
C’erano una volta due autori Takeshi Obata e Tsugumi Ohba. Il prima era un disegnatore di talento che si fece conoscere grazie ai disegni di Hikaru no Go (capolavoro che consiglio a tutti), il secondo uno scrittore di talento dalla morbosa passione per i trip mentali. La loro storia tutti la conoscono: si sono incontrati e tra una birra e l’altra hanno sfornato quel successo mondiale (con ben tra film e un anime tra l’altro) che è Death Note.
Death Note è una delle opere migliori che siano mai uscite, soprattutto negli ultimi anni; io stesso sono stato uno dei primi a scoprilo e ad apprezzarlo.
Dopo tale impresa i due ci riprovano con un manga dal titolo Bakuman!, tradotto “uomo esplosivo”.
Il primo capitolo di ben 58 pagine è uscito da pochi giorni suscitando curiosità tra tutti gli appassionati.
Io l’ho letto (lo si può fare su questo sito
http://www.onemanga.com/Bakuman/) è ne sono rimasto deluso, ma prima di parlarne (occhi agli spoiler perché dico tutta la trama del capitolo, ma tanto è l’inizio e non rovino nulla) una considerazione personale.
Si è portati a pensare che il successo sia una gran cosa, che dopo l’opera che l’ha reso famoso l’autore andrà avanti, sfornerà altri lavori e farà sempre più soldi. A parte i soldi ciò non è sempre vero.
Il fatto è che dopo un’opera come Death Note tutti si aspettano qualcosa di qualità uguale o superiore, mentre un manga di livello inferiore provoca una delusione amplificata, quando in casi diversi porterebbe alla semplice indifferenza. E’ pieno di autori famosi che sono andati avanti sfornando opere sempre più belle, ma il fatto è che Death Note è stato irripetibile; qualunque opera simile o che cerchi di spodestarlo verrà scovata e messa al rogo. Va da sé che i due non potevano certo ripetere l’operazione e giustamente hanno deciso di cambiare genere dandosi alla commedia scolastica. Scelta che approvo.
Il problema è che questo primo capitolo è mediocre. In parole povere, se gli autori non fossero gli stessi di Death Note i commenti entusiasti, le aspettative e tutto ciò che di positivo si legge al momento non ci sarebbe. Se non fosse per gli autori sarebbero tutti a dire “Che robaccia!”,”La trama fa pena”, “I miei soldi non ce li spendo”. Invece oggi ho letto “Molto bello!”, “La trama sembra interessante”, “Non vedo l’ora che arrivi anche in Italia”
Perché dico che la cosa non funziona? Perché me la prendo tanto? Perché a me Death Note è piaciuto molto, volevo che i due tornassero assieme, ma dandosi a qualcos’altro, e volevo che la qualità fosse buona. Sono stato accontentato, solo che la qualità non c’è.
E non mi si venga a dire che da un primo capitolo non si può giudicare un’opera! E’ una stronzata bella e buona. Chi come me legge manga da più di un anno è in grado fin dalle prime pagine di decidere il destino che una serie avrà nella propria libreria. Chi ne sa qualcosa dalle prime venti pagine sa dire vita morte e miracoli di un manga. Dal primo capitolo l’unica cosa che non si può giudicare è la trama che verrà, ma gli altri elementi, quali regia delle tavole, disegni, resa dei personaggi (non caratterizzazione) e impatto emozionale sono giudicabili fin dal principio. Inoltre questi capitoli di molte pagine servono propio a consentire agli autori di mettere fin dall’inizio le carte in tavola e invogliare i lettori.
Passo ora alla trama per poi analizzare tutto ciò che non va.
Mashiro Moritaka è “un bellissimo bambino” (come Luciana Litizzetto nei Simpson) con un grande talento per il disegno e una passione per i manga ereditata dallo zio, autore di professione. Moritaka ha 14 anni è si prepara agli esami d’ammissione per il liceo. A dispetto del talento, vuole solo una vita tranquilla e normale e il disegno per lui è un hobby e la possibilità di ritrarre la compagna di classe di cui è segretamente innamorato e che ritrae in pose compromettenti (cicciolina sta studiando la cosa per un nuovo film). Moritaka, oltre che palloso e per nulla sognatore, si scorda il quaderno in classe.
“Che sfiga!”, dice Moritaka, che ne ha bisogno per gli esami.
