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Archivio per la categoria ‘Lingue’

Libri in greco antico per la mia collezione

+000031312009bSat, 26 Dec 2009 15:59:01 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Per la collezione di libri ho già pensato a quili libri comprerò per il greco antico (almeno per ora)

Tutti i libri di Platone e Aristotele

L’Iliade e L’Odissea di Omero/Omera (http://www.altana.net/Panorama.htm per capire di che parlo)

la raccolta delle opere di Euripide, Eschilo e Sofocle

Teogonia di Esiodo

Le favole di Esopo

Un libro per studiare il greco antico

Categories: Libri, Lingue Tag:,

Inizio due collezioni

+000031312009bThu, 24 Dec 2009 16:15:48 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

E’ da diverso tempo che rifletto sulla posizione che l’inglese occupa rispetto alle altre lingue. In Italia i libri degli autori stranieri non inglesi sono una percentuale molto bassa e se si va nelle sezioni in lingua straniera delle librerie è già tanto se c’è qualcosa in tedesco. Naturalmente (almeno a Messina) si trovano solo libri molto conosciuti come quelli di Tolkien,Dan Brown, Paolini, Rowling, Stephen King ecc. Mi chiedo chi debba corrompere per poter trovare tutti i libri Veda in sanscrito e in edizione di lusso con note e immagini; oppure le fiabe di Andersen in danese, Siddharta in tedesco, la bibbia in yiddish, Viaggio a occidente in cinese,  Guerra e Pace in russo ecc.

Quello che voglio è iniziare due collezioni: una di libr/poesie/saggi/fumetti l’altra di film/telefilm/cartoni. Voglio almeno un libro per ogni lingua che mi piace e per i film è la stessa cosa. Per questi ultimi sono aiutato dal fatto che sono tutti in multilingua (anche se la maggior parte è solo in italiano e in inglese) quindi non dovrebbe essere una grossa spesa. Per i libri conto molto sulle edizioni che hanno il testo originale in una pagina e quello italiano nell’altra, così non dovrò impazzire a trovare quel che voglio. Ho anche un amico che dice di essere bravo a trovare libri in lingua straniera. Sinceramente non ho capito cosa intende esattamente (forse li ruba…) ma io aspetto.

Al mondo ci sono tantissime lingue; alcune più conosciute delle altre (che tu sia maledetto fantastico inglese), altre sono morte e altre ancore stanno morendo (dite ciao all’ainu). In Italia lecchiamo i piedi a inglesi e americani e ci chiediamo se è il caso di usare ancora il congiuntivo mentre le altre lingue se non sono insegnate a scuola  non meritano di esistere. Forse mi sbaglio ma a Messina è così e se dici a qualcuno che ti piacerebbe imparare il finlandese ti guarda come se fossi ET (non è un complimento).

Le lingue scelte per i libri al momento sono: inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, olandese, danese, islandese, norvegese, svedese, finlandese, russo, ceco, rumeno, romani, greco antico, latino, turco, msa (modern standard arabic), persiano (farsi), sanscrito, hindi, mandarino, coreano, tailandese, giapponese, mongolo, lingua degli inuit (devo ancora scoprire quale lingua parlano), aramaico, ebraico.

le lingue scelte per i film al momento sono: inglese, francese, spagnolo, tedesco, danese, finlandese, russo, arabo egiziano, arabo del golfo, ebraico, hindi, mandarino, cantonese, coreano, giapponese.

Quindi sono 31 lingue per i libri e 15 per i film. I due elenchi non sono uguali perché i film li vedrò se mi piacerà la lingua mentre per i libri sono interessato anche al libro in sé e per aspetti culturali. I libri saranno anche di grammatica. Non c’è limite al numero di libri e film per lingua. Se troverò altre lingue di mio gradimento le aggiungerò alla lista.

Al momento ho:

Libri: Gardens of the Moon di Erikson, una raccolto di poesi di E.A.Poe, Canto di Natale di Dickens e Norwegian Wood di Murakami in inglese; Angeli e demoni di Dan Brown, A sud della frontiera a ovest del sole di Murakami e una raccolta di poesi di Prevert in francese; libri di grammatica in latino; la Repubblica di Platone in greco antico, alcuni manga in giapponese.

