Immerso in un oceano di felicità, mi accorgo della sofferenza che mi circonda.
In vent’anni di vita ho letto e sentito tante stronzate sulla vita e sulle sofferenza umane, a partire da “se qualcosa può andare storto, andrà storto”. Allo stesso tempo in tv si sente quasi ogni giorno di gente morta o suicidata, di catastrofi e altre cose che mi fanno pensare “Ma io pago la bolletta per ’sta merda? Cazzo, sto mangiando!”.
Lezione rapida: Il bene e il male non esistono e di conseguenza non esistono né la gioia e né la sofferenza.
Gli uomini sono però degli idioti. Per ogni cosa bella della vita riescono a vederne dieci brutte e si sono inventati cose astratte (bene, male, redenzione, paradiso, inferno ecc.) che distinguono ciò che fa bene agli uomini e cosa no. Sentire parlare di queste cose (per me che sono materialista e utilitarista da fare schifo) è un po’ come beccare un uomo nelle parti basse con una palla da baseball.
Il punto è che siamo immersi in un mare di felicità. Se si fa un elenco di tutte le cose belle della vita e di tutte le cose brutte si vede che le cose brutte sono di gran lunga minori, ma anche ben peggiori. Proprio perché peggiori, più in vista, i mali della vita (scuola, lavoro, fame, morte, malattie…) ci consentono di elevare le cose belle a un livello superiore per il fatto che sono di più e alla portata di tutti.
Invertendo le cose per fare un esempio migliore è come se tutti noi fossimo circondati dall’oscurità. Se siamo in un sistema omogeno, non importa che per un altro tale sistema sia sbagliato perché è tutto ciò che conosciamo, è perfetto e immutabile. Poi notiamo un puntino luminoso nell’oscurità. E’ la nostra variabile, l’elemento esterno . Ci avviciniamo, man mano la luce diventa più grande e ci accorgiamo sempre di più che nel nostro sistema perfetto c’è qualcosa di più.
Il punto è: più siamo tristi e più ci accorgiamo di ciò che ci rende felici; più siamo felici e più ciò che può renderci tristi appare insopportabile.
Felicità e tristezza sono create dagli uomini, ma la prima dipende dalle probabilità e dalle ripetizioni delle nostre azioni. Se avessimo la possiblità di tornare indietro nel tempo a correggere i nostri errori o di ripetere molte volte le nostre azioni, allora saremmo felici perché ci sarebbe sempre la possibilità di rendere la nostra vita migliore.
Invece per noi stessi abbiamo poche ore e ancor più poche possibilità di rovesciare le situazioni sfavorevoli.
Alla fine l’unico male dell’umanità è la morte. Noi studiamo per trovare un lavoro e lavoriamo per avere i soldi con cui vivere. Viviamo quattro ore al giorno se ci va bene e quando diventiamo abbastanza vecchi da porter vivere tutto il giorno la morte è già davanti alla porta con il gioco Forza 4.
Fossimo immortali saremmo tuti felici. Non ci sarebbe la fame, non ci sarebbe la paura delle malattie, non ci sarebbe il lavoro, non ci sarebbero le guerre… ci saremmo soltanto noi con i nostri passatempi e la nostra vita. E’ questa la verità.
Lezione rapida: se per spiegare la verità c’è bisogno di un professore con una scopa nel culo, paroloni altisonanti, un libro e una schiera di giornalisti e altri professori con la lingua sporca per tutti i culi che hanno leccato, allora non è la verità. E’ solo un mucchio di stronzate create da un idiota per idioti e per essere studiato da idioti in scuole idiote. Se in meno di un minuto ci si interroga su qualcosa e si ottiene una risposta non suscettibile di variazioni dovute alla persona, alla morale e alla religione (gli altri due mali dell’umanità) vuol dire che si ha davanti la verità.
Oggi possiamo essere immortali; possiamo essere felici. Non è qualcosa di realizzabile solo nei libri. Bisonga puntare tutto sulla scienza, sulle cellulle staminali, sulla robotica, su tutto ciò che possa eliminare i difetti del corpo umano.