Torna in classe e chi trova? Takagi Akito! Costui è un sedicente ragazzone coi volti più alti della scuola che guarda caso sta nella sua stessa classe (genio ai disegni, gnocca della scuola e genio agli studi, nella stessa classe. Che culo!) e che gli propone di realizzare un manga, diventare famosi e ciullare come il gurzo del Borneo Meridionale (in Calabria). Moritaka rifiuta pensando allo zio sfigato (che dal Gurzo invece è stato ciullato) e torna a casa. Takagi lo chiama e gli dice di incontrarsi a casa della ragazza che Moritaka ama. I due s’incontrano (Moritaka scopre solo adesso dove effettivamente si trova) e Takagi citofona facendo uscire la ragazza; le dice che conosce il suo sogno di voler fare la doppiatrice di anime (di nuovo: Che culo!) e le promette che lui è Moritaka diventeranno dei famosi mangaka (chiunque al posto della ragazza avrebbe detto ” E chi se ne frega!”) . Moritaka è pieno di brio, cambia idea all’istante, promette di diventare famoso e le chiede di sposarlo. La ragazza arrossisce, scappa in casa e dal citofono dice che lo sposerà quando lui sarà famoso e lei doppiera nell’anime tratto dal suo manga (A costo di ripetermi: Genio dei disegni + Genio pappone ai testi che vuole soldi+ gnocca della classe che casualmente vuole fare la doppiatrice, che ama Mortika pur non avendo mai parlato assieme + promessa di matrimonio accettata= Che culo!).
La cosa divertente è che la ragazza dice che non si dovranno vedere fino a quel momento (segue commento di Moritaka: Che cosa!!! Niente pomiciate fino a quel momento? Tanto vale che divento prete!) ma potranno comunque incoraggiarsi a vicenda (chi troppo vuole nulla stringe, ma il sesso per telefono è sempre meglio di nulla). Il capitolo finisce con Moritaka che manda a quel paese gli esami del giorno dopo e si mette a studiare i manga (porno).
A parte alcuni commenti messi da me per rendere la cosa più diverntente, è tutto come l’ho descritto. Se ancora non si capisse perché tale capitolo non vale (ripeto che a parte il commenti divertenti e tutto tristemente vero) ecco elencato tutto ciò che viene da dire leggendo il capitolo.
1. Alla fine ci si chiede se non sia tutto uno scherzo e gli autori vogliano solo prendere in giro di aspiranti mangaka (in questo caso tutti i difetti diventerebbero pregi). In tal caso ne sarei felicissimo. Se invece vogliono fare i seri la delusione rimane.
2. Visto che la storia è ambientata verso la fine dell’anno scolastico e che dopo i tre si separeranno mi chiedo se questa non sia una miniserie oppure gli autori si sono inventati qualcosa per tenere i tre uniti.
3. Se non si fosse capito, un genio dei disegni, un genio dello studio e la più bella della classe sono tutti vicini di banco.
4. Moritaka e la ragazza si amano senza aver mai comunicato. E’ comprensibile che il secondo cervello di Moritaka lo sia, ma quando i due decidono di sposarsi cosa dovrebbe provare il lettore?
5. Il destino incrociato dei tre è un’altra di quelle coincidenze ridicole.
6. La regia e le tavole sono quelle di sempre e quindi nulla da dire.
7. Il disegno è peggiorato, oppure involuto. Già dall’immagine promozionale si notano tre cose: Moritaka sembra una ragazza; lo stile è peggiorato, più simile a quello standard per uno shonen, ma perde in confronto con lo stile di Death Note e Hikaru no Go; i due hanno 14, ma sembrano più grandi (addio realismo visivo di Hikaru no Go e Death Note).
8. Immagino che durante la lettura mi sarei dovuto mettere a ridere, ma mi veniva da piangere.
9. Scordatevi la profondita dei personaggi che traspare dalle prima pagine di Death Note. I personaggi sono piatti dall’inizio alla fine del capitolo, non esprimono umanità e dubito che le cose cambieranno.
10. Il tilo fa schifo: ” Cosa stai leggendo?”; “Bakuman”; “Prrr!”; “Perché fai così?”; “Che diamine vuol dire?; “Uomo esplosivo”; “Prrr!”
Dovrebbe essere tutto (andare oltro il dieci sarebbe troppo), ma leggendo il capitolo le cose sono pure peggiori.
A dispetto di quanto dicono tutti, anche io continuerò a leggere questa serie, ma non perché mi sia piaciuto il capitolo. I difetti sono tutti lì, li ho visti e li ho scritti. Continuo a leggere perché non voglio credere che l’autore di Death Note si sia fumato il cervello e spero in qualche sorpresa, e se si scoprirà che l’intento degli autori è umoristico e di presa in giro per gli autori di manga sarò pronto a cambiare idea (anzi, ci spero).