Film: devo fare l’elenco dei dvd che possiedo ma sono certo di averne molti in inglese; Il castello errante di howl e i primi episodi di City Hunter in giapponese; due film di Jackie Chan in cinese (lingua che però non esiste e credo sia invece cantonese)  russo e spagnolo; due dvd di scrubs in spagnolo, tedesco e francese; La Spada nella Roccia che oltre a italiano e inglese a pure tedesco, ebraico e turco e la serie (purtroppo non completa di Planet Survival in arabo del golfo

Libri: 5 su 31   Film: 9 su 15+1

Ho controllato anche i sottotitoli presenti sui dvd e sono: inglese, tedesco,ebraico, turco, spagnolo, portoghese, ceco, danese, finlandese, greco, islandese, norvegese, polacco, svedese, ungherese, russo, arabo, francese, olandese ed ebraico. I sottotitoli non li conterò per nessuna colleziona.

Parole tedesche che conosco

+000031312009bTue, 27 Oct 2009 19:25:29 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Non ricordo dove o quando, ma pochi mesi fa, mentre stavo servando in rete, ho letto un articolo scritto da una poliglotta che suggeriva di fare una lista di tutte le parole conosciute della lingua che lo studente aveva intenzione di studiare.

E’ interessante notare che anche se non studio il tedesco è possibile anche per me fare una lista solo ricordando i miei studi a scuola

Ovviamente non conosco lo spelling corretto

Ja (si)

Nein (no)

Fuhrer

Jawol (capito)

Detectiv (detective Conan)

Bundestag (il parlamento della Germania)

Reich (impero)

Wurstel

Strudel

Heinenken (questa è scuola di vita)

Sitz (riferito a cane pernso signifi “sta’ zitto e siediti!”)

Polizei (polizia)

Suppongo che tutte le parole inglesi che teminano in -tion sono anche tedesce, ma non sono abbastanza sicuro per aggiungerle alla mia lista (sono troppo pigro).

Lo scopo di questa lista, per uno studente, è di vedere i progressi degli studi dopo qualche tempo e poi andare a un bar per bere una bottiglia di Heineken.

Queste liste indicano il numero delle parole straniere che è possibile incontrare senza fara alcun corso, soltanto leggendo, guardando la tv o bevendo.

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Che lingua parlano i norvegesi?

+000031312009bTue, 11 Aug 2009 21:29:19 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Io non parlo norvegese, non lo studio e non conosco nessun norvegese eppure ho cominciato a informarmi dopo aver letto questo post .

Gli italiani parlano l’italiano, i francesi il francese, i brasiliani il portoghese (brasiliano) ecc. quindi i norvegesi dovrebbero parlare il norvegese, giusto? Invece no.

Ho letto decine di post sull’argomento e spulciato un po’ wikipedia prima di scrivere qui le mie opinioni.

Per cominciare, dal 1536 Norvegia e Danimarca sono stati un unico regno fino al 1814 e dopo c’è stata l’unione con la Svezia. Ciò a fatto sì che norvegese, svedese e danese siano lingue mutualmente intellegibili,con la conseguenza che i norvegesi possono conversare con uno svedese o un danese e riuscire a capirsi a vicenda.

Quando Norvegia e Danimarca erano unite il danese scritto veniva usato nei documenti ufficiali e quello parlato veniva usato dall’elite nelle occasioni ufficiali per poi cominciare a essere usato come lingua quotidiana. E’ proprio grazie a questa influenza che chi parla norvegese riesce a capire pure il danese.

Da qui bisogna dividere l’argomento in due: norvegese scritto e parlato.

