutare qualcuno anche se sta morendo davanti alla nostra porta se prima questi non chiama il 118 , pure nel caso che abbia perso conoscenza o peggio? Chiami il 118 e vada da sua moglie che a quest’ora sarà certamente morta.
- Ha perfettamente ragione. Mi scuso, anzi, per la mia inciviltà. Sono costernato di me stesso. Guardi, facciamo che non è successo niente. Vado da mia moglie morta e poi la invito a bere qualcosa.
Questa è una farsa! E’ inconcepibile e immorale che a un marito disperato gli si dica che la moglie non può ricevere soccorso perché lui non ha chiamato il 118 preferendo andare alla croce bianca che è lì vicino.
Spero non accada mai a me, perché mi verrebbe un infarto per la rabbia, ma prima porterei con all’inferno quanta più gente possibile.
Ognuno ha diritto a ricevere assistenza! Che cazzo me ne fotte di chiamare il 118 quando l’assistenza me la può dare (a questo punto si spera) gente competente a pochi metri di distanza?
Ma si può fare una colletta per mandarli tutti a fare in culo? E che cazzo dai!

Date un contributo per aiutare la Birmania!

+000031312007bSat, 27 Oct 2007 20:11:50 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

La Birmania è uno stato del sud-est asiatico con una nuova cpaitale dal 2006 (Naypyidaw= sede dei re).

Dal 1962 è sotto un regime autoritario che sembrava essersi concluso nel 1988, ma che ha resistito a causa dell’intervento dei militari che arrestarono il vincitore delle elezioni libere. Un paese povero, abbandonato a se stesso che non chiede altro che la democrazia e un aiuto da parte di quei paesi che formalmente dovrebbe provvedere a mantenere la pace.

Il caso delle Birmania (o Myanmar, che è un nome neutrale e più rispettoso delle varie etnie) non è il solo nel mondo – basti pensare ai regimi africani o del Sud-America – ma ha fatto parlare di sè (negativamente parlando) per via delle misure repressive adottate da quei figli di butta- dai quelli del governo su un gruppo di monaci buddisti che hanno osato rifiutarsi di tornare nei loro monasteri e di continuare a manifestare per il loro paese. Tutte le manifestazioni sono sempre state represse con la forza, ma questa è la prima volta che viene usata violenza contro dei religiosi.

La Birmania, dopo che la notizia ha fatto il giro del mondo, ha fatto dietrofront affermando di voler riallacciare i rapporti coi monaci… CAZZATE! Sono al primo anno di Scienze Politiche e ho giusto da poco studiato i regimi autoritari. Quello che faranno sarà trovare giustificazioni alle loro azioni, minimizzare i toni e attenuare le misure repressive, così da far sbollire la situazione. Il governo vuole tenersi buoni i buddisti, ma peccato che le altre minoranze siano abbandonate a se stesse, senza un’apposito riconoscimento senza il quale trovano difficoltà a farsi curare.

Tornando ai monaci non si tratta soltanto di misure repressive adottate contro dei religiosi, ma dei veri e propri atti disumani che mi fanno vomitare al pensiero di essere nello stesso mondo di quelle bestie.

Ringrazio Giuseppe Ianozzi per aver diffuso la notizia: a Roma sono state spedite due foto del corpo di un monaco ucciso dai militari e sottratto all’orbitorio. Posto il link a tali foto solo per chi volesse farsi un’idea della crudeltà a cui sono giunti, ma diffido dal farlo a chiunque sia sensibile (SOPRATTUTTO I MINORI). Pensateci non una volta, ma due prima di cliccare.

http://www.asianews.it/MYANMAR/MYANMAR.html

http://www.amnesty.it/appelli/appelli/Myanmar_16.10.07?page=appelli cliccate invece a questo link per rispondere all’appelo di Amnesty International, ci vuole solo un istante e farete qualcosa di utile.

Francamente parlando, la situazione della Birmania interessa il mondo soltanto perchè ne hanno parlato in televisione. Sono tantissimi i casi simili e ogni giorno tantissime persone devono subire i suprusi più ingnobili. Sono schifiato da quelle bestie, e vorrei tanto averle davanti a me per dirgli qualche parolina.

Passate la notizia ai conoscenti e invitatili ad aderire all’iniziativa. Per quanto mi riguarda passerò la notizia agli amici e chiederò il permesso di appendere un manifesto in facoltà e in un fumetteria che conosco.

