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Diario di inglese e francese (più un po’ di giapponese)

+000031312008bThu, 30 Oct 2008 12:21:57 +0000UTC 18, 2007 claudio88 2 commenti

Da oggi, inizio a studiare seriamente le lingue inglese e francese. La differeza, rispetto agli altri miei tentativi e che seguirò il metodo AJATT e Norsk grazie ai quali ho capito dove sbagliavo e ho avuto spunti per migliorarmi.

Il problema è che io l’immersion environment non posso farlo a tempo pieno perché durante lo studio ho così tante distrazioni che non posso aggiungerne un’altra e poi un’altra serie di momenti in cui non posso proprio. Comunque m’ingegnerò per ascoltare la lingua il più possibile.

Giapponese: il giapponese lo studierò seriamente passato l’esame di francese a Giugno/Luglio. Ci sono però 1945 (solo io trovo inquietante questo numero?) kanji da imparare e così ho pensato che fino ad allora posso concedermi ogni tanti di impararne qualcuno a piccole dosi. In questo modo darò sfogo alla mia voglia d’imparare il giapponese senza mancare di studiare francese; quando sarò il momento di studiare avrò già fatto qualcosa e, inoltre, questo studio aggiuntivo non influirà sulle altre attività perché saranno pochi i kanji che tenterò di imparare. Non rischierò nemmeno di scordarli strada facendo perché li ripasserò grazie a questo sito (http://kanji.koohii.com/) veramente utile per il loro studio. I kana è meglio farli dopo perché dopo aver imparati tutti i kanji, questi ultimi saranno una passeggiata.

Inglese: Per l’inglese userò il metodo AJATT con l’immersion environment. In pratica, andrò su internet, leggerò solo siti in inglese (a parte quelli italiani che ho sui preferiti) e guarderò film e telefilm in inglese (a parte quelli disponibili sono italiano). A questo accompagnerò l’uso di Anki, un SRS che si trova a questo sito (http://www.ichi2.net/anki/) Il problema con essa è che non trovo frasi difficili da imparare perché a me mancano soprattutto i vocaboli, ma tenterò di metterci più cose utili possibili.

Per vedere telefilm, userò i dvd di Scrubs che possiedo, l’opzione di sky per vedere in lingua originale e http://www.surfthechannel.com/ che è un sito di raccolta di link ad altri siti dove si possono vedere online i telefilm in inglese. Da notare come ci siano molti siti come youtube e che sono in giapponese (per studiare l’inglese bisogna andare sui siti giapponesi XD). Sono anche in cerca di podcast, file audio con cui abituare le orecchie al parlato reale. Al momento ho trovato questi due siti: http://www.betteratenglish.com/ e http://www.china232.com/blog/ (entrambi gratis).

Francese: prima di studiare una lingua bisogna porsi un obbiettivo, e se le lingue sono più di una bisogna realizzare che il cammino sarà più lento e che ci si deve organizzare. Visto che lo studio del giapponese sarà quasi nullo, i contrasti sono tra inglese e francese.

Il mio ragionamenot è questo: l’esame ce l’ho tra 8-9 mesi quindi fino a fine Dicembre circa il parlato mi occupo solo di inglese, poi mi applico anche in francese. Alle letture in inglese, accompagnerò in misura molto maggiore quelle in francese. Ciò è possibile perché lo sforzo da fare è diverso. Con l’inglese sono a discreti livelli di comprensione, e devo concentrarmi sull’ascolto e sul parlare fluentemente, mentre col francese sono un completo principiante a cui serve prima di tutto sviluppare la comprensione e farsi un vocabolario. Ciò mi consentirà di studiare le lingue assieme, adattandomi alle diverse esigenze.

