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Articoli taggati ‘morte’

Immerso in un oceano di felicità, mi accorgo della sofferenza che mi circonda.

+000031312008bFri, 19 Dec 2008 16:11:48 +0000UTC 18, 2007 claudio88 Lascia un commento

In vent’anni di vita ho letto e sentito tante stronzate sulla vita e sulle sofferenza umane, a partire da “se qualcosa può andare storto, andrà storto”. Allo stesso tempo in tv si sente quasi ogni giorno di gente morta o suicidata, di catastrofi e altre cose che mi fanno pensare “Ma io pago la bolletta per ’sta merda? Cazzo, sto mangiando!”.

Lezione rapida: Il bene e il male non esistono e di conseguenza non esistono né la gioia e né la sofferenza.

Gli uomini sono però degli idioti. Per ogni cosa bella della vita riescono a vederne dieci brutte e si sono inventati cose astratte (bene, male, redenzione, paradiso, inferno ecc.) che distinguono ciò che fa bene agli uomini e cosa no. Sentire parlare di queste cose (per me che sono materialista e utilitarista da fare schifo) è un po’ come beccare un uomo nelle parti basse con una palla da baseball.

Il punto è che siamo immersi in un mare di felicità. Se si fa un elenco di tutte le cose belle della vita e di tutte le cose brutte si vede che le cose brutte sono di gran lunga minori, ma anche ben peggiori. Proprio perché peggiori, più in vista,  i mali della vita (scuola, lavoro, fame, morte, malattie…) ci consentono di elevare le cose belle a un livello superiore per il fatto che sono di più e alla portata di tutti.

Invertendo le cose per fare un esempio migliore è come se tutti noi fossimo circondati dall’oscurità. Se siamo in un sistema omogeno, non importa che per un altro tale sistema sia sbagliato perché è tutto ciò che conosciamo, è perfetto e immutabile. Poi notiamo un puntino luminoso nell’oscurità. E’ la nostra variabile, l’elemento esterno . Ci avviciniamo, man mano la luce diventa più grande e ci accorgiamo sempre di più che nel nostro sistema perfetto c’è qualcosa di più.

Il punto è: più siamo tristi e più ci accorgiamo di ciò che ci rende felici; più siamo felici e più ciò che può renderci tristi appare insopportabile.

Felicità e tristezza sono create dagli uomini, ma la prima dipende dalle probabilità e dalle ripetizioni delle nostre azioni. Se avessimo la possiblità di tornare indietro nel tempo a correggere i nostri errori o di ripetere molte volte le nostre azioni, allora saremmo felici perché ci sarebbe sempre la possibilità di rendere la nostra vita migliore.

Invece  per noi stessi abbiamo poche ore e ancor più poche possibilità di rovesciare le situazioni sfavorevoli.

Alla fine l’unico male dell’umanità è la morte. Noi studiamo per trovare un lavoro e lavoriamo per avere i soldi con cui vivere. Viviamo quattro ore al giorno se ci va bene e quando diventiamo abbastanza vecchi da porter vivere tutto il giorno la morte è già davanti alla porta con il gioco Forza 4.

Fossimo immortali saremmo tuti felici. Non ci sarebbe la fame, non ci sarebbe la paura delle malattie, non ci sarebbe il lavoro, non ci sarebbero le guerre… ci saremmo soltanto noi con i nostri passatempi e la nostra vita. E’ questa la verità.

Lezione rapida: se per spiegare la verità c’è bisogno di un professore con una scopa nel culo, paroloni altisonanti, un libro e una schiera di giornalisti e altri professori con la lingua sporca per tutti i culi che hanno leccato, allora non è la verità. E’ solo un mucchio di stronzate create da un idiota per idioti e per essere studiato da idioti in scuole idiote. Se in meno di un minuto ci si interroga su qualcosa e si ottiene una risposta non suscettibile di variazioni dovute alla persona, alla morale e alla religione (gli altri due mali dell’umanità) vuol dire che si ha davanti la verità.