Il norvegese parlato non esiste. Quello che viene insegnato è il dialetto usato nella zona sud-orientale (immagino la più importante dal punto di vista economico e politico). Nel resto della Norvegia ogni regione ha il proprio dialetto; alcuni dei quali sono simili tra loro mentre altri molto diversi (come in Italia). I norvegesi sembrano essere molto legati alla loro identità regionale e non gli piace che il loro dialetto venga definito tale; allo stesso tempo sono in imbarazzo quando non si capiscono tra loro. Lo studente che studia il norvegese deve quindi essere cosciente che in caso andasse in Norvegia potrebbe trovarsi a disagio di fronte a una tale varietà di dialetti. Quello che non ho capito è quale dialetto viene usato dalla tv e dalla radio, ma immagino che nei programmi nazionali venga usato quello orientale mentre i dialetti siano usati per quelli locali.

Il norvegese scritto è una questione ancora più complessa. Per semplificare, ci sono due forme scritte: il bokmal (lingua del libro) e il Nynorsk (nuovo norvegese). La difficoltà principale che ho riscontrato è che pur essendo due forme scritte della stessa lingua (quindi utilizzabili per qualunque dialetto) , vengono considerate come due lingue differenti, con pronuncia e grammatica proprie e putroppo non sono riuscito a chiarire questo punto.

Il Nynorsk è frutto del lavoro di Ivar Aasen che nel 1840 si è messo in viaggio per analizzare i vari dialetti e trovarne gli elementi comuni e/o migliori per separare la lingua dal danese e svedese. Il Nynorsk  è usato da poco più del 10% della popolazione mentre il resto usa il Bokmal.

Il Bokmal deriva dal danese scritto, è stato adottato nel 1907 ed è usato dalla maggior parte della popolazione e dalla quasi totalità delle pubblicazioni.

La scelta tra Nynorsk e Bokmal ha anche motivazioni nazionalistiche e a lungo si è dibattuto sulla questione arrivando al punto che si è preferito lasciar decidere alle varie regioni. C’è stato un tentativo di avvicinare entrambi nel Samnorsk ma l’esperimento è fallito con l’effetto di creare nuove varietà come il Riksmal (più conservativo del Bokmal) e l’ Høgnorsk che è pià conservativo del Nynorsk.


Ogni municipalità può scegliere di usare il nynorsk o il bokmal, avendo però l’obbligo di insegnarli entrambi nelle scuole . Le scuole in genere usano la lingua della municipalità ma comunque si fa un referendum nel distretto scolastico. Alcune municipalità sono neutrali, ma sembrano preferire il bokmal.

Non mi è chiaro ogni quanto una municipalità decida quale lingua usare, ma non credo ci siano ripetuti cambiamenti (sennò gli studenti non capirebbero più nulla a scuola).

Chi si appresta a studiare il norvegese può spaventarsi di fronte a tutto ciò, ma alla fine lo studio del dialetto orientale è quasi obbligato dalla maggior quantità di materiale e lo stesso si può dire per il bokmal che è usato dalla maggior parte dei norvegesi.Una volta imparato il norvegese “standard” chi lo vorrà potra approfondire lo studio del nynorsk e magari imparare un dialetto.

Questo post è un po’ impreciso e non mira a dare risposte esaustive (anche perché non ne ho trovate su internet) ma ha l’intento di mostrare le difficoltà che qualunque studente dovrà affrontare. Le informazioni più complete le ho trovate su Wiki (come sempre), ma nella pagina inglese visto che quella italiana è piuttosto povera di contenuti.

I problemi che ho riscontrato col norvegese non sono un caso unico: i cinesi, gli arabi e gli indiani sono messi molto peggio.

Alla fine tutto dipende dallo studente e da quello che vuole. Nulla gli vieta di lasciar stare il bokmal è concentrarsi solo sul nynorsk o su un dialetto, basta che sia motivato e cosciente della scarsità di materiale a disposizione. In fondo ogni lingua merita di essere imparata e le difficoltà iniziali rendono solo più eccitante la sfida.

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Imparare una lingua come i bambini.

+000031312009bWed, 05 Aug 2009 19:49:54 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Che si possa imparare una lingua senza aprire un solo libro scolastico di grammatica non è impossibile, bensì se ne ha una dimostrazione ovunque si vada: i bambini imparano a parlare senza libri.