Per il francese ho deciso di usare in un primo momento il metodo Norsk Experiment (ormai lo considero un metodo vero e proprio) in cui si legge e ascolta, senza libri di grammatica o vocabolari, lasciando che il cervello faccia le proprie connessioni e apprenda da sé. Ciò è possibile perché il francese è  una lingua neolatina e quindi è più facile per un’italiano comprenderla anche senza basi (il norvegese è più facile invece per chi conosce inglese e tedesco). Studierò leggendo One Pound Gospel di Rumiko Takahashi. I manga sono perfetti perché ti insegnano il parlato (quello c’è nei dialoghi) e con l’aiuto dei disegni offrono un contesto che facilita moltissimo la comprensione.

A metà Novembre vedrò se ci sono stati progressi.

Per chi studia francese: prego chiunque studi il francese di segnalarmi siti utili con risorse audio (non siti di grammatica) o siti di scanlation con manga completi (finora ho solo sbattuto la testa inutilmente).

Metodi diversi per imparare le lingue e i miei studi di inglese, francese e giapponese

+000031312008bTue, 28 Oct 2008 16:05:51 +0000UTC 18, 2007 claudio88 2 commenti

Ho studiato inglese alle elementari, alle medie, alle superiori e all’università. Mi è servito a qualcosa? No.

A volte si sente qualcuno (magari in televisione) lamentarsi dello scarso livello di conoscenza della lingua inglese da parte degli studenti italiani. Segue ciò uno sproloquio inutile e falso sulla scuola che non funziona, gli studenti che non hanno voglia, il decreto della Gelmini (beh, questo solo da poco) ecc.

Ho sempre avuto bei voti in inglese, ma il punto è che l’ho studiato e basta, non l’ho imparato. Lo studio è temporaneo, ti fa avere un voto, ma se tu non vuoi imparare, o non continui a imparare anche dopo gli studi, non serve a molto.

Imparare deve essere un’azione individuale spinta dal vero desiderio di conoscenza, quindi la scuola non serve a questo scopo.

Dopo alcune ricerche su internet ho trovato due metodi alternativi allo studio scolastico. Il pregio di questi due metodi è che sono economici, semplici, efficaci (questo lo spero) e fanno sì che un autodidatta si faccia baciare i piedi da uno studente universitario in lingue che passa ore e ore su regole grammaticali. Questi due metodi sono “Ajatt” e “Norsk Experiment”.

Premesse:

Tutti e due partono da una domanda: “Com’è che un bambino impara la lingua natia senza studiare e io che studio da anni sui libri non so rimorchiare in un paese straniero?”

La risposta è che il bambino è immerso nella lingua. Non passa giorno che non sia circondato dalla lingua scritta e parlata. In questo ambiente il cervello assimila la lingua naturalmente.

Sembra una stronzata, ma se ci si riflette è vero.

Il Metodo AJATT

Il metodo  AJATT me l’ha fatto conoscere questo blog (LordGolem).

Essenzialmente, esso consiste nell’ Immersion environment in cui uno è circondato dalla lingua che vuole imparare attraverso libri, fumetti, musica, tv ecc. In questo modo il cervello si abitua alla lingua e man mano che passa il tempo si impara la lingua. Lo studio della grammatica è sconsigliato -al massimo un rapido sguardo alle regole più complicate- a favore degli esempi. In pratica si devono prendere tantissimi esempi delle diverse regole, o anche slegate da esse, e sfondarsi il cervello finché la comprensione non diventa naturale. Nel far ciò vengono in aiuto i programmi SRS (ce ne sono diversi in giro) che consentono di scrivere una frase e poi te la ripropongono dopo un certo lasso di tempo, seguendo un algoritmo, in modo che il cervello si abitui e riesca a comprendere la frase naturalmente, senza mettersi a ripeterla a pappagallo.

Questo metodo funziona realmente. Alcuni anni fa provai il programma Rosetta Stone (il cui CD non so dove sia finito) che funzionava all’incirca allo stesso modo. Presentava un’immagine, una frase che la descriveva e poi un file audio. In poco meno di un’ora avevo imparato spontaneamente alcune parole giapponesi, le congiunzioni e semplici regole grammaticali semplicemente osservando gli esempi.