Oggi possiamo essere immortali; possiamo essere felici. Non è qualcosa di realizzabile solo nei libri. Bisonga puntare tutto sulla scienza, sulle cellulle staminali, sulla robotica, su tutto ciò che possa eliminare i difetti del corpo umano.

Un messaggio al mondo

+000030302008bSun, 16 Nov 2008 15:49:50 +0000UTC 18, 2007 claudio88 1 commento

Premessa 1: Se siete di quelli cui non piace leggere parolacce, i toni accesi, gli idealisti e qualcos’altro che ora non mi viene, potete anche non leggere qui sotto.

Premessa 2: Questo è un mio sfogo, per cui non m’importa nulla se alcune cose saranno sbagliate o non avranno senso. Verso la fine, però, acquista più pace.

Dunque, a volte bisogna guardare il mondo in faccia, prendere fiato, individuare gli elementi marci e urlare:

Politici, industriali, terroristi e signori della guerra, ANDATE A FARE IN CULO!

Ne ho abbastanza di non poter guardare un telegiornale senza deprimermi; ne ho abbastanza di guerre, morti, carestie, diritti umani violati e atti disumani perpetuati da vermi che indossano bei abiti e vivono succhiando la vita altri; ne ho abbastanza di politici che parlano tanto per dare un senso alla loro carica, che dovrebbero baciare il fango delle scarpe di coloro che li hanno votati e che se ne stanno a casa o non fanno un cazzo; ne ho abbastanza dei terroristi che per seguire ideali di merda uccidono vite e vanno in giro a vantarsene (fottiti Bin Laden e che vada a puttane Hamas); ne ho abbastanza di sentire i capi di stato accusare un paese di avere armi di distruzione di massa e di attentare alla sicurezza mondiale quando sono loro stessi ad avere un testata nucleare sotto il cuscino; ne ho abbastanza di signori della guerra, di dittatori e di presunti uomini che conducono guerre senza fine; ne ho abbastanza di industriali che non si sa chi, non si come, non si quando e non si sa perché  riescono a mettere mani in tutto, ogni tanto si scopre che appoggiano le guerre, che disbocano foreste, che cacciano popoli dalle loro terre e che non sono tanto diversi da com’erano prima che tutti i loro atti venissero scoperti.

In parole povere, visto che si potrebbe continuare ancora per un bel po’: NE HO ABBASTANZA DI QUESTO MONDO!

E non mi si venga a dire che questo sfogo è esagerato, che non posso fare di tutta l’erba un fascio e che è così che va il mondo!

Questo post non è esagerato, ma troppo buono: non si può non urlare il proprio disgusto quando il mondo stesso grida inascoltato.

Questo non è fare di tutta l’erba un fascio: è prendere atto che per ogni politico buono, al mondo ce ne sono dieci che non lo sono; che per ogni cosa buona ci sono dieci persone pronte a distruggerla.

Questo post non è irrazionale, irreale o idealista: è così che stanno le cose.

Il punto è che non dovrebbe essere così| Si possono spiegare tutte queste cose che non vanno, se ne possono trovare le motivazioni e si può dire che la storia va avanti da così tanto tempo che ormai è normale.

Non è normale, dannazione! Tutto questo è incredibilmente irrazionale nella sua normalità. A volte certa gente è equiparata agli animali, ma questo è un complimento. Gli animali vivono, mangiano, si riproducono e poi muoiono: questo è normale e razionale. L’evoluzione è spinta dalla necessità che porta a soddisfare i bisogni, ma che cazzo di necessità c’è nella guerra? Qualcuno mi spieghi per quale fottuto motivo tutto ciò che si tenta di raggiungere con la guerra non può essere raggiunto con la pace. Qualcuno mi spieghi perché non si può vivere in un mondo felice!

Perché la guerra è il metodo più facile e veloce, si potrebbe dire. Ma cosa c’è di veloce in guerre che si protraggono da anni e in negoziati di pace resi inconcludenti dall’ottusità delle parti? Cosa c’è di facile in guerre che distruggono popoli, che fanno soffrire le persone? A che cazzo serve tutto questo? Non voglio ideali, non voglio la storia, non voglio le leggi economiche, non voglio discorsi politici: voglio la necessità, il procedimento razionale che porta a dire “Non c’è altro modo”.