Che questo possa farlo pure un adulto è dimostrato dal successo del tizio (non ricorderò mai il nome) che scrive sul sito www.ajatt.com da quello del Norsk Experiment e dalle esperienze di altre persone. Io medesimo sono d’accordo col loro metodo, anche se cerco di correggerlo.

Tra l’altro, se un bambino ci riesce, non dovrebbero esserci problemi per un adulto, giusto? Eppure sono convinto che non basti. I bambini, oltre che odiosi quando sono svegli, sono anche avvantaggiati nel loro apprendimento.

Per cominciare un domanda: Come imparano i bambini?

I bambini sono immersi nella lingua tutto il giorno ed è proprio questa esposizione a consentirgli di padroneggiare la lingua.  Che la grammatica (da sola) non serva è dimostrato dagli inutili anni passati a scuola e non dimentichiamo che uno dei metodi migliori usati da sempre è quello di andare a vivere per un po’ di tempo in un paese straniero (full immersion).

Ma i bambini e la full immersion hanno qualcosa di magico? No.

Per cominciare, i bambini non passano tutto il loro tempo immersi nella lingua. Il loro tempo lo passano a dormire, mangiare, ca@@ e strillare. Quando poi sono svegli sono circondati solo dai parenti (il 90 % del tempo dai genitori). Ne viene che l’esposizione è limitata: solo le frasi pronunciate dai parenti. Lo prova il fatto che nessuno mette un neonato davanti a youtube o alla televisione (o almeno non si dovrebbe fare così).

Il motivo del loro successo è che il poco tempo che passano a contatto con la lingua è fruttuoso:

1. Non hanno niente nel loro cervello, quindi sono come una spugna.

2. I genitori parlano di fronte a loro e dritto negli occhi.

Per il primo punto, i bambini hanno necessità di sapere e il loro primo bisogno e sapere chi sono quei due tizi che gli stanno sempre attorno. Non stupisce infatti che tra le prime parole ci siano sempre “mamma” e “papà” e non “E=mc^2” oppure “Nel bel mezzo del cammin di nostra vita”.

Nel secondo punto c’è il segreto del successo. I genitori parlono molto con i loro figli, ma soprattutto parlano lentamente. Non esiste genitore che dica a un neonato “ Peppiniello, e alza sta cazzo di musica! E ogni cinque minuti, un brindisi cordiale…” (quanto amo Aldo, Giovanni e Giacomo). I genitori invece usano frasi semplici, brevi, le accompagnano con gesti, con espressioni del viso e, soprattutto, le ripetono molte volte. Questo fa sì che il bambino inizi a capire il linguaggio e poi a parlare.

Un elemento cruciale è che i genitori guardano negli occhi figli e, così facendo, consentono loro di apprendere l’esatto movimento delle labbra (il resto lo fa il cervello)  per riprodurre i suoni.

Dopo circa un anno il bambino dirà la sua prima parola. Ancora non capisce la lingua e sbaglia la pronuncia, ma dopo anni riuscirà a parlare.

Se con “imparare come i bambini” si intende quello che ho scritto sopra, allora sbaglia perché tutti coloro che si ispirano a loro usano diversi mezzi per imparare (tv, podcast, musica, libri ecc.). Se invece si intende la base – esposizione costante senza ausilio dei libri di grammatica – allora hanno ragione, ma peccano in un piccolo ma importantissimo punto. Loro non hanno un insegnante che gli spieghi le regole grammaticali (questo lo spiegherò dopo) e che parli per loro.

Fino a sei anni nessun bambino vede un libro di grammatica ma i genitori (e chi gli sta intorno) correggono gli errori di grammatica più comuni (me e mi assieme non si dicono; usa un tono più rispettoso con chi incontri la prima volta ecc.).

Quando chi rifiuta i libri di grammatica afferma di poter imparare la lingua come i madrelingua, fa un grosso errore: Nelle discussioni di tutti i giorni si usa un ristretto numero di parole e di espressioni. E’ per questo che i bambini intervistati in tv fanno sempre una figura pessima: l’esposizione quotidiana non basta, ma va integrata con altri mezzi. Nella lingua italiana il passato remoto e il trapassato non vengono usati quasi più e se non fosse per i libri chissà quanto ci metterebbero a scomparire del tutto.

E’ importantissimo integrare l’esposizione orale con altro materiale: che sia un libro a sostituzione di un insegnante, un film a sostituzione dei genitori ecc.

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Audiobook gratis in francese

+000031312009bFri, 17 Jul 2009 14:26:06 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Tra le cose che apprezzo c’è l’impegno nel diffondere la cultura e se non devo pagare per usufruirne è anche meglio.

Sarà colpa di Sarkozy ma su internet non si trova molto in francese (capisci a me) o forse sono io che non trovo nulla di interessante. Fortunatamente ho scoperto il fantastico sito Litteratureaudio interamente dedicato agli audiobook in francese.

Il lavoro è frutto di un gruppo di persone che offre gratis molti audiobook (più di 800) di ottima qualità. Ci sono le musiche, le voci sono gradevoli e non si sentono rumori fastidiosi di sottofondo. E’ pur sempre amatariole, però, c’è una sola persona per libro che cerca di fare diverse voci e a volte l’audio non è perfetto. Ho riscontratto anche un problema circa il testo: pochissime volte la parola pronunciata differisce da quella del testo per una sillaba lasciando il dubbio se sia il lettore a sbagliare o il testo ad avere un refuso. Gli autori delle opere sono tutti morti da quasi un secolo e le opere di riferimento sono tutte online (specialmente su wiki).

Visto che il francese è la lingua più facile per gli italiani da imparare, accedendo al sito si possono subito imparare diverse parole.

In alto nella hompage c’è il nome del sito e a destra la scritta “Livres audio gratuits à écouter et télécharger” (libri/audio(gratuiti/da/ascoltare/e/scaricare) seguita, subito sotto dalle pagine “Accueil, Notre Association, Nous Aider, Nous contacter, Livre d’or, Forums, Aide” (la pagina principale, l’associatione, come aiutarli, contattarli, libro d’oro, forum, aiuto).

Sul lato destro, a scendere, troviamo: rechercher, notre bibliothèque, genres, recevoir les nouveautés, podcast et RSS, périodes, auteurs, régions et pays, mots-clés, derniers commentaires, sur le forums, top 10 livres audio, liens e partenariats (cercare, la nostra biblioteca, generi, ricevere le novità, podcast e RSS -non so cos’è l’ RSS-, periodi, autori, regioni e paesi, parole-chiave, ultimi commenti, su i forum, top 10 audiobook, link e partners).

A sinistra il primo post ci informa che il sito ha superato gli 800 audiobook mentre il secondo propone delle classifiche per aiutare il visitatore a decidersi.

Scendendo ci sono i post dei vari audiobook. I post sono ridotti e alla fine di ognuno c’è la scritta “voir la page complète de ce livre audio” (visionare la pagina completa di questo audiobook).

Una volta cliccato (prendo la pagine dell’audiobook che sto usando) si apre la pagina completa. Sotto il titolo c’è scritto “Livre audio gratuit posté le 26 juin 2008″ (Audiobook gratuito pubblicato il 26 Giugno 2008) con accanto il numero dei commenti. Sotto c’è “donneuse de voix, durée e genre” (donatrice della voce, durata e genere). Segue la trama la trama e i link per i download: écouter un extrait, télécharger le Tome … de ce livre audio, télécharger ce livre audio par chapitres (ascoltare un estratto, scaricare il tomo… di questo audiobook, scaricare questo audiobook per capitoli).

Dopo tutto ciò si trova: à propos de ce livre, pour aller plus loin, références musicales, consulter la version texte de ce livre, poser une question sur ce texte sur nos forums e rechercher (a proposito di questo libro, per andare più lontano, riferimenti musicali, consultare la versione testuale del libro, porre una domanda sul testo sui nostri forum e cercare)

Alla fine di tutto ciò ci sono i vari commenti.

Francese su internet: le canzoni disney

+000031312009bWed, 01 Jul 2009 14:52:18 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Su internet non c’è molto per imparare il francese (parlo di blog, siti pieni di frasi come IKnow, siti dove si possono vedere film, telefilm e cartoni ecc.) o forse sono io a non trovare quello che cerco. Quel poco che ho trovato è però fatto bene e voglio sfruttarlo al meglio.

Molto utile è Youtube (assieme a tutti i siti che consentono di caricare i video). Personalmente ho sempre amato le canzoni disney e proprio su youtube è possibile trovarle tutte. Alcuni utenti mettono pure il testo nel video oppure a parte (basta cliccare su “ulteriori informazioni” il che è utilissimo per abituare l’orecchio e vedere come le parole vengono pronunciate (bisogna però fare attenzione a che il video non sia in francese canadese).

All’inizio ascolto ognii canzone senza guardare il testo, poi ascolto e guardo le parole e poi mi concentro di nuovo solo sulla canzone. Le canzoni sono così belle e piacevoli che riguardare i video molte volte non è un peso.

Alcuni dei miei video preferiti sono:

C’est le debut (Anastasia)

Reflection (Mulan)

I’m still here (Il pianeta del tesoro)

That’s how you know (Come d’incanto)

Imparare le lingue senza grammatica: è vero o ci sono delle correzioni da fare?

+000030302009bFri, 26 Jun 2009 22:21:19 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Ho un amico che si è messo in testa di imparare nel tempo libero un discreto numero di lingue, e durante una conversazione telefonica mi ha detto “Devo solo imparare come facevo da piccolo”.

A questa sua affermazione sono saltato in aria: anche lui c’è cascato.

Potrebbero essere stati i tizi dietro il sito per apprendere l’inglese Anti-Moon o forse un certo numero di linguisti che sono stati travisati, ma fatto sta che da quando ho cominciato a informarmi su internet sui modi per apprendere le lingue mi sono spesso imbattuto nella medesima affermazione del mio amico. La prima volta è stata quando ho visitato il blog Il Giapponese del Golem che si ispira al “metodo” Ajatt. L’idea di base è che i libri di grammatica non servono e che il miglior modo per imparare le lingue e fare come i bambini: “immergersi nella lingua”.

Scrivo questi post per dimostrare come queste persone si sbaglino in parte. Non dico che non hanno ragione, ma che vedono solo un aspetto della questione dimenticando diverse cose. Come nella cattiva politica, dove esistono solo il bianco e il nero, dimenticano che, anziché andare avanti solo colle tesi, bisogna puntare alla sintesi per ottenere il metodo migliore. E dedico il tutto al mio amico.

Per le mie argomentazioni considero i seguenti punti:

1. Ciò che vado a criticare è il pensiero che costoro esprimono su blog e libri. Se poi intendono altro io non so che farci.

2. A parte un articolo, non prenderò in considerazione le teorie dei linguisti perché non le conoscono. Potrebbero sbagliarsi, potrebbero pensarla come me o potrebbe anche non fregargliene nulla

3. Gli adulti non sono più bambini e i metodi di apprendimento devono essere diversi.

4. Esistono lingue simili tra loro e altre molto diverse.

5.Il rispetto che dovrebbe sempre regnare durante una conversazione. Sono d’accordo su tutto quello che dicono queste persone, ma critico le loro posizioni di base e l’estrema fiducia nel loro metodo che non gli fa vedere i limiti che esso presenta (tra l’altro ho molto rispetto per Davide che scrive il blog Il Giapponese del Golem)

Prima di tutto bisogna vedere cos’è la grammatica e cosa dice chi è contro di essa. La grammatica, in parole povere, è la disciplina che descrive la lingua e si articola in due rami: il primo è la grammatica normativa, quella che si studia a scuola e insegna a parlare e scrivere senza errori; il secondo è la grammatica descrittiva che studia le lingue in modo diacronico e sincronico e stabilisce anche rapporti genealogici tra di esse (Wikipedia per maggiori informazioni).