Il metodo Norsk Experiment

Questo metodo è quasi uguale a quello AJATT ma è radicale. In sostanza, esso si basa totalmente sull’immersion environment. Il nome (il termine “metodo” l’ho aggiunto io) deriva da un esperimento dell’autore del sito. Suo fratello gli ha chiesto un giorno di imparare il norvegese e lui l’ha fatto. Ha preso un catalogo scritto in norvegese e alcuni file audio. Non ha usato libri di grammatica e non ha sfogliato un solo vocabolario. Con solo l’aiuto delle regole di fonetica, ha passato il primo mese a leggere il catalogo e, se prima non capiva nulla, alla fine ha imparato alcune parole che poi sono diventate frasi e alla fine è riuscito a parlare un po’ di norvegese.

Questo esperimento dimostra che si può imparare una lingua da autodidatta senza alcun aiuto classico. I risultati dipendono dal tempo impiegato e dalla voglia.

Condivido l’idea di fondo e il metodo usato in tutti e due casi, ma personalmente preferisco anche un’infarinatura di grammatica, sia perché dopo le regole ci sono pure gli esempi, sia perché così, anziché vedere venti frasi per capire una regola, si comprende subito un costrutto e il lavoro è velocizzato.

In sintesi, per me è meglio una lettura veloce delle regole, man mano che si incontrano,  e poi darci sotto con le frasi e l’immersion environment.

Ora si viene a me.

Io parlo l’italiano, voglio imparare l’inglese per poter arrivare anche a vivere tranquillamente in America o in Gran Bretagna, voglio arrivare a parlare discretamente il francese (nel caso mi serva in futuro per lavoro) e voglio conoscere il giapponese per poter essere in grado anche di vivere in Giappone (sarebbe un sogno).

Preso atto di ciò, una considerazione sorge spontanea: Alla fine il mio obbiettivo sarebbe arrivare a parlare quattro lingue!

Mica male,no?  Ci si stupisce sempre quando uno afferma di parlare più di due lingue.

Tornando con i piedi per terra, bisogna vedere se ciò è effettivamente possibile.

L’italiano lo so, quindi sono già a quota uno.

L’inglese l’ho studiato per tanto tempo, così riesco a sostenere una conversazione, a ordinare da mangiare, a leggere su internet e a capire qualcosa quando si parla. In una scala da 0 a 10, dove gli estremi stanno per completo ignorante ed esperto, direi che sono a un 6 1/2 (5 io l’intendo come livello scolastico). Devo quindi impegnarmi per migliorare la padronanza della lingua.

Il francese l’ho studiato per tre anni alle medie. Non ricordo più nulla, ma devo studiarlo per la scuola. Ho notato il livello di comprensione è rimasto lo stesso di quello che avevo alle medie perché se la mia abilità nel parlato (dopo un mese di alcune lezioni all’università) si attesta sull’1 (sempre in una scala da 0 a 10) il mio livello di comprensione è un 4-5 (livello intermedio riferito alle medie). Devo quindi impegnarmi per raggiungere un equilibrio e migliorare la lingua.

Il giapponese lo amo, ma ho deciso da poco di studiarlo seriamente ed arrivare a livelli ottimi (voglio sostenere l’esame di JLPT per fare lo sborone, in sintesi ^_^). Il problema è che ho gli esami e che in generale sono messo malissimo riguardo ai crediti (colpa anche di quel bastardo di sociologia -possa morire!). Ho deciso dunque di rimandare lo studio finché non avrò passato l’esame di francese all’università. Conto di farlo a Giugno/Luglio perché voglio andare bene, quindi mi sa che alla fine non resisterò e mi metterò comunque a imparare qualcosa. L’hiragana e il Katakana mi sa che inizio a studiarli a piccoli passi, però, così da poter partire tranquillo con lo studio dei kanji.

Per tenere conto dei miei risultati e trovare sempre uno sprono allo studio delle lingue, conto di scrivere prima i post circa la mia condizione iniziale e poi uno man mano che vedo dei miglioramenti.