Chiudo qui per oggi, cliccate al link della Amnesty International e aiutate.

Tolto Heroes dalla prima serata mi hanno!

+000031312007bFri, 26 Oct 2007 21:55:56 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Forse è una notizia vecchia, ma io l’ho saputo oggi.

Da Domenica scorsa il telefilm Heroes non sarà più in prima serata nel palinsesto di Italia uno, ma verrà spostato in secondo a proiettato il 7 e l’11 Novembre.

La serie, che era stata proiettata per la prima in Italia a partire dal 2 Novembre, non ha avuto un grande riscontro di pubblico già dall’inizio. I dati Auditel palrano chiaro riguardo a questo punto, ma lo fanno a chi ci capisce qualcosa di statistica (io non c’ho mai capito nulla). Al di là delle rimostranze degli appassionati (che contestano tali dati per via del campione indadeguato) mi spiace per questa stroncatura di una bella serie che gli italiani non potranno più vedere in televisione (e sottolineo in televisione).

Certo è che se la serie non ha un buon riscontro di pubblico a Mediaset non importa nulla di proseguire, ma, al di là di tutto, credo sia più importante chiedersi non il perchè sia stato sospeso, ma perchè erano in pochi a vedere tale serie.

A mio avviso i problemi di Heroes (per me sono invece punti di forza) sono:

 Heroes è una serie impegnativa. Siamo abituati a serie organizzate in episodi più o meno conclusivi che sono facili da vedere: se se ne perde un episodio si può tranquillamente continuare a vedere i seguenti senza farsi tanti problemi. In questo modo tante serie proseguono tranquillamente e se hanno un discreto riscontro auditel è anche possibile vedere le repliche e recuperare gli episodli persi. Heroes invece è una storia unica divisa in episodi. Tale storia è molto complessa in sè e per via dei legami dei protagonisti.

I protagonisti inoltre non sono tutti nello stesso posto e solo da circa metà serie in poi s’incontreranno e renderanno la visione della serie più “semplice”. In sè, il fatto che i personaggi non sono tutti nella stessa città porta una difficoltà aggiuntiva al montaggio che deve essere fatto in modo intelligente: si deve dare in un episodio spazio ai diversi protagonisti, ma bisogna fare il cambio di scena nei momenti giusti. Se però uno dei personaggi non piace diventa pesante, noioso (una rottura insomma) seguire le sue vicende.

Heroes sopperisce a questa difficoltà di visione con dei protagonisti interessanti, ben tratteggiati e con un montaggio degno di questo nome che rende fluida la visione, nonostante i continui stacchi.

Gli italiani però sono stati abituati troppo bene con serie che hanno un numero ristretto di location (basti pensare al famosissimo Dr. House che per il 99% del tempo è ambientato in ospedale) e con tutti i protagonisti che si conoscono e stanno nella stessa città.

Un dei punti più a sfavore di Heroes (anche in questo caso per me è un punto di forza) è il tema trattato. A parte gli splendidi monologhi esistenziali a inizio  e fine episodio, Heroes è quanto di più diseducativo si possa vedere in Italia: è ispirata ai fumetti.

A parte il fatto che è un miracolo che non ci siano state milioni di proteste e servizi dopo la prima apparizione di Mohinder, gli uomini con i super-poteri sono un tabù qui in Italia; i fumetti sono bollati come roba per bambini (rimando al post su G.I.D. per cambiare idea), visti come robaccia futile, diseducativa (‘na minchiata). Aggiungiamoci poi la sua dose di splatter (Jessica e Sylar docettano per bene) e abbiamo il mix perfetto per far inorridire i ben pensati e le persone di maggiore apertura mentale, ma non appassionate di fumetto.

Ad esempio mio padre ha bollato tale serie come una cavolata per i superpoteri (ma lui legge i fumetti e non và considerato il solito ben pensante) soprassedendo sullo splatter, mentre mia madre si è rifiutata di proseguire oltre i primi due episodi proprio a causa degli elementi splatter.

Piccoli elementi che, se per molti sono un punto di forza, per la maggior parte delle persone sono aspetti negative (sia in toto che singolarmente).

In giro ho visto anche contestato il fatto che in America la serie è un cult, mentre da noi è poco famosa, ma ciò è dovuto al fatto che tale Heroes è stato fatto pensando al mondo dei comics e a chi li legge (soprattutto).