Gli Anti-grammatica (mi piace chiamarli così) vanno contro il primo tipo lasciando stare il secondo (alcuni perché non sanno che esiste e altri perché non gliene frega nulla). Loro affermano che non c’è bisogno della grammatica normativa perché sanno che tutti i bambini vanno a scuola a 6 anni e che raggiunta quella età sanno già parlare la loro madre-lingua senza aver usato alcun libro di grammatica (anche perché non sanno leggere). I punti fondamentali del loro metodo sono: 1. Bruciare i libri di grammatica. 2. Imparare come fanno i bambini. 3. Massima esposizione alla lingua da imparare.

In genere riscontro un trauma che gli Anti-grammatica si portano dietro: a scuola facevano pena, non sanno parlare nessuna lingua straniera e vedono che i bambini sono più bravi di loro, fanno 2+2 e concludono che è la grammatica a essere sbagliata. Peccato che a sbagliarsi siano loro.

La dimostrazione che sono loro a sbagliarsi è data dal loro stesso metodo. A partire dai 3 punti fondamentali si ha che il metodo usato è: 1. Interessarsi a una lingua. 2.Immergersi in una lingua (sembra sia migliore del bagnoschiuma) 3. Sfruttare tutto ciò che c’è di disponibile: persone, canzoni, tv, internet, libri, SRS programs.

Non posso fare a meno di notare che così facendo non solo studiano la grammatica (che per loro dovrebbe essere bandita dalle scuole) senza nemmeno accorgersene, ma non imparano nemmeno come fanno i bambini. Se poi aggiungiamo che lo studio della grammatica delle scuole ha lo scopo di consentire la massima esposizione a una lingua ne viene che gli Anti-grammatica mentono a loro stessi e a chi gli va dietro.

Spero questo chiarisca le idee al mio amico.Ora voglio vedere come dimostrare il trucco dei bambini.

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Canali televisivi arabi.

+000030302009bThu, 25 Jun 2009 19:24:10 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

Ho un amico che sta studiando col contagocce un po’ di arabo. Quando me ne ha informato io gli ho detto: “Non ci concluderai molto e guarda che l’arabo è come il cinese: non esiste”.

Sempre pronto ad essere smentito, questa mia affermazione nasce dalle informazioni raccolte in giro per internet. Piuttosto che parlare di arabo è più corretto parlare di dialetti. Questi dialetti sono variazioni dell’arabo moderno (usato nei media e nei libri) il quale a sua volta è un ammodertamento dell’arabo classico (quello del Corano). Queste informazioni hanno come fonte dei madrelingua, ci tengo a precisare.

Per quanto riguarda i possibili usi, anziché in arabo moderno è più probabile e facile che un occidentale finisca con l’usare l’inglese e il francese mentre se va a vivere in un paese arabo dovrà imparare, o almeno familiarizzare, col dialetto locale. La cosa migliore sarebbe imparare l’arabo moderno e uno dei dialetti più diffusi, ma restando in Italia è impossibile a meno che non si prenda un egiziano (pare che il loro dialetto sia molto conosciuto anche all’estero) e costringerlo a diventare professore senza alcun pagamento. La prova delle difficoltà d’apprendimento su internet l’ho avuta quando questo mia amico mi ha detto un frase in arabo in cui  c’era una “o” perché, da quel che ne so, la “o” e la “e” sono presenti solo nei dialetti (forse è per questo che per il nome di Gheddafi ci sono 28 traslitterazioni diverse e tutte corrette).

A parte tutto ciò, chi ha Sky può fare pratica con l’arabo moderno mentre in mutande beve una birra. Ho fatto un piccola ricerca e ho scoperto che ci sono ben 10 canali in arabo (più di quelli solamente in inglese):

Canale 560: Al Jazeera 

// 561: Al Arabiya

//562: BBC Arabic

// 565: 2M Monde

// 566: Medi 1 Sat

// 567: MBC Maghreb

// 568: ESC Al Masriyah

// 569: Tunis 7

// 690: Al Jazeera Children (bambini dai 5 ai 10 anni circa)

// 691: Baraem (anche questo per bambini, ma da 0 a 5)

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Come il mondo cambiò, è cambiato e cambierà