Bisogna dire basta a tutto ciò. Bisogna dire che tutto questo non porta a nulla, che ci sono mezzi pacifici che consentono di risolvere tutti i problemi senza fare soffrire nessuno, che si possono cambiare le cose.

Non c’è buonismo nella pace; non ci sono ideali e non c’è irrazionalità.

C’è il senso del trovare un accordo che soddisfi le parti senza spese, senza sangue e senza sofferenza.

C’è la semplicità del sedersi a un tavolo e discutere con solo l’ausilio degli interpreti, della presenza dei giornalisti e l’ausilio di una penna per ratificare la pace.

E’ irrazionale tutto ciò? E’ impensabile, difficile, costoso, idealista e buonista? Se tutto ciò è sbagliato, vuol dire che io non sono normale, che questo non è un mondo a cui posso appartenere.

Un mondo in cui si preferiscono la guerra, il dolore e le difficoltà alla pace, alla felicità e alla facilità dei rapporti non è il mondo in cui voglio vivere.

Ora, può sembrare un paradosso, ma tutto questo post è scaturito dalla visione di un filmato su youtube del film Aladdin. Non sto scherzando. Ieri notte guardavo alcune canzoni presenti nei film della Disney in francese (stupende, per giunta) e ho scoperto che c’è gente che si è messa a modificare tali canzoni in modo che si susseguano pezzi di testo in lingua diverse: se prima i personaggi cantano in francese, poi cantano in inglese, italiano, giapponese ecc.

Ne ho guardati alcuni e sono rimasto affascinato. Non tanto dal lavoro fatto dagli utenti, ma dal come le canzoni fossere orecchiabili anche senza una lingua unica. Sono rimasto meravigliato di come tante lingue che credevo così lontane da me siano in realtà stupende. Il cinese, il giapponese e il francese insieme sono quanto di più strano e divertente abbia mai ascoltato; l’inglese, l’arabo e l’ebraico sono calde e avvolgenti; le lingue nordiche e slave mi fanno pensare al freddo, ma  sanno riscaldare.

E’ stato come ascoltare una lingua unica dalla mille sfaccettature, capace di creare emozioni anche senza capire le parole. In pochi minuti è stato come vedere un mondo intero unito in un’unica canzone ed è stato bellissimo. Dopo questa gioia mi sono intristito al pensiero di come in realtà l’umanità sia divisa senza sapere che sono proprio le differenze culturali e linguistiche a renderla meravigliosa.

Gli occidentali e gli arabi si odiano; gli italiani ce l’hanno con gli immigrati; gli orientali sono visti con un sorriso maligno al pensiero delle loro lingue così diverse da quelle che meglio conosciamo, dalla loro brevità e acutezza e dal loro accento.

Che schifo. Io vorrei essere in grado di parlare tutte queste lingue, che tutti noi fossimo in grado di parlarle, di capire e farci capire per poi festeggiare. Vorrei avere amici in ogni paese e andare con tutti loro prima a ballare, poi in pizzeria a bere e mangiare e infine al mare, dove potersi fare un bagno di notte e riscaldarsi di fronte a un falò mentre ognuno canta una stessa canzone nella sua lingua.

Sarebbe un sogno… anzi, sarebbe possibile. Non c’è nulla che impedisca di essere amici di tutti e fare quello che ho scritto sopra. Ci sono solo due limiti: la lingua e gli uomini.

Le lingue sono così tante che non si può impararle tutte in un vita, ma si può comunicare tramite una di esse elevata al rango internazionale (sia l’inglese o una lingua internazionale).

Gli uomini sono divisi, ma proprio grazie alla loro diversità possono essere amici. Sta tutto a loro.

Sono ancora più motivato a proseguire i miei studi e imparare le lingue al contempo; italiano, inglese, francese, giappone e quello che verrà.  Non voglio essere italiano, voglio essere cittadino del mondo, voglio essere umano.