+000031312009bFri, 06 Mar 2009 15:23:10 +0000UTC 18, 2007 claudio88 2 commenti

Io studio francese – e per questo ho accantonato temporaneamente l’inglese – ma anche il giapponese. Nonostante sia partito coi migliori propositi, sotto questo fronte mi sono un po’ arenato. La colpa in parte è di Anki. Ci metto in media un’ora a fare una sessione come si deve e alla fine sono svogliato; a volte mi stufo e la faccio senza molta attenzione; alcune volte non trovo nemmeno la forza di continuare. Ho deciso di non aggiungere altre frasi per ora e di concentrarmi sull’ascolto del parlato giapponese e sulla lettura: in questo modo apprenderò le frasi che mi creano problemi (spero), le sessioni dureranno di meno (magari!) e migliorerò nella lingua.

Il principio è: se apprendo una parola ascoltando, quando poi me la troverò scritta sarà più semplice apprendere anche la scrittura giapponese e viceversa.

Il problema della scrittura e che non me la sento di leggere in giapponese, soprattutto se sono frasi lunghe (quindi addio a Wikipedia per ora). Come fare? Con i manga, che presentano dialoghi brevi e dialoghi in forma colloquiale.

Il 14/06/’02 alle16:30/17:00  il mondo cambiò: comprai il numero 17 di Inuyasha. Il 27/02/09 alle 11:00 il mondo è cambiato nuovamente: ho ricevuto i miei primi volumi in giapponese.

In questo blog (giappogolem) scrissi che la serie prescelta sarebbe stata Midori no Hibi, ma alla fine il fato ha scelto Natsume Yuujinchou pubblicato dalla Hakusensha nella collana Hana to Yume Comics (a quanto parò buona parte degli shojo pubblicati in Italia vengono da questa collana).

Fatta la scelta mi sono fatto una serie di domande:

D: Ma io non parlo il giapponese! Come farò a capirci qualcosa?

R: E’ per impararlo che leggerò questo manga. Per me non c’è nulla d’impossibile e alla fine non solo capirò il manga, ma impererò molti kanji, alcune strutture grammaticali… migliorerò, insomma!

D: Ma io volevo Midori no Hibi!

R: Non si trova nulla su internet. I siti che ci sono o non sono forniti o hanno tempi d’attesa impossibili. Amazon non capisco nemmeno come usarlo.

D: Ma la serie non è finita. Non impazzirò nell’attesa del nuovo numero?

R: Ogni volta che leggerò un numero capirò qualcosa di più, ogni lettura sarà come la prima lettura. Nell’attesa potrò anche comprare altro.

D: Ehi! Non saranno mica un mucchio di scuse per soddisfare un impulso puerile?

R: Certo che sì! Stiamo parlando di me dopotutto.

La serie l’ho presa su YesAsia dal numero 1 al 7. C’era anche il fanbook, ma su internet non ho potuto trovare info al riguardo e quindi ho lasciato perdere.

Per ordinare ci si deve registrare, poi si scieglie il prodotto (stando bene attenti perché alcuni sono in più lingue) e si danno le indicazioni. I manga non hanno spese di spedizione e il magazzino non è a Hong-Kong ma in Germania. Ci vuole il codice sicurezza della carta di credito quindi la procedura è  lunga (e noiosa). Alla fine è indicata la data di arrivo. Il pacco doveva arrivare il 2 Febbraio, ma invece nisba; vado sul sito  e vedo scritto “Il servizio postale internazionale fa così schifo che forse dovrete aspettare 7-14 giorni in più”. Aspetto paziente, poi il 18 mando una mail in cerca di chiarezza e mi rispondono di aspettare fino al 26 (sempre perché le poste fanno schifo e forse i tedeschi ce l’hanno ancora con gli italiani) e se per allora non arriverà nulla  dovrò dirglielo e ci penseranno loro. Il pacco è arrivato il 27 poco prima che gli mandassi un’altra mail.

YesAsia è lenta, ma affidabile.

Posto che vedrò anche l’anime, per ogni volume leggerò i capitoli tre volte e poi tutto di fila e ogni volta  vedrò quanto sarò